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Franco Properzi, Daniele Volpatto, Maurizio Cremonini e Carmela Tucci

RUGBY. La nuova sfida sportiva del VII Rugby Torino è già iniziata

Resilienza, ripartenza, rilancio. Sono le parole d’ordine in casa VII Rugby Torino in questi mesi così difficili per Settimo Torinese, per l’Italia e per tutto il mondo, sportivo e non. Il Covid-19 ha cambiato le prospettive di tutto e di tutti, ma è proprio in questi momenti che emerge in tutta la sua forza l’importanza del sostegno, termine caro soprattutto ai rugbisti.

Nella serata di lunedì 3 agosto, all’interno della sala Levi della biblioteca Archimede, ci si è ritrovati tutti insieme per la presentazione ufficiale del nuovo head coach dei gialloblu per la prossima stagione sportiva: Franco Properzi. A condurre la conferenza stampa Maurizio Barberis, responsabile della comunicazione del VII Rugby, che ha presentato la nuova sfida che attende la società rugbistica settimese nella stagione dei suoi 110 anni di vita: “L’anno scorso abbiamo spento 109 candeline ed essere qui ora visto tutto quello che è successo è un miracolo. La prima cosa che questo club ha applicato in questi mesi è stata la resilienza e anche nei momenti più difficili non è mancata la guida entusiasta di persone come il presidente Maurizio Cremonini, il direttore generale Giovanni Ferlin, il direttore sportivo Salvo Lo Greco e il vice presidente Maurizio Ferlin, il padre nobile di questa società. Alla resilienza abbiamo ora aggiunto lo spirito di Grenoble”.

E’ doveroso compiere un salto indietro nel tempo e tornare a quel 22 marzo 1997, una data indimenticabile nella storia del movimento azzurro. La Nazionale Italiana guidata da George Coste vinse la finale della Coppa Europa per 40-32 ottenendo, proprio a Grenoble, il primo successo contro la Francia in gare ufficiali. E tra i protagonisti in campo c’era Franco Properzi, pilone azzurro classe 1965 che prima da giocatore e poi in panchina è stato capace di vincere 13 scudetti e una Coppa Italia, oltre alla Coppa Europa sopracitata, partecipando a 4 edizioni della Coppa del Mondo. E’ lui il nuovo head coach del VII Rugby, per la gioia di tutto l’ambiente gialloblu.

Maurizio Cremonini, il presidente del VII Rugby Torino, è orgoglioso di essere al timone della società e di presentare il nuovo allenatore: “Nel 2020 compiamo 110 anni di vita ed è bello ritrovarsi qui tutti insieme. Questo club, che mi onoro di rappresentare, è il più antico d’Italia, nonostante vicende più favorevoli e altre meno. Con il presidente onorario Nicola Augello in questi anni abbiamo voluto mantenere un certo livello di squadra e reputazione, meritandoci il rispetto del mondo rugbistico, e non intendiamo cambiare la nostra linea strategica. Anzi, siamo qui per presentare con soddisfazione il nostro nuovo allenatore. Ci tengo a fare dei ringraziamenti, partendo da Marzio Innocenti, presidente del Comitato Regionale Veneto della Federazione Italiana Rugby, qui presente insieme a noi. Voglio ringraziare anche il Comune di Settimo Torinese, in particolare l’assessore Daniele Volpatto: lavorare con un ente locale così presente e propositivo è un piacere. Un grazie anche a Silvano Rissio, presidente di Fondazione ECM, per averci ospitato in sala Levi, ed a Renè Stillitano, che curerà la nostra club house. Voglio inoltre comunicare che proseguiremo la nostra ‘charity’ partnership con l’Istituto di Candiolo e la Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro Onlus e le altre collaborazioni con La Drola Rugby, la squadra del carcere Lorusso e Cutugno di Torino, e con il Chivasso Rugby Onlus, per quanto riguarda il rugby inclusivo, oltre al lavoro che facciamo nelle scuole. Questo è un momento in cui tutti abbiamo presente cosa vuol dire sostegno sociale, che si dimostra nella capacità di interagire e collaborare con altre rugby. Il rugby, come lo intendiamo noi, deve essere uno sport per ragazzi che vogliono divertirsi e non un mestiere. Un posto dove si fanno amicizie e si costruisce il proprio futuro”.

Parola poi a Daniele Volpatto, assessore allo Sport di Settimo Torinese: “Parto da un assunto, non credo che siano le società che devono ringraziare noi amministratori comunali, ma siamo noi che dobbiamo ringraziare le società e metterle in condizione di far bene il proprio mestiere di insegnanti e portatori di valori. Le associazioni sportive sviluppano economia e tengono i ragazzi lontano dalla strada, dando loro l’opportunità di crescere in un ambiente sano. Le società sportive di Settimo hanno lavorato trasversalmente in questi mesi, con grande senso di responsabilità, e l’idea è di lavorare insieme, provando a sviluppare lo sport in maniera importante. Stiamo lavorando insieme agli altri assessori per trasformare l’area di Settimo Torinese in cui sorgerà il nuovo Palazzetto dello Sport e potranno liberarsi spazi nei vostri campi. Mi rivolgo infine alla Federazione Italiana Rugby: vogliamo portare a Settimo un polo del rugby piemontese e del Nord Ovest d’Italia. Noi ci siamo, dateci una mano”.

