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CHIVASSO. "Urs La Chivasso", fine del gioco

CHIVASSO. "Urs La Chivasso", fine del gioco

Tiziana Siragusa, assessore allo Sport

CHIVASSO. "Urs La Chivasso", fine del gioco. E’ sempre una questione di responsabilità. La responsabilità di voler affrontare un tema e, anche se non è nelle proprie corde, farsi in quattro per trovare una soluzione. Sarebbe una mission della politica, la prima. Ma non sempre è così. Anzi. 

Nella giornata in cui la città di Chivasso celebra la sua star delle moto, Francesco Pecco Bagnaia, il calcio cittadino muore. 

Se Pecco è diventato Pecco per meriti tutti suoi, la società centenaria La Chivasso sprofonda nel baratro per ragioni che vanno condivise tra molti. Anche con chi oggi siede a Palazzo Santa Chiara.

Che cosa ha fatto la Giunta del sindaco Claudio Castello e, nello specifico, l’assessore allo Sport Tiziana Siragusa per salvare una società che negli anni d’oro ha dato lustro e prestigio alla città fuori dai confini provinciali e non solo? Semplice, nulla. 

Nulla che sia percettibile, reale, tangibile. 

Nulla nemmeno di positivo, in questi quattro anni abbondanti, se è vero com’è vero che non si ricorda nemmeno una foto postata su facebook degli attuali assessori o del sindaco in visita agli impianti sportivi dedicati al calcio della nostra città.

E’ lontano anni luce il periodo in cui l’amministrazione chivassese tagliava il nastro orgogliosa del nuovo manto in erba sintetica del campo Ettore Pastore. Era la prima decade del 2000. Altri tempi, altri amministratori. 

Son passati due lustri o poco più e dello sport più popolare del paese la classe politica che conta se n’è già dimenticata. Tutti in fila sorridenti, domenica, sotto il palco montato nel cortile interno di Palazzo Santa Chiara. Ci sta. 

Non fosse che in un piccolo campo della provincia biellese, a Ponderano, l’arbitro annotava l’assenza della squadra ospite e, compilando il tabellino della partita, sanciva la fine ingloriosa della società calcistica più gloriosa della provincia orientale di Torino.

Evviva Pecco, campione delle moto “di Chivasso” e “nonostante Chivasso”.

Senza dimenticare però che per un eroe della MotoGp giustamente da celebrare, ci sono migliaia di piccoli Weffort che non hanno più nemmeno un campo per giocare. Nè una maglia biancorossa da indossare...  

Il re è morto! Evviva il re!

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