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CHIVASSO. Le baracche di Scinica sono regolari o no?

Dopo il “caso Buo” e la richiesta di dimissioni dell’assessore al Bilancio per l’avanzo di amministrazione da un milione e settecento mila euro, un nuovo caso politico sta scoppiando nelle mani del sindaco Libero Ciuffreda. Nell’occhio del ciclone c’è finito il consigliere di maggioranza di Sel Michele Scinica, presidente della Commissione Assetto ed Uso del Territorio. La scorsa settimana, dopo aver ricevuto diverse segnalazioni, chiedevamo lumi al sindaco sulla regolarità delle baracche costruite in un terreno di proprietà del consigliere comunale, in frazione Borghetto. Sono state realizzate a norma di regolamento? Alla faccia della trasparenza, la domanda che abbiamo posto è caduta, ovviamente, nel vuoto. Così, oggi, ritorniamo sull’argomento riportando, in maniera più chiara, tutti i dubbi che ci sono sorti e che sono sorti anche a diversi cittadini. Ma non solo. Il caso delle baracche di Scinica finirà anche in Consiglio comunale. Il consigliere Marco Marocco del Movimento 5 Stelle ha presentato un’interrogazione che verrà discussa nella prossima seduta. “Abbiamo depositato un’interrogazione al sindaco e all’assessore competente per approfondire la notizia circa presunti abusi edilizi e irregolarità di varia natura commessi su una proprietà del consigliere comunale Michele Scinica in frazione Borghetto – spiega Marocco -. Ci chiediamo anche noi se effettivamente in tale proprietà siano state commesse violazioni della vigente normativa e quali provvedimenti si intendono prendere nei confronti del consigliere di SEL qualora le violazioni siano accertate. A questo punto ci chiediamo anche quali controlli e con quale frequenza l’amministrazione verifica il rispetto della vigente normativa, locale e sovralocale sul nostro territorio comunale…”.

I dubbi sulle costruzioni nella proprietà del consigliere comunale

L’articolo 28 delle norme tecniche di attuazione del Piano regolatore generale comunale è quello che norma i “bassi fabbricati per ricovero attrezzi agricoli”. Tale articolo, recita: “E’ consentita la costruzione di bassi fabbricati aperti o chiusi esclusivamente ad uso deposito attrezzi agricoli per orti, a condizione che essi non superino il rapporto di copertura di 1/7 sui rispettivi orti e comunque non superino singolarmente la superficie lorda di mq 15, e siano realizzate con copertura a due falde, manto di copertura in tegole di cotto, tamponamento perimetrale in muratura o legno, materiali idonei a conferire ad essi un aspetto estetico non degradante o deturpante, con altezza massima di imposta della copertura di mt. 2.40. Nel caso in cui bassi fabbricati vengano accorpati sui confini degli orti contigui le stesse non dovranno superare singolarmente la superficie coperta pari a 1/7 del rispettivo orto con un massimo di mq 15, con unica copertura a due falde. La costruzione di tali manufatti non è comunque ammessa nelle fasce di rispetto stradale e nelle aree residenziali. All’interno non sarà possibile installare impianti a fiamma libera”. I dubbi, alla vista delle baracche che insistono nella proprietà di Michele Scinica, sono diversi. Intanto le dimensioni delle strutture. E’ rispettata la superficie lorda di 15 metriquadrati per ciascun immobile? Quindi le distanze dalla strada: è salvaguardata la fascia di rispetto stradale? Poi i materiali utilizzati per la costruzione delle baracche. La norma dice: “(…) materiali idonei a conferire ad essi un aspetto estetico non degradante o deturpante (…)”. Dalle fotografie che pubblichiamo, gli immobili deturpano il paesaggio o no? Infine, la norma dice che “all’interno non sarà possibile installare impianti a fiamma libera”. Quindi, la stufa installata sotto la tettoia è in regola? E il barbecue?

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