A rappresentare nell’occasione l’Istituto di Candiolo e la Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro Onlus, partner del VII Rugby Torino, la dottoressa Carmela Tucci, che ha voluto portare un messaggio molto importante: “Ringrazio il VII Rugby per aver rinnovato questo legame con la Fondazione, che rappresento. Sono anche una cittadina di Settimo Torinese e per questo sono ancora più onorata di questa partnership. Con l’aiuto vostro e di tutti, vogliamo che la parola cancro possa essere messa in un angolo: senza l’aiuto di tutti non saremmo mai arrivati dove siamo oggi. Stiamo cercando di sconfiggere il cancro e ce la faremo: è questo il nostro obiettivo da quando è nata la Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro Onlus nel 1986. Vogliamo compiere grandi passi nell’ottica di una vita migliore per tutti e soprattutto per i pazienti”.

Il direttore sportivo gialloblu Salvo Lo Greco ha come sempre un’impeccabile eleganza nella forma e nella sostanza e ha voluto officiare la tradizionale cerimonia della cravatta, consegnando alla new entry del club Franco Properzi la cravatta gialloblu del VII Rugby in segno di riconoscenza: “Quando abbiamo saputo che Troy Nathan ci avrebbe lasciato dopo due anni, ci siamo guardati intorno e grazie al direttore generale Giovanni Ferlin siamo riusciti a portare a Settimo Torinese un head coach di primissimo piano. Siamo pronti a ripartire: nel 1910 c’eravamo già, abbiamo passato due Guerre Mondiali e anche quando è scoppiato il Covid io sono sempre stato ottimista perché so che supereremo anche tutto questo: abbiamo una grandissima voglia di esserci nelle battaglie con l’ovale. Così come in campo professionale la mia soddisfazione più grossa è stata quando una giovane avvocato mi ha detto che è riuscita a diventare tale grazie a me, il momento più bello di questa mia carriera sportiva, più delle due promozioni in serie A che abbiamo conseguito, è stato il conseguimento della laurea con 110 e lode in Ingegneria Aerospaziale presso il Politecnico di Torino da parte di Tommaso Pellegrini, nostro giocatore grazie al progetto Athena, borsa di studio che offriamo a chi vuole venire a studiare a Torino e giocare con i nostri colori. In calce alla sua tesi, Tommaso ha voluto ringraziare anche il VII Rugby e questo per me è un motivo di grande orgoglio. Spostando l’attenzione sulla prossima stagione sportiva, sono sicuro che sarà ricca di buoni auspici: abbiamo un nuovo allenatore in rampa di lancio e porteremo avanti sia il progetto Athena che quello nel carcere Lorusso e Cutugno di Torino. Metteremo nelle mani di Franchino una buona squadra e giocheremo per vincere, perché io a perdere non ci sto mai”.

In conclusione di serata, il momento più atteso, quello delle prime parole in gialloblu di Franco Properzi: “Sono onorato e orgoglioso di venire in questo club, piccolo, dinamico e ben organizzato, con una storia importante alle spalle. Mi sono ritrovato una di queste sere a far aperitivo con i ragazzi della prima squadra e ho notato con piacere che su 14 giocatori presenti, ben 13 sono cresciuti in questa società, e molti allenatori sono nati nel club, con alle spalle un trascorso da giocatori. Per me, questo è un valore aggiunto oggigiorno per qualsiasi club. Come ripete spesso Marzio Innocenti, il rigore morale è quello che ti fa vincere gli ultimi 20’ di una partita. Il senso di appartenenza, lo spirito del club sono molto importanti. Siamo a un buon punto: 15 di quei 20’ sono già nostri”. Il nuovo head coach gialloblu ha infine parlato dello stato attuale del rugby italiano e della sua esperienza in azzurro: “Ci attende una stagione particolare: stando alle stime degli esperti, un’associazione sportiva su cinque è saltata in aria e il mondo del rugby non fa eccezione, con squadre storiche e di prestigio che hanno dato e daranno forfait. Molti giocatori dovranno ridimensionarsi, trovarsi un lavoro per vivere e questa situazione ci porterà indietro nel tempo di 20 anni: certo, il livello tecnico oggi è buono, sicuramente migliore rispetto ad allora, ma dovranno avere tutti lo stesso spirito che avevamo noi a quei tempi. Sarà questa una bella scommessa per tutti. La vittoria di Grenoble è stata una vera impresa, una cosa insperata e incredibile; non ci credeva nessuno. Un’avventura nata male, con George Coste che all’andata ha litigato alla frontiera con un doganiere, e finita benissimo, con la vittoria contro la Francia ed emozioni indelebili che tutti noi che eravamo lì ci porteremo dentro per sempre. Il rugby italiano ha bisogno di vittorie e risultati come quelli, farebbero un gran bene a tutto il movimento”.

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Blogger: Glauco Malino

Glauco Malino
Tutti pazzi per lo sport

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