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Esteri
31 Marzo 2026 - 13:03
La guerra passa anche dai social, ma le immagini raccontano un conflitto reale. Donald Trump ha pubblicato su Truth un video senza audio né didascalie che mostra una sequenza di violente esplosioni nel cielo notturno. Secondo quanto riportato dal Wall Street Journal, il filmato documenterebbe l’attacco statunitense contro un grande deposito di munizioni nella città iraniana di Isfahan.

Il video, della durata di poco più di 30 secondi, mostra un’enorme palla di fuoco che si alza nella notte, seguita da una serie di esplosioni a catena. Dalle fiamme si sollevano come razzi, alimentando colonne di fumo sempre più dense e un incendio che si estende rapidamente. Nessun commento, nessuna spiegazione: solo immagini, che secondo fonti americane rappresentano una dimostrazione della capacità offensiva delle forze statunitensi.
A confermare il bersaglio dell’attacco è stato un funzionario statunitense citato dal Wall Street Journal, che ha indicato proprio Isfahan come luogo del bombardamento, parte di un’operazione condotta da Stati Uniti e Israele contro infrastrutture militari iraniane.
Ma il conflitto non si ferma qui. Nelle stesse ore, secondo quanto riportato dalla Kuwait News Agency, l’Iran avrebbe colpito una petroliera kuwaitiana nel porto di Dubai, provocando un incendio. La Kuwait Petroleum Corporation ha definito l’azione «diretta e criminale», parlando di un attacco contro una nave a pieno carico.
Le conseguenze si fanno sentire immediatamente anche sui mercati. Il prezzo del petrolio è schizzato oltre i 115 dollari al barile, mentre cresce la preoccupazione internazionale per la situazione nello Stretto di Hormuz, snodo cruciale per il traffico energetico globale. La sua chiusura parziale sta alimentando tensioni sempre più forti tra i fronti coinvolti.
Secondo fonti americane citate dal Wall Street Journal, lo stesso Donald Trump starebbe valutando di concludere le operazioni militari entro due settimane, anche senza una completa riapertura dello stretto. Nel frattempo, mentre le navi occidentali incontrano difficoltà, due portacontainer cinesi sono riusciti a transitare in formazione serrata.
Uno scenario sempre più complesso, in cui guerra militare, comunicazione social e interessi economici globali si intrecciano, trasformando ogni immagine in un messaggio e ogni attacco in un segnale destinato al mondo intero.
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