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11 Gennaio 2026 - 23:22
Fiorenzo Grijuela in consiglio comunale...
Ivrea si ferma. E lo fa con un gesto che va oltre la ritualità istituzionale. Mercoledì 14 gennaio l'Amministrazione comunale ha infatti proclamato il lutto cittadino per la scomparsa di Fiorenzo Grijuela, già sindaco e protagonista di una lunga stagione politica e civile che ha segnato in modo indelebile la storia eporediese.
Perchè ci sono figure che non appartengono solo a una parte politica, ma a una comunità intera. Fiorenzo Grijuela è stata una di queste. La sua vita pubblica si è intrecciata per decenni con quella di Ivrea, fino a diventarne una componente stabile, riconoscibile, spesso silenziosa ma sempre presente. Due mandati da sindaco, dal 1998 al 2008, anni difficili, complessi, attraversati dalla crisi dell’Olivetti e da trasformazioni economiche e sociali che hanno messo alla prova l’identità stessa della città.
In quel passaggio storico, quando le certezze industriali si sgretolavano e il futuro appariva incerto, Grijuela scelse la strada più impegnativa: governare il cambiamento. Non come esercizio astratto di potere, ma come responsabilità concreta verso una comunità disorientata, ferita, chiamata a reinventarsi. Le scelte avviate in quegli anni – spesso controcorrente, spesso impopolari – hanno contribuito a disegnare traiettorie che ancora oggi fanno parte dell’orizzonte eporediese.
La sua autorevolezza non nasceva dall’enfasi, ma dalla conoscenza profonda del territorio e da una presenza costante, quotidiana. Prima sindacalista CGIL in Olivetti, poi presidente dell’USL di Ivrea, consigliere della Provincia di Torino, Grijuela ha attraversato le istituzioni con uno stile riconoscibile: sobrio, rigoroso, attento al merito delle decisioni più che alla loro rappresentazione.
Non è un caso che il saluto politico più esplicito arrivi proprio dalla locandina diffusa dal Partito Democratico – Circolo di Ivrea, che lo ricorda con parole nette e senza fronzoli: «La tua eredità politica resterà per il nostro partito esempio forte di presenza e impegno». Un messaggio che non ha il tono dell’agiografia, ma quello della continuità ideale, della riconoscenza verso chi ha interpretato la politica come servizio e non come esercizio personale.
Lo stesso manifesto annuncia il momento pubblico di commiato: mercoledì 14 gennaio alle ore 17, al Teatro Giacosa di Ivrea, dove la città potrà ritrovarsi per ricordarlo insieme. Un luogo simbolico, civile, laico, coerente con la figura di Grijuela e con la scelta della famiglia, che ha voluto funerali in forma privata, sottraendo il dolore più intimo alla dimensione pubblica.
Nel messaggio istituzionale, il sindaco Matteo Chiantore ha espresso «sincera partecipazione al dolore della famiglia e dei suoi cari, condividendo il cordoglio dell’intera comunità eporediese», annunciando ufficialmente il lutto cittadino come segno di rispetto e riconoscenza per il servizio reso alla città. Un atto formale, certo, ma non vuoto: perché Ivrea riconosce oggi di aver perso non solo un ex sindaco, ma un pezzo della propria storia.
Le bandiere a mezz’asta, il silenzio simbolico di una giornata, l’appuntamento al Teatro Giacosa raccontano la stessa cosa: che alcune vite continuano a parlare anche dopo la loro fine. Fiorenzo Grijuela lascia un’eredità fatta di scelte, di responsabilità assunte nei momenti difficili, di un’idea di politica che non cercava applausi ma risultati.
Ivrea, mercoledì, non piange solo un uomo. Saluta una stagione, ne riconosce il peso, e la consegna alla propria memoria. Insomma, non un addio qualunque.

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