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07 Febbraio 2020 - 16:05
La discarica di Chivasso
Sta per ripartire l’impianto cosiddetto “dei pneumatici” che si trova dentro l’area delle discariche chivassesi di Regione Pozzo? Questa volta non più condotto da SMC ma dalla società SGRA srl di Milano? Il sindaco Claudio Castello né conferma né smentisce, per ora l’attività non parte ma domani non si sa, perché SMC ha un’autorizzazione valida fino al 2026 e potrebbe cominciare domani. Il prefetto gli ha garantito che entro quindi giorni sarà convocato un tavolo di coordinamento e di monitoraggio con la presenza del Ministero dell’Ambiente: però l’esperienza insegna che i “tavoli” servono per confrontarsi ma raramente riescono a bloccare qualcosa…
Ci prendono in giro? Non parliamo ovviamente del sindaco. Mentre in discarica qualcuno, a quanto pare questa società SGRA, ha i soldi per fare ripartire l’ex impianto “dei pneumatici”, la società SMC - titolare delle autorizzazioni delle discariche - non asporta il percolato e ci deve pensare il Comune: costretto a spendere altri 100.000 euro per prolungare fino a giugno l’affidamento a due ditte dell’asportazione e dello smaltimento del percolato (con due determine del 4 febbraio). In attesa che SMAT costruisca il percolatodotto fino al depuratore di Castelrosso, sempre con soldi nostri perché SMAT è una società interamente pubblica.
Ci sembra una presa in giro, perché SGRA e SMC sono più o meno la stessa cosa: fanno entrambe capo al Gruppo Waste Italia di Milano. Ecco la fila di società vecchie e nuove tutte collegate fra loro: SMC e SGRA appartengono entrambe a Innovatec, che a sua volta appartiene a Sostenya Green, che a sua volta è controllata dal Gruppo Waste Italia (a sua volta controllato al 40% dalla finanziaria Sostenya Group Plc di Pietro Colucci, che ha sede a Londra). Tutto scritto nel sito della Consob e nella relazione finanziaria del 30 giugno 2019 di Innovatec. Sia il Gruppo Waste Italia sia SMC hanno chiesto il concordato preventivo al Tribunale Fallimentare di Milano.
Anche Green Up, spuntata da noi qualche anno fa, e che attualmente conduce le discariche chivassesi, è di Innovatec e quindi fa parte del Gruppo Waste Italia. Sempre Gruppo Waste Italia, sempre Pietro Colucci.
Perciò la discarica di Chivasso, o almeno l’impianto degli pneumatici, passa dalla mano sinistra (SMC) di Colucci alla mano destra (SGRA) di Colucci medesimo. SMC è nei guai, non sta bene in salute, è in concordato preventivo, non sappiamo se riuscirà a saldare i debiti – ne aveva anche nei confronti del Comune di Chivasso.
Soprattutto non sappiamo se riuscirà a eseguire le operazioni di post chiusura o post mortem delle discariche, che durano almeno trent’anni e costano milioni di euro: monitoraggio costante di percolato, gas, acque, e eventuali interventi se necessari. Per adesso SMC / Green Up non porta nemmeno via tutto il percolato, e lo deve fare il Comune. Mentre SGRA è nuova, è stata creata due anni fa, non ha debiti, non ha pendenze presso il Tribunale fallimentare, e può tranquillamente riavviare le lavorazioni del cosiddetto impianto degli pneumatici.
Teniamo conto che l’impianto è molto più di un semplice deposito di pneumatici. L’autorizzazione del 2006 comprendeva già una lunga lista di rifiuti speciali definiti non pericolosi “da mettere in riserva”. Eccone alcuni: truciolati, plastiche, gomme e fibre sintetiche, cavi, pastiglie per freni, serbatoi per gas liquido, metalli, imballaggi, carta, vetro, fibre tessili, cemento, mattonelle, ceramiche. Nel 2016 SMC ha ottenuto dalla Provincia il rinnovo dell’autorizzazione fino al 2026. Un rinnovo con l’aggiunta di altri macchinari e operazioni: installazione di pressa imballatrice per carta, cartone, plastica, nylon; installazione trituratore con deferrizzatore; recupero sostanze organiche non utilizzate come solventi in relazione alla carta e il cartone, ecc. Ne risulterebbe un impianto così ricco di lavorazioni che nel 2016 lo chiamammo il piccolo “Wastend”. Il vero e proprio grande progetto Wastend, comprendente un ampliamento delle discariche e un impianto di riciclo, presentato due anni prima in Provincia, stava affondando sotto le critiche dei tecnici dell’ente provinciale, che lo ritenevano ambientalmente non compatibile. Ed ecco che la società si apriva una strada di riserva… Una strada che finora non aveva imboccato, e che ora pare intenzionata a percorrere.
Quasi invisibile in mezzo alla quattro alte colline delle discariche, l’impianto pneumatici divenne noto ai chivassesi nell’ottobre 2014, quando vi scoppiò un incendio. Il sindaco Libero Ciuffreda emanò un avviso con il quale invitava i residenti entro il raggio di un chilometro a lavare accuratamente gli ortaggi coltivati sul posto, ad alimentare polli e conigli con mangimi e foraggi provenienti da fuori dell’area probabilmente contaminata, e a non pascolare bovini e ovini in quei terreni. L’avviso fu revocato nel gennaio 2015.
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