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Dionigi Bartoli

CASTELLAMONTE. Parla Dionigi Bartoli: “Basta con le faide politiche”

CASTELLAMONTE. Parla Dionigi Bartoli: “Basta con le faide politiche”.

Era il 03 febbraio del 2018 quando Bartoli Dionigi si affacciava al balcone di “Palazzo Botton” nelle vesti di “Primo Console” con la “Bela Pignatera” Simona Bove e dava il via alla storica e tradizionale manifestazione carnascialesca che dal 1386, affondando le sue radici nella lotta per la libertà, contro l’oppressione del Conte Uguccione, rappresenta per Castellamonte e per tutti i canavesani che vi partecipano un vero e proprio inno alla vita, una ventata d’ottimismo e l’augurio a tutti, dalla città della ceramica, per un domani foriero di felicità e soddisfazioni.

A Bartoli chiediamo cosa abbia significato per lui tale investitura.

Il carnevale è la festa di tutti, è la festa dei ricordi e delle famiglie, è la festa che ognuno di noi porta nel cuore sin da quando era bambino e avere avuto l’onore di rappresentare due anni fa il “Primo Console” ha significato per me essere parte integrante della comunità, finire nell’album dei ricordi dei miei concittadini e soprattutto di mia figlia. Il Carnevale di Castellamonte, poi, è un dei più antichi d’Italia, ha una grande tradizione, è il momento in cui Castellamonte mostra il suo grande cuore. Charlie Chaplin diceva: “Chi non ride mai non è una persona seria”, bene, col sorriso e in allegria, Castellamonte, nel periodo del Carnevale mostra con serietà le sue grandi capacità organizzative e mettendoci il suo grande cuore compie un gesto speciale.

Bravi a fare il Carnevale, ma la politica cittadina negli ultimi anni non ha certo brillato…

Forse noi cittadini ci saremmo aspettati qualcosa di più, ma credo che tutti i Sindaci che ho visto all’opera a Castellamonte abbiano cercato di dare il meglio di sé stessi. Credo che tutti abbiano provato a migliorare la situazione, la vita dei castellamontesi, poi, come in tutte le cose, c’è chi ci è riuscito un po’ meglio, ma tutti si sono certamente impegnati per il bene della cittadinanza.

E questo brutto e difficile momento dettato da un inaspettato nemico, il “covid19”?

E’ stato devastante per tutti, per chi come me ha un’attività dedita alla ristorazione, per tanti artigiani, liberi professionisti e per tante aziende piccole, medie e grandi, ma anche per i lavoratori dipendenti, molti dei quali, pur avendone diritto, ancora oggi non hanno ricevuto la cassa integrazione. Credo che quando il coronavirus avrà completato il suo giro del mondo, la società che lascerà dietro di sé sarà profondamente diversa da quella a cui eravamo abituati..

E’ stato difficile ripartire?

Non è stato facile, Castellamonte ha tanti buoni ristoranti, pizzerie e trattorie, ho tanti bravi colleghi nel settore che svolgono al meglio la loro attività e che hanno fondato la loro presenza sul territorio sulla qualità della cucina e sul rispetto del cliente, è stato difficile per tutti, ma siamo di Castellamonte, amiamo il nostro comune, la nostra gente ed essere considerati in tutto il Canavese ed anche in gran parte della provincia di Torino, come un punto di arrivo, dove si può ben mangiare, serviti al meglio, è una cosa che ci rende fieri del nostro lavoro. Nel nostro piccolo, noi tutti, cerchiamo di rappresentare al meglio la nostra città.

E rappresentarla in Consiglio comunale, ci ha mai pensato?

Ci hanno pensato altri, in questo momento Castellamonte ferve di attività propedeutica alle prossime elezioni amministrative del 20 settembre e, certamente, non mi sono mancate le offerte.

Da Consigliere o da Sindaco?

