Cerca

Attualità

Vino italiano sotto pressione: nasce la super alleanza del Nord per salvarlo (VIDEO)

Undici centri di ricerca e il Crea uniscono le forze a Vinitaly: clima, malattie e mercati nel mirino del nuovo ViteLab Network

Il vino italiano prova a fare sistema per resistere alle sfide globali. A Vinitaly nasce ufficialmente ViteLab Network, la prima rete permanente della ricerca applicata per la viticoltura del Nord Italia, un’alleanza senza precedenti che mette insieme undici istituti e il Crea sotto la regia del Piemonte.

La firma del protocollo d’intesa è avvenuta allo Spazio Piemonte della fiera veronese, su impulso dell’assessore regionale Paolo Bongioanni e della Fondazione Agrion, con l’obiettivo di creare una piattaforma stabile capace di coordinare ricerca, innovazione e trasferimento tecnologico verso le imprese.

A sottoscrivere l’accordo sono stati il Crea - Centro di ricerca Viticoltura ed Enologia, la Fondazione Agrion, la Fondazione Edmund Mach, il Centro di Sperimentazione Laimburg, Ersa, Veneto Agricoltura, Ersaf, Cersaa, l’Institut Agricole Régional, la Fondazione Fojanini e la Fondazione Riccagioia. Un sistema che rappresenta il cuore scientifico del comparto vitivinicolo del Nord Italia.

L’intesa ha una durata quinquennale e prevede la creazione di un gruppo tecnico interistituzionale incaricato di coordinare le attività di ricerca, proporre progetti condivisi, favorire lo scambio di dati e infrastrutture e partecipare a programmi nazionali ed europei. Ogni progetto sarà poi sviluppato attraverso accordi operativi specifici, con regole anche sulla proprietà intellettuale e sul trasferimento tecnologico.

Spiega Paolo Bongioanni: «Fare rete fra gli istituti d’eccellenza delle regioni del Nord, unire le forze per fare massa critica, condividere capacità di ricerca, competenze scientifiche e risultati e trasferirli alle imprese significa dotarci di uno strumento indispensabile in un momento in cui il comparto vitivinicolo sta affrontando una fase di forte trasformazione e crescente complessità, e deve vincere rapidamente sfide che vanno dal fronte agroclimatico e ambientale alla capacità di presentarci competitivi sui nuovi mercati con produzioni in grado di conquistarli. Sono orgoglioso che la mia proposta abbia raccolto il favore nazionale del Crea – con gli amici presidente Andrea Rocchi e direttore Riccardo Velasco, che ringrazio - e di tutte le Regioni del Nord Italia. Il Piemonte si mette a disposizione per coordinare la nascita della governance che sarà chiamata a definire gli indirizzi e l’operatività della rete raccogliendo il contributo di tutti».

Un entusiasmo condiviso anche dal presidente del Crea, Andrea Rocchi, che sottolinea: «Il Crea condivide la visione e gli obiettivi di ViteLabnet e per questo ha aderito alla rete con entusiasmo. Ricerca applicata, trasferimento tecnologico, coinvolgimento proattivo delle imprese, gioco di squadra con il Sistema Paese. Questi gli elementi imprescindibili per poter sostenere con una innovazione efficace il settore agroalimentare nelle grandi sfide del nostro tempo».

Dalla Fondazione Agrion, il presidente Giacomo Ballari rilancia la necessità di un cambio di passo: «Serve una nuova alleanza tra ricerca, imprese e istituzioni capace di mettere insieme competenze scientifiche, risorse e capacità di innovazione. È con questo spirito che, negli ultimi mesi, all’interno del Comitato tecnico di Agrion, insieme ai Vignaioli Piemontesi, ai Consorzi di tutela e alle organizzazioni agricole, abbiamo lavorato alla costruzione di un piano strategico di ricerca applicata, partendo dalle esigenze reali delle imprese vitivinicole. Con ViteLab Network nasce una piattaforma permanente di collaborazione che mette in rete undici tra i più qualificati centri di ricerca, con l’obiettivo di attrarre competenze, investimenti e nuove risorse per l’innovazione. La ricerca deve tornare ad essere una leva concreta di competitività, capace di dare risposte ai viticoltori e di accompagnare il settore verso una viticoltura sempre più sostenibile, innovativa e resiliente. Perché difendere e rafforzare la viticoltura italiana significa difendere uno dei grandi simboli del Made in Italy nel mondo».

I numeri del comparto spiegano la portata della sfida: oltre 700mila ettari vitati, più di 300mila aziende e un export che supera gli 8 miliardi di euro. Il Nord Italia da solo concentra circa il 40% della superficie vitata nazionale e oltre la metà del valore economico della produzione.

Ma il settore è sotto pressione: negli ultimi vent’anni le temperature medie nelle aree viticole italiane sono aumentate di circa 1,5°C, con eventi estremi sempre più frequenti tra siccità, gelate e grandinate. A questo si aggiungono nuove emergenze fitosanitarie e la crescente richiesta di sostenibilità da parte dei mercati.

ViteLab Network nasce proprio per rispondere a queste criticità, lavorando su fronti strategici come lo sviluppo di varietà più resistenti attraverso le Tecniche di Evoluzione Assistita, l’innovazione dei portinnesti, il contrasto a patologie come flavescenza dorata, mal dell’esca e black rot, la mitigazione degli effetti climatici, la gestione sostenibile del suolo e l’introduzione della viticoltura di precisione con droni, sensori e telerilevamento.

Alla firma erano presenti, tra gli altri, anche Matteo Marnati, Luis Walcher, Speranza Girod, Riccardo Velasco, Michael Oberhuber, Maurizio Bottura, Martine Peretto, Fabio Losi, Mauro Giovanni, Federico Caner e Luca Demichelis, a conferma di un’alleanza istituzionale ampia e trasversale.

Un progetto che punta a trasformare la ricerca in motore concreto di sviluppo, in un momento in cui il vino italiano è chiamato a reinventarsi per restare competitivo nel mondo.

Commenti scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su Giornale La Voce

Caratteri rimanenti: 400

Resta aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter

Edicola digitale

Logo Federazione Italiana Liberi Editori