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Cronaca
20 Aprile 2026 - 21:51
Addio ad Abdu Dian, “Cata cheicosse”: il Gigante Buono del Chivassese
Un volto familiare, una voce riconoscibile, un modo di stare tra le persone che negli anni era diventato parte della quotidianità.
Il territorio del Chivassese e del Vercellese piange la scomparsa di Abdu Dian, per tutti “Blu”, storico venditore ambulante di origini senegalesi, spentosi nella serata di venerdì 17 aprile all’ospedale di Torino dopo una malattia.
Per molti non era solo un commerciante, ma una presenza costante nelle strade, nei mercati e nelle piazze. Con il tempo era diventato un punto di riferimento umano prima ancora che lavorativo. Il soprannome con cui veniva ricordato da tutti, “Gigante Buono”, riassumeva il tratto più evidente della sua personalità: discreto, gentile, sempre disponibile.
Abdu aveva costruito un legame profondo con il territorio. Un rapporto fatto di piccoli gesti, di saluti, di battute. Tra queste, alcune espressioni entrate ormai nell’immaginario locale, pronunciate con un accento che mescolava italiano e dialetto piemontese. Frasi come “Cata cheicosse” o “Ciàpa la galina!” erano diventate negli anni un segno distintivo, capace di strappare un sorriso e creare familiarità.
La notizia della sua morte si è diffusa rapidamente, soprattutto attraverso i social, dove in poche ore si sono moltiplicati i messaggi di cordoglio. Testimonianze che raccontano una figura capace di inserirsi nel tessuto sociale con naturalezza, fino a diventarne parte integrante.
Abdu lascia la moglie, i fratelli e cinque figli, che vivono in Senegal. Proprio per permettere il rientro della salma nel Paese d’origine è stata attivata una raccolta fondi, segno concreto della vicinanza della comunità.
L’iniziativa è stata promossa dal nipote Aya Mbengue, attraverso la piattaforma Satispay, e si è affiancata a una mobilitazione più ampia che coinvolge anche realtà locali. È infatti possibile contribuire anche recandosi direttamente al punto vendita “Prodotti in Fuga” della Cooperativa Sociale Urca, in via Maghelona 16 a Saluzzo.
La risposta del territorio è stata immediata. Un gesto collettivo che va oltre il sostegno economico e diventa riconoscimento di una presenza che, negli anni, aveva saputo costruire relazioni autentiche.
La scomparsa di Abdu Dian lascia un vuoto che non è solo personale. È l’assenza di una figura che, giorno dopo giorno, aveva trovato il proprio spazio tra le persone, diventando parte del paesaggio umano di un intero territorio.

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