Guardi le dico una cosa, io ho una bellissima famiglia, una compagna fantastica e una figlia a cui voglio un mondo di bene, quindi, per loro sarei disposto a tutto. Ciò detto, credo che fare il Sindaco sia la cosa più gratificante per chi ama il proprio comune. Credo non ci sia altro incarico elettorale che possa dare maggiore soddisfazione, certamente frequentare i Palazzi romani o quelli della Regione è più remunerativo, ma là si rappresentano i partiti, fare il Sindaco è una cosa diversa, si rappresenta una comunità!

Quindi?

Lasciamo ai giorni dettare i giusti tempi della vita, ora bisogna ripartire, certo mi piacerebbe che il prossimo sindaco fosse veramente un Primo Cittadino capace di dettare all’amministrazione comunale la politica del noi, mi piacerebbe che non ci fossero personalismi e che veramente si gettassero le basi per fare un grande Castellamonte.

Ad esempio?

Noi siamo, se solo la si smettesse di appassire all’ombra delle faide politiche, un comune dalle grandi potenzialità. Penso ad una mostra permanente della ceramica, penso ad un nuovo utilizzo dell’ospedale, penso a creare gli spazi e le opportunità necessarie a far diventare Castellamonte un territorio appetibile per chi, nonostante tutto, ha ancora voglia di imprendere e creare lavoro.

Cose serie.

Cose necessarie, mi piacerebbe che si andasse a votare con il sorriso e la dolcezza perché il prossimo 20 settembre diventi una giornata importante, indimenticabile, la giornata della rinascita, partendo ancora dalle parole di Chaplin, mi piacerebbe che le prossime elezioni amministrative fossero un “Carnevale per la vita”.   

Sarebbe una cosa profondamente diversa dal passato, soprattutto quello recente, lei lo ritiene possibile?

Non so, ma spero sia possibile, lo spero soprattutto per Castellamonte per la gente che qui vive e lavora, per chi frequenta la nostra città per le sue eccellenze, ecco, vorrei vedere attuato un serio e ben organizzato piano di rilancio per il commercio che da troppi anni è stato dimenticato. Mi piacerebbe vedere un bel progetto perché ritengo inutile parlare di programmi se alla base non ci sono progetti da realizzare. Mi piacerebbe un Primo Cittadino capace di stare nelle retrovie della politica perché nelle retrovie ci stanno i coraggiosi; perché nelle retrovie, là dove si trovano gli ultimi, dove i vigliacchi tremano, i coraggiosi organizzano e mettono in opera la difesa del “Campo”.

Parole da Sindaco.

No, solo da cittadino che ama la Terra dove ha creato una famiglia, dove lavora e dove vorrebbe un futuro pieno di opportunità per i propri figli.

Una curiosità, ha detto che tutti coloro che si sono succeduti nella carica di Sindaco di Castellamonte ci hanno messo impegno, ma qual è il politico canavesano che secondo lei ha meglio rappresentato il territorio?

Qui non vorrei sembrare troppo sicuro, ma credo che senza dubbio sia stato Eugenio Bozzello, almeno per me è così e non solo perché è stato un buon Sindaco di Castellamonte, ma perché in Canavese ha saputo, quando ha rappresentato la nostra Terra presso il Senato della Repubblica, portare ricchezza e lavoro.

Ma in ultimo, prima di lasciarci, cosa ci dobbiamo aspettare da Bartoli Dionigi?

Semplice, sarò sempre un buon cittadino, cercherò di essere un bravo ristoratore, un buon padre di famiglia, un contribuente onesto e poi una cosa, non vorrei essere sembrato superficiale, mi piacerebbe inviare il più grande ringraziamento a tutto il Servizio Sanitario Nazionale che, nonostante i ripetuti tagli subiti dalla politica partitica, ha saputo ergersi ad eroe nei difficili giorni in cui la pandemia da “covid19” dettava bollettini di guerra dalle pagine dei giornali e dalle televisioni.

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