Cerca

Attualità

Ivrea saluta Fiorenzo con "Bella ciao!" e l'abbraccio dei nipoti Chiara e Federico

Cinquecento persone al Teatro Giacosa per la commemorazione organizzata dal Pd nel giorno del lutto cittadino. Ricordi, parole misurate e un finale musicale con "Bella Ciao"

Ivrea si è fermata oggi, 14 gennaio, nel giorno del lutto cittadino per la morte di Fiorenzo Grijuela. Non un gesto formale. Un pomeriggio vissuto, sentito, condiviso. Al Teatro Giacosa, dalle 17, quasi cinquecento persone si sono ritrovate per una commemorazione organizzata e voluta dal Partito Democratico, che ha assunto subito il peso di qualcosa di più grande di un appuntamento politico, considerando che Grijuela, uomo di sinistra non si è mai iscritto al Pd.

In platea si sono mescolati amministratori di ieri e di oggi, militanti, cittadini comuni. Persone che Grijuela lo avevano votato, criticato, accompagnato, incontrato anche solo una volta per strada. In prima fila i nipoti, Chiara e Federico. Due presenze discrete che hanno tenuto insieme la dimensione pubblica e quella privata di una storia che appartiene ormai alla città.

A introdurre il pomeriggio è stato Francesco Giglio, segretario cittadino del Pd. Poi ha preso la parola il sindaco Matteo Chiantore, che ha scelto di partire da una frase semplice: «Siamo un po’ più soli». Non un artificio retorico, ma una constatazione che in sala è arrivata netta. Grijuela è stato ricordato come una guida lungimirante, coraggiosa, coerente, ma soprattutto come una persona dalla semplicità disarmante.

teatro giacosa

teatro giacosa

I nipoti

sala

Chiantore ha raccontato il loro primo incontro, durante la campagna elettorale del 2023. «Mi ha messo subito a mio agio», ha detto. «Vieni, facciamo due passi in via Palestro. Dovevano essere cinque minuti. Sono diventati un’ora e mezza. Tutti si fermavano, tutti lo salutavano. Tutti lo stimavano...».

Grijuela ripeteva spesso che non si deve piacere a tutti. «Vai nei supermercati, vai a fare la spesa, guarda cosa mette la gente nel carrello. Ascolta le critiche e non arrabbiarti». Politica come esercizio di osservazione, prima ancora che di potere.

Il sindaco ha poi letto un passaggio del discorso di insediamento di Grijuela, il 23 dicembre 1998: «Si fa campagna elettorale in poesia e si governa in prosa». E ancora: «Bisogna dare ascolto alle critiche, ma non lasciarsi paralizzare da esse». In sala il silenzio è stato più eloquente di qualsiasi applauso.

Andrea Benedino ha riportato la memoria all’infanzia, quando i suoi riferimenti erano Sandro Pertini, Enrico Berlinguer e, a Ivrea, Fiorenzo Grijuela, allora assessore all’istruzione. «Di cui tutte le maestre erano innamorate», ha detto con un sorriso che ha fatto sorridere anche la sala. Poi il ricordo è diventato personale: nel 2003, da sindaco, Grijuela lo chiamò per dirgli che gli avrebbe affidato la delega all’istruzione. «È stata una delle giornate più belle della mia vita».

Mercedes Bresso, ex presidente della Provincia di Torino ed ex governatrice del Piemonte, lo ha definito «il miglior capogruppo di maggioranza che abbia mai avuto». Lo ha descritto come figlio di una cultura olivettiana che non era nostalgia ma metodo, capace di formare una classe politica. Ha ricordato il grande lavoro sul nodo idraulico di Ivrea, concludendo che Grijuela verrà ricordato come "uno che ha contato davvero".

Alberto Avetta, oggi consigliere regionale, ex assessore comunale e suo "pupillo", ha parlato di generosità, lealtà e ironia. Ha raccontato di quella Panda rossa parcheggiata spesso al cimitero, non solo per camminare, ma per incontrare le persone e capire il sentimento della città. Ha ricordato anche gli anni più difficili, quando a metà del secondo mandato le critiche erano diventate ingenerose. Un giorno, in via Palestro, Grijuela lo prese sotto braccio – come sapeva fare lui – e gli disse: «La cosa peggiore che può capitare a un sindaco è essere rimpianto». La sua eredità, ha detto Avetta, sta nella capacità di leggere la realtà che lo circondava.

