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Juve, Spalletti non si nasconde: “Squadra vera, faremo un grande finale”. Ma contro il Pisa vietato sbagliare

Bianconeri senza vittorie da 34 giorni e fuori da Coppa Italia e Champions, ma il tecnico rilancia: fiducia nel finale di stagione. Yildiz recupera dopo una botta, Vlahovic ancora out

La Juventus non vince da 34 giorni, ma per Luciano Spalletti proprio questo periodo difficile ha mostrato il vero volto della squadra. Alla vigilia della sfida contro il Pisa, il tecnico bianconero ha parlato in conferenza stampa lanciando un messaggio chiaro: la stagione non è finita e il finale può ancora cambiare il destino del club.

«Le squadre vere vengono fuori nei momenti di difficoltà e nelle avversità, noi abbiamo fatto vedere che lo siamo per come abbiamo affrontato i tanti episodi negativi che ci sono capitati» ha dichiarato Spalletti, sottolineando la reazione della squadra nel momento più complicato dell’anno. «Ed è per questo motivo che sono convinto che faremo un gran finale di stagione».

Il momento della Juventus resta però delicato. A febbraio la squadra è uscita dalla Coppa Italia, è stata eliminata dalla Champions League e attualmente si trova a quattro punti dal quarto posto in classifica. Numeri che non soddisfano l’allenatore, ma che non cancellano la fiducia nella risposta della squadra e nell’appoggio dei tifosi. «I numeri dicono che non siamo dove vorremmo essere e ce lo teniamo nella mente, ma ci sta arrivando forte il messaggio dei tifosi e del loro attaccamento alla maglia» ha spiegato Spalletti. «E hanno condiviso con noi il nostro impegno, aumentando la nostra forza cardiaca: sappiamo che ci giochiamo tanto in questo finale di campionato, è dentro le responsabilità che si racconta chi siamo e cosa stiamo facendo ma siamo tutti molto attenti e guardiamo nella stessa direzione».

Sul tavolo resta anche il tema del futuro dell’allenatore. Il contratto di Spalletti scade al termine della stagione e il rinnovo è ancora da discutere. Il tecnico ha affrontato l’argomento con una battuta, tra serio e faceto. «Parleremo del mio futuro senza stress e senza pressioni, ho la società a cinque metri dal campo e andrò anche ad abitare nello stesso condominio di Comolli e Chiellini per parlarne ancora di più». Poi il messaggio più concreto: «Ma non conta un contratto da esibire per fare bene, bisogna giocare le partite in un certo modo e con una certa mentalità».

La prossima prova sarà contro il Pisa, ultimo in classifica, ma proprio per questo secondo il tecnico nasconde molte insidie. Dopo una lunga serie di big match il rischio è abbassare la guardia. «Tutto l'ambiente pensa che sia una gara abbordabile e tutti considerano il Pisa già retrocesso, ma sarà una gara difficilissima» ha avvertito Spalletti. «E se diventi superficiale, picchi i denti: non dobbiamo farlo, i miei calciatori sanno qual è il modo di ragionare e sono convinto che faremo la valutazione corretta».

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Dal punto di vista della formazione arrivano indicazioni anche dall’infermeria. Dusan Vlahovic è finalmente rientrato ma non sarà ancora disponibile per questa partita. «Ma non sarà ancora a disposizione: punta l'Udinese» ha spiegato l’allenatore. Situazione diversa per Kenan Yildiz, che ha accusato una botta ma resta a disposizione. «Ha avuto una botta importante ma è uno di quelli tosti, per gli avversari è sempre un osservato speciale e riesce a fare cose che i calciatori normali non pensano nemmeno».

Niente turnover dunque per la Juventus, tornata a giocare una sola partita a settimana. In attacco dovrebbe esserci David, a centrocampo rientra Manuel Locatelli dopo il turno di squalifica e in difesa è favorita la coppia Bremer-Kelly. In porta resta aperto il ballottaggio tra Michele Di Gregorio e Mattia Perin. Spalletti non ha voluto sciogliere il dubbio. «La formazione non l'ho data nemmeno ai giocatori» ha spiegato. Poi una difesa nei confronti del portiere. «Ma posso dire che mi sono dispiaciute le cose dette a Di Gregorio: è inutile fare processi ai singoli quando le difficoltà sono del collettivo».

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