Home / BLOG / CHIVASSO. Non è “Coronavirus” solo “diarrea”
L'ospedale di Chivasso
L'ospedale di Chivasso

CHIVASSO. Non è “Coronavirus” solo “diarrea”

E siamo tutti contenti che il caso di un sospetto “coronavirus” all’ospedale di Chivasso, di un altro all’ospedale di Ivrea, così come quello di Vercelli, siano risultati negativi.
Epperò, limitandoci a Chivasso, il problema è come si è arrivati, venerdì scorso, a dare la notizia pubblicata quasi in contemporanea da noi, Cronacaqui e La Stampa, così costringendo la Direzione dell’Asl To4 ad un comunicato, che è arrivato praticamente un’ora dopo.
Il problema è questo. Esistono dei protocolli da seguire e delle linee ministeriali a cui gli ospedali devono attenersi, fornendo al personale, agli utenti e quindi anche alla popolazione tutte le informazioni necessarie. Di fronte ad un sospetto caso di coronavirus, nell’attesa di conoscere gli esiti degli esami, per esempio, si dovrebbero subito bloccare gli accessi al pronto soccorso: cosa che all’ospedale di Chivasso non s’è messa in pratica. Insomma la notizia era doppia. La prima sul “sospetto”, la seconda sulla non-operatività del protocollo.
Se tutto fosse andato come sarebbe dovuto andare ci sarebbe stata per prima cosa la notizia del caso sospetto, e qualche ora dopo del “cessato allarme” oppure della messa in quarantena.
Premesso che questo giornale ha deciso di informare i propri lettori di tutti i casi sospetti di cui verrà a conoscenza (per fortuna viviamo in Italia e non in Cina), considerando questa un’informazione utile per sconfiggere il virus, ci vien da sorridere a rileggere certe contestazioni e alcuni “post” pubblicati in rete nelle ore passate anche da alcuni “autorevoli” colleghi. La prima sul paziente ricoverato per un ictus e non per il coronavirus. Basta pensarci un attimo per capire quanto questa affermazione abbia dell’assurdo considerando che il paziente in questione era stato caricato su un’ambulanza a Crescentino, provincia di Vercelli, privo di sensi e senza la possibilità di dire chi fosse, da dove arrivasse quindi di fornire le proprie generalità o il nome di un parente. S’aggiunge che al pronto soccorso i sospettati d’Italia e pure gli accertati, ci si sono sempre recati per altro, per assurdo anche per una “diarrea” e un “mal di gola”. Cosa si fa? Si scrive “Non era coronavirus ma solo un po’ di diarrea…!!!”. Da far acapponare la pelle poi il dare la notizia della non notizia altrui con la fotta di chi pensa di saperla sempre più lunga di tutti gli altri. Poveri pirla. Se non la vuoi dare non darla, punto. Se la dai per dire che non era una notizia, sei scemo. Ancor più scemo se poi ti senti costretto a pubblicare il comunicato dell’Asl To4 in cui si parla del caso, del sospetto e degli esiti. Insomma: scemo, più scemo, più scemo.
Resta il nodo centrale: le linee guide ministeriali dicono che i sospetti vanno trattati in un determinato modo e ci sarebbero stati dei protocolli da attuare subito. E quindi delle due l’una: o era un “sospetto” e l’Asl To4 non lo ha gestito correttamente, o non era un sospetto e quindi tanto valeva fare il test… Per questo continueremo a dare notizie di casi simili a prescindere dalle risposte o dalle non risposte della Direzione di via Po, che in questo caso taceva mentre in redazione ricevevamo telefonate di medici seriamente preoccupati per quel che stava succedendo.
Liberi tutti di preferire altre linee editoriali, sia di quei giornali che continueranno a dare le non notizie delle notizie degli altri, comportandosi come i peggio “ciucciaruote”, sia quelli che hanno scelto di non parlare del coronavirus.

Commenti

Blogger: Liborio La Mattina

Liborio La Mattina
Nun Te Reggae Più

Leggi anche

Il video del sindaco Castello

CHIVASSO. Coronavirus alla rsa: Castello chiede aiuto

CHIVASSO. Coronavirus alla rsa: Castello chiede aiuto. Crescono i contagi per Coronavirus all’interno della casa …

Storia del Partigiano Terribile

Non abbiamo potuto salutarlo per l’ultima volta, a causa dell’isolamento imposto dalla pandemia di covid19. …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *