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03 Febbraio 2026 - 15:12
Michael Jackson torna al cinema e lo fa con uno dei film più attesi del 2026. Lionsgate ha pubblicato il nuovo trailer di Michael, il biopic che ripercorre l’ascesa dell’artista dagli esordi con i Jackson 5 fino alla consacrazione come superstar globale. Il film, diretto da Antoine Fuqua, arriverà nelle sale il 24 aprile 2026, dopo l’anteprima internazionale al Festival di Berlino il 10 aprile, accompagnata da una Fan Celebration di più giorni.
A interpretare il Re del Pop è Jaafar Jackson, nipote di Michael, al suo debutto cinematografico. Una scelta che ha acceso curiosità e aspettative, difesa con decisione dal regista: «È Jaafar che incarna Michael. Va oltre la somiglianza fisica. È lo spirito di Michael che emerge in modo magico. Bisogna vederlo per crederci». Il trailer alterna ricostruzioni spettacolari delle performance più iconiche a momenti più intimi, mostrando le tensioni familiari, il peso della fama e le contraddizioni di una figura che ha segnato la musica contemporanea.

Il racconto attraversa diverse fasi della vita di Michael Jackson: dall’infanzia a Gary, Indiana, agli anni dei Jackson 5, fino all’esplosione della carriera solista. Nel film compaiono Colman Domingo nei panni del padre Joe Jackson, Nia Long in quelli della madre Katherine, Miles Teller come l’avvocato John Branca, Laura Harrier nel ruolo di Suzanne de Passe, Kat Graham come Diana Ross e Larenz Tate nei panni di Berry Gordy, fondatore della Motown. Il giovane Michael è interpretato da Juliano Krue Valdi. Una delle scene più forti del trailer è affidata proprio al personaggio di Joe Jackson, che si rivolge ai figli con parole durissime: «In questa vita o sei un vincitore o sei un perdente. Volete lavorare in un’acciaieria come me per il resto dei giorni? Perché io non lo voglio di certo. Siete pronti a lottare per questo?».
La produzione del film è stata tutt’altro che lineare. La sceneggiatura di John Logan è stata più volte rivista, anche a causa di una disputa legale con una delle accusatrici di molestie di Jackson, che ha reso parte del materiale girato inutilizzabile. Nel settembre scorso sono state effettuate riprese aggiuntive, portando la durata complessiva del film a circa quattro ore. Lionsgate aveva inizialmente ipotizzato una divisione in due parti, con il produttore Graham King interessato a un secondo capitolo dedicato agli anni del successo planetario. Al momento, però, il film sembra concentrarsi soprattutto fino agli anni ’80, adottando un tono che alcuni osservatori avvicinano a quello di Bohemian Rhapsody.
Ed è proprio qui che si concentrano i principali dubbi. Il biopic è realizzato con il supporto degli eredi Jackson, un elemento che garantisce accesso a materiali e diritti, ma che solleva interrogativi sulla libertà di affrontare i lati più controversi della vita dell’artista. Resta incerto quanto spazio sarà dedicato alle accuse di pedofilia e al processo del 2005, conclusosi con l’assoluzione di Jackson. A riaccendere il dibattito contribuisce anche il documentario britannico The Trial, che porterà alla luce audio inediti del cantante, in cui Jackson afferma: «I bambini si innamoravano della mia personalità e volevano toccarmi e abbracciarmi, e questo a volte mi metteva nei guai» e aggiunge: «I bambini… vogliono solo toccarmi e abbracciarmi. Se mi dicessi adesso… “Michael, non potrai mai più vedere un altro bambino”… mi ucciderei».
Con un budget stimato intorno ai 155 milioni di dollari, una fotografia curata da Dion Beebe e una messa in scena ad alto impatto visivo, Michael punta a essere un vero film-evento globale. Resta da capire se riuscirà a superare la semplice celebrazione per restituire un ritratto complesso e onesto di un artista che, a distanza di anni, continua a dividere pubblico e critica.

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