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21 Gennaio 2026 - 16:55
Una sigaretta accesa davanti all’ambasciata dell’Iran a Roma, una foto della Guida Suprema Ali Khamenei che brucia e un messaggio politico che punta a rompere il silenzio internazionale. È la scena andata in scena in via Nomentana, dove Italia Viva ha organizzato una manifestazione a sostegno degli iraniani che si oppongono al regime. A guidare il presidio c’era Matteo Renzi, che ha voluto replicare un gesto diventato simbolo globale della protesta.
L’iniziativa trae ispirazione da una fotografia diventata virale, scattata in Canada, che ritrae una giovane donna iraniana mentre accende una sigaretta usando una foto in fiamme dell’Ayatollah. Un’immagine che ha fatto il giro del mondo e che Italia Viva ha scelto di riproporre davanti alla sede diplomatica iraniana per ribadire la propria posizione. «L’immagine della ragazza iraniana che in Canada fuma una sigaretta accesa con una foto in fiamme dell’Ayatollah Khamenei ha fatto il giro del mondo. Abbiamo voluto replicare quel gesto per ribadire che stiamo al fianco degli iraniani in lotta per la libertà», si legge in una nota del partito.

Durante il presidio, Renzi si è acceso una sigaretta accanto all’immagine in fiamme di Ali Khamenei, mentre altri partecipanti tenevano in mano fotografie della Guida Suprema che bruciavano. Un atto fortemente simbolico, pensato per richiamare l’attenzione sulla repressione in corso in Iran. «Sono qui con alcuni amici di Italia Viva al fianco di un popolo che lotta per la propria libertà», ha spiegato l’ex presidente del Consiglio, sottolineando il senso dell’iniziativa. «Siamo qui perché non lo fa nessun altro».
Nel suo intervento, Renzi ha denunciato con parole dure quanto starebbe accadendo nel Paese. «Ci sono ragazzi di vent’anni impiccati, ragazze violentate solo perché sono scese in strada a Teheran e che come unica “colpa” hanno quella di volere libertà», ha affermato, collegando il gesto simbolico alla repressione delle proteste anti-regime.
Il video della sigaretta è stato pubblicato dallo stesso Renzi su X, accompagnato da un messaggio che ribadisce il senso dell’azione. «L’immagine della ragazza iraniana che fuma una sigaretta accesa con una foto in fiamme dell’Ayatollah Khamenei ha fatto il giro del mondo. Oggi l’attenzione sull’Iran è scesa ma in queste ore migliaia di ragazzi vengono impiccati nel silenzio del mondo. Abbiamo voluto replicare il gesto della sigaretta per richiamare l’attenzione dei media. E per dire che non ci stancheremo di gridare donna, vita, libertà».
L'immagine della ragazza iraniana che fuma una sigaretta accesa con una foto in fiamme dell'Ayatollah Khamenei ha fatto il giro del mondo. Oggi l’attenzione sull’Iran è scesa ma in queste ore migliaia di ragazzi vengono impiccati nel silenzio del mondo. Abbiamo voluto replicare… pic.twitter.com/JvjuwDb7PF
— Matteo Renzi (@matteorenzi) January 20, 2026
Durante la manifestazione non è mancato un momento di tensione, quando due cittadini iraniani presenti al presidio hanno iniziato a discutere animatamente sull’ipotesi di un ritorno dello Scià come guida politica dell’Iran. Il confronto è stato interrotto dallo stesso Renzi, che ha invitato alla calma: «Ragazzi, non iniziamo a litigare o è la fine…». Il sit-in si è poi concluso senza ulteriori incidenti.
Il gesto messo in scena a Roma riprende così un’immagine diventata simbolo delle proteste iraniane e della solidarietà internazionale verso chi continua a manifestare nonostante arresti, violenze e condanne. Ancora una volta, lo slogan «donna, vita, libertà» diventa il filo conduttore di una protesta che punta a riportare l’Iran al centro dell’attenzione pubblica.
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