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I consiglieri dell Unione Montana Valli Orco e Soana

PONT CANAVESE. L’Unione montana punta il dito su Saitta

A molti e molti mesi di distanza  dalla sua costituzione, l’Unione Montana Valli Orco e Soana sembra cominciare ad affrontare questioni di peso: non nel senso delle decisioni concrete (che non sarebbero possibili data l’incertezza normativa e finanziaria che continua a caratterizzare le Unioni) bensì ponendo sul tavolo problemi concreti, discutendone ed infine formulando proposte da avanzare nei confronti degli enti e consorzi di riferimento.

E’ l’impressione che ha dato l’ultima seduta dell’Unione, svoltasi prima del voto amministrativo, che coinvolgeva tre dei sette comuni che ne fanno parte (Frassinetto, Noasca e Ronco). Di fatto non cambierà nulla perché i sindaci uscenti sono stati rieletti, a cominciare dal presidente  Marco Bonatto Marchello, primo cittadino di Frassinetto.

Alla riunione di cui stiamo parlando erano presenti cinque sindaci su sette (quelli di Frassinetto, Pont, Ceresole, Ronco, Valprato) ed uno dei due rappresentanti delle opposizioni (Portacolone). Convocata come al solito alle 18,30 di un giorno feriale – un martedì – sulla carta pareva destinata a rappresentare un puro passaggio burocratico, tanto che si è svolta nella totale assenza di pubblico. In un’oretta di seduta si sono invece udite due discussioni interessanti, dopo una rapida disamina delle questioni di Bilancio: liquidati rapidamente e senza contrasti questi due punti all’ordine del giorno, si è votata l’approvazione del logo dell’Unione, quindi si è passati a discutere di  viabilità delle strade e dell’Acquedotto di Valle.

“E’ importante – ha detto il presidente – cominciare a produrre degli atti, anche per poterli poi trasferire alla Città Metropolitana”.

Variazioni

di bilancio

Nell’ultima seduta di consiglio dell’Unione Montana Valli Orco e Soana sono stati due i punti all’ordine del giorno riguardanti il Bilancio.

Si è cominciato dal Rendiconto 2015: “Veramente poche cose – hanno spiegato il presidente Bonatto Marchello e la segretaria Antimina Mancino –  L’approvazione del Conto Consuntivo era avvenuta sullo Zero poiché nel 2015 il Bilancio era stato approvato a metà dicembre, quando non c’era personale dipendente e nessun tipo di operazione. Il revisore l’ha visto ed ha dato parere favorevole”. Quanto alle Variazioni al Bilancio Previsionale per il 2016 e per il triennio 2016-18, si sono apportate “piccole variazioni. L’aggiustamento si è reso necessario perché non avevamo conoscenza di alcune spese ed entrate”. Tra le Spese vanno conteggiati 1.000 euro per la quota associativa dell’UNCEM, 2.100 per spese di Tesoreria, 300 euro per la mensa dei dipendenti (che sono poi ex-dipendenti della Comunità Montana passati ad uno dei Comuni che ne facevano parte e provvisoriamente distaccati presso l’Unione).  Fra le Entrate si sono invece inseriti 5.000 euro per gli introiti della Raccolta Funghi: la Regione aveva infatti comunicato  con una lettera che dovrà essere l’Unione ad occuparsene.

L’entità delle Variazioni (più consone ad un bilancio familiare che a quello di un ente pubblico) ed i ritardi normativi che le hanno rese necessarie la dicono lunga sulla genialità dei legislatori regionali: dopo aver partorito una legge abominevole (quella che aveva abolito le Comunità Montane) non hanno saputo o voluto rimediare ai disastri provocati. Eppure, nel frattempo, è anche cambiato il colore politico di chi governa la Regione!

Strade

o piste ciclabili?

Prima le strade o le piste ciclabili? Meglio spendere il poco denaro disponibile per la comodità e la sicurezza dei cittadini tutti o per lo svago di una minoranza?

La Città Metropolitana non sembra avere dubbi: è più importante lo svago. Gli amministratori dei comuni montani la pensano in modo contrario: è più importante  eliminare le strettoie e riasfaltare le strade.

La polemica era già scoppiata nello scorso mese di marzo dopo che, ad una riunione dei sindaci del nuovo ente che ha sostituito la Provincia, era venuto fuori il progetto della pista “Idrovento” da Chivasso a Ceresole, che mutuava il nome dalla “Vento” fra Venezia e Torino. L’argomento è stato riproposto durante l’ultima riunione dell’Unione Montana Valli Orco e Soana, durante la quale si è parlato diffusamente dei problemi riguardanti le strade di accesso alle vallate che si dipartono da Pont. Le criticità principali sono tre: la strada per la Valle Soana, le strettoie della zona di Grusiner a Noasca, la Provinciale per Frassinetto. L’entità dei lavori, l’impegno progettuale richiesto ed i costi sono però ben diversi.

“A Frassinetto – ha detto il sindaco Bonatto