La notizia l’ha data nei giorni scorsi il Consolato italiano in Kurdistan. A Qaladizauna statua in onore di Graziella Bronzini, che in questo mondo e per le cose che ha fatto, è stata per tutti la versione femminile di Gino Strada.
Per vent’anni e a partire dal 1992, infatti, Graziella Bronzini ha guidato il comitato per il gemellaggio Ivrea/Qaladiza finalizzato a portare aiuti umanitari nel Kurdistan iracheno.
In più di trent’anni il Comitato ha adottato centinaia di bambini a distanza (oggi sono 70). Ha organizzatocorsi di formazione rivolti ai giovani di Qaladiza. Ha contribuito a mantenere viva la memoria della lunghissima lotta di liberazione del popolo kurdo con la mappatura dei sentieri dei peshmerga. Ha sostenuto la diffusione in Kurdistan di un turismo e di una sensibilità per la tutela dell’ambiente del tutto nuovi per questa regione.
Bronzini fece anche di più. Riuscì a costruire addirittura un ospedale, oggi trasformato in rifugio e centro di accoglienza per i profughi che giungono dalla Siria.
E quella dell’ospedale fu davvero un’impresa quasi impossibile portata avanti ai tempi dell’embargo, con materiali di recupero. Quando Gino Strada lo vide fece agli eporediese dei complimenti sinceri.
Ambientalista e pacifista Graziella Bronzini è stata per molti anni, una figura di primo piano, in città.
Militante della sinistra comunista fino alla metà degli anni ‘80 e, successivamente, nel gruppo dirigente dei Verdi del Piemonte e di Torino prima e di Ivrea poi, ha continuato orgogliosamente a considerarsi comunista, fino alla fine. Consigliera comunale durante l’amministrazione GiovanniMaggia, memorabili furono le sue battaglie in consiglio comunale contro la privatizzazione dell’acqua pubblica, contro il traforo di Montenavale, contro il taglio dei platani di piazza La Marmora e ancora in tanti si ricordano di quando si incatenò ad essi insieme all’amica del cuore Rita Munari.
Un ultimo viaggio in Kurdistan nel 2014, portato a compimento malgrado i già notevoli problemi di salute con l’obiettivo di acquistare un pulmino per portare i bambini a scuola, impedendo loro di saltare sulle mine. E ancora gli sforzi per portare in Italia decine di piccoli curdicon le loro mamme, perché potessero essere curati nei nostri ospedali.
Due anni dopo, a 73 anni vissuti così intensamente che più intensamente non si sarebbe potuto, Graziella non c’era più. Sulle pagine di questo e altri giornali, a ricordarla si precipitarono tantissime persone che avevano avuto l’onore di conoscerla.
Più di tutti Rita Munari, quasi una sorella, più di una sorella.
“Poco prima di morire mi ha chiesto se io ce l’avrei fatta a seguire tutti quei bambini in affidamento e io le ho detto sì, certo che ce la faccio - ci racconta Rita con un gruppo in gola - Ho raccolto la sua eredità. Ho continuato a coltivare i contatti con i genitori fino alla maggiore età....”.
Ancora davanti agli occhi quegli ultimi mesi di sofferenza.
“Era stata ricoverata all’ospedale di Cuorgnè - continua - Andavo e venivo con l’autobus tutti i giorni. Mi davo il cambio con il marito che la assisteva di notte (Gastone Uccellatori ndr). Negli ultimi tempi non ci vedeva più. Spalancava quei meravigliosi occhi azzurri e chiedeva della sua amica Rita o dell’amore della sua vita... Mi è mancata tanto e ancora mi manca...”.Il ricordo di Graziella è ancora molto vivo nei tanti che l’hanno conosciuta, apprezzata e stimata.Andrea BenedinoGraziella è stata per me tante cose: un punto di riferimento negli anni della mia formazione politica, pur militando in formazioni diverse dalla mia. Una gran rompiscatole per il suo carattere, ma anche e soprattutto un’esemplare costruttrice di ponti di dialogo tra la nostra città e il Kurdistan iracheno.Gabriella ColossoUna donna libera. Una donna di animo retto e coerente. Una battagliera, una passionale, amante della vita fino all’ultimo secondo di vita. E per finire, non per importanza, una brava consigliera comunale.Carlo Della PepaUna donna con un forte impegno sociale ambientale e politico. La definirei una donna di sinistra. Quello che ho più fortemente apprezzato di lei e la ricerca costante del dialogo e del confronto. Sempre rispettosa e soprattutto attenta alle fasce più deboli della popolazione. Una donna che si è spesa per il riconoscimento dei diritti e della Libertà del popolo curdo. Un’amica che mi manca personalmente e che penso manchi alla città...Fiorenza GrijuelaDa un punto di vista politico con Graziella non condividevo praticamente nulla, ma come Comune gli diedi tutta la collaborazione che potevo. A leggere la notizia mi sono commosso. Ha dedicato la sua vita a mettere in piedi un ospedale a Qaladiza. Aveva coinvolto anche un primario del nostro ospedaleche ogni tanto andava in Kurdiston per formare il personale....Cadigia PeriniGraziella Bronzini è stata una compagna, ecologista e comunista, impegnata con grande passione e determinazione per l’ambiente, i beni comuni, per il suo amato popolo Kurdo. Rigorosa e dolce insieme, si è spesa senza risparmio fino alla fine per le buone cause in cui credeva. Ha arricchito la nostra città che, come già proponemmo, le dovrebbe dedicare un giardino, una piazza, un ponte, e applicare i valori alla base dell’agire della nostra cara cittadina.Franco GiorgioRicordo Graziella come una persona con un grande carisma, che ha lasciato un segno importante nella comunità Eporediese. Ricordo Graziella in consiglio comunale e le sue battaglie ma in particolare il progetto Ivrea Qaladiza. Fu in quel periodo che grazie alla sua associazione adottai a distanza un bimbo Curdo. A distanza di anni e purtroppo dopo che Graziella ci ha lasciato quel bimbo, per un caso fortuito l’ho potuto abbracciare per la prima volta. Quel bimbo, oggi uomo, vive a Torino dove svolge la professione di fotografo. L’unico rammarico che ho è proprio il fatto che Graziella non ha potuto abbracciare Rawsht oggi un uomo che mai potrà dimenticare e ringraziare abbastanza quella meravigliosa donna.Armando MichelizzaGraziella è stata una persona che ha vissuto sempre con totale dedizione alle cause che abbracciava. Non sempre ho condiviso le sue scelte, ma impossibile non riconoscerne la gratuità del suo impegno sempre rivolto agli altri, e per questo capace di coinvolgere e trascinare.Augusto VinoLa prima parola che mi viene in mente, è che mi pare la più adatta è“una combattente”; una persona mossa da grande generosità, non facile, alle volte urticante, sempre molto determinata, capace per questo di vedere cose che altri non vedevano...
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