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VALCHIUSELLA. Il collettivo Biloura vola in Corea del Sud

Biloura, un collettivo di arti performative con sede in Valchiusella volerà in Corea del Sud dove, per tre mesi, da agosto ad ottobre 2020, prenderà residenza artistica. E’, infatti, vincitore di una borsa di produzione presso l’Asian Cultural Center di Gwanju.

Silvia Ribero, Angie Rottensteiner e Chiara Bosco presenteranno al termine del periodo di permanenza, la performance Silent Voices. Si tratta di una produzione che si inserisce all’interno del progetto 5 Voices for 1 con cui nel 2017-2018 Biloura, dopo aver condotto laboratori creativi con donne vittime di tratta a Vienna, ha affrontato da diverse prospettive e utilizzando diverse discipline il fenomeno globale dell’industria del sesso.

Il palcoscenico diventa luogo di riflessione per almeno due punti di vista: quello intimo di chi vive la prostituzione e quello globale del commercio di corpi delle donne.

Le testimonianze raccolte hanno già dato vita a Echos, installazione sonora volta alla diffusione nei luoghi pubblici delle voci delle donne e Flesh performance che mescola la presenza della performer e il suono. Silent Voices è  una performance interculturale che si creerà a partire dall’incontro con alcune Ong che si occupano della tutela delle prostitute in Sud Corea e con gli artisti locali che saranno parte del processo creativo e della performance.

Il collettivo piemontese è l’unica presenza europea nella rosa dei vincitori (insieme ad altri due gruppi coreani, uno cinese e uno iraniano) della call dell’Asian Culture Center nella città di Gwangju (Corea del Sud).

L’Associazione

Biloura è un collettivo di arti performative, interculturale e transdisciplinare, composto da artisti di diverse provenienze professionali.

Il collettivo, che si auto-definisce “piattaforma nomade” per la natura internazionale dei suoi progetti, ha la sua prima casa in Valchiusella, vicino a Ivrea. Qui, nasce nel 2013 da un’idea di Silvia Ribero, ricercatrice, pedagoga, artista e performer sempre in movimento tra generi e discipline.

Dalla sua nascita per circa quattro anni il collettivo ha incanalato tutte le energie nella creazione di una formazione dell’attore alternativa a quella classica, in grado di preparare da subito dei performer a tutto tondo. La ricerca si è poi concentrata anche su nuove tecniche di creazione, regia e drammaturgia.

Per quanto riguarda i temi, Biloura rispecchia in tutto la natura poliedrica della sua fondatrice Silvia Ribero occupandosi di argomenti di rilevanza e inclusione sociale. Sia attraverso i propri spettacoli sia attraverso attività artistiche portate in situazioni “di frontiera”, cioè al limite dell’emarginazione sociale, come ad esempio campi profughi o progetti di sostegno a donne vittime di tratta della prostituzione.

Attività recenti

Nel 2019 Biloura è stato vincitore di una residenza artistica con borsa di produzione presso lo spazio di danza contemporanea Im_Flieger di Vienna con lo spettacolo Flesh. Nel 2018, vincitore del premio Special Mention Award for a Performance by International Artist al Bangkok Theatre Festival con lo spettacolo Amarsiamorsi. Sempre nel 2018 è stato ente organizzatore residenza artistica internazionale Clastic con il sostegno dell’University College London; nel 2017 invitato a Parigi – presso il campo profughi Porte de la Chapelle – da Good Chance Theatre Company (UK) con il progetto ODI.

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