Massimo Benedetto, ex dipendente Olivetti a San Bernardo, ha riportato la memoria agli anni del sindacato, quando Grijuela era un delegato Fiom, prima ancora che un amministratore. Luigi Sergio Ricca, sindaco di Bollengo ed ex presidente della Provincia di Torino, ha raccontato i tempi dell’opposizione, quando insieme andarono a parlare con Fumero. Da lì nacque il Bioindustry Park di Colleretto Giacosa. Idee che camminavano sulle gambe delle persone.

Federico Bellono, segretario della Fiom Cgil Torino, ha salutato un iscritto da sempre benvoluto e autorevole.

"Ispirava fiducia e affidabilità, senza mai bisogno di alzare la voce...".

Paolo Foietta, ex dirigente in Provincia e ex presidente dell'Autorità d'ambito ha ricordato l’eleganza di Grijuela e una sua intervista rilasciata a La Voce nel 2016: «Quando uno ha finito una sua funzione e si avvicina a un’età veneranda è giusto che si ritiri. Credo non si sia mai più vista, in questi anni, una mia intervista. Io la ritengo una questione di postura». Poi quella frase netta, ascoltata oggi con un peso diverso: «A Ivrea, in tanti continuano a solcare la scena. E rischiano di risultare retorici, di dire solo delle stronzate».

Sono seguiti gli interventi della consigliera regionale del Pd Gianna Pentenero, le letture dei testi dell’ex assessore Salvatore Rao e dell’ex sindaco, ex collega in Provincia e ex senatore Andrea Fluttero, di Alleanza Nazionale. A chiudere, Maurizio Prinetti, che ha ricordato le visioni di Grijuela sul nuovo piano regolatore, capace di dare un’altra possibilità alla città, a partire da quei 400 mila metri quadri di area da bonificare dell’ex Montefibre.

Chi è stato Fiorenzo Grijuela, lo racconta anche il suo percorso istituzionale, che attraversa mezzo secolo di storia. Dal 1963 al 1975 ha fatto parte della commissione interna e del consiglio di gestione Olivetti, quando l’azienda non era solo una fabbrica ma un sistema sociale, culturale e politico. Poi assessore all’istruzione dal 1975 al 1985, in una stagione in cui la scuola era ancora considerata un investimento e non un costo. Capogruppo del Pci e presidente dell’allora Usl dall’85 al ’90, quindi consigliere provinciale fino al 1998. Infine sindaco di Ivrea, dal 1998 per due legislature consecutive. In poche righe si arriva al 2008. Una vita intera dentro le istituzioni. Poi, per scelta precisa, basta.

Nella stessa intervista del 2016, Grijuela aveva chiarito anche il suo rapporto con i partiti: «Io non sono mai stato iscritto al Pd. Quando c’è stata la fusione tra i Ds e la Margherita ho deciso che non avrei più preso la tessera. Punto». Una frase secca, definitiva, che racconta molto del suo carattere e della sua idea di postura pubblica.

Il finale non ha avuto bisogno di spiegazioniChiara, la nipote, ha preso la parola. La voce ha tremato appena. Quanto basta. Poi il sottofondo musicale. "Bella ciao" è partita piano, quasi in punta di piedi. La sala si è alzata. Qualcuno ha abbassato lo sguardo, qualcuno si è asciugato gli occhi. In quel momento qualcuno ha pianto davvero. Senza vergogna. Senza bisogno di nascondersi.

Ivrea ha salutato Fiorenzo Grijuela così. Senza enfasi. Con riconoscenza.
E con quel nodo alla gola che resta quando se ne va qualcuno che non è stato solo un sindaco, ma un pezzo della città.

Ancora una cosa.... I funerali, per precisa volontà di Fiorenzo Grijuela, si sono tenuti ieri, martedì 13 gennaio, in forma privata. Una scelta coerente con il suo modo di stare nella vita pubblica: senza mai confondere il ruolo con la persona, senza cercare riflettori nemmeno nell’ultimo saluto. E qualcuno dice di averlo sentito, dall'oltretomba... Pacato ma deciso: "Cazzo vi avevo detto di non fare nulla... Sono tutte stronzate!...". Ciao Fiorenzo, ormai è fatta...

Francesco Giglio

 Francesco Giglio

Maurizio perinetti

Maurizio Perinetti

Matteo Chiantore

Matteo Chiantore

Andrea Benedino

Andrea Benedino

Mercedes Bresso

Mercedes Bresso

Alberto Avetta

Alberto Avetta

Massimo Benedetto

Massimo Benedetto

Luigi Sergio Ricca

Luigi Sergio Ricca

Federico Bellono

Federico Bellono

Paolo Foietta

Paolo Foietta

Gianna Pentenero

Gianna Pentenero

Commenti scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su Giornale La Voce

Caratteri rimanenti: 400

Resta aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter

Edicola digitale

Logo Federazione Italiana Liberi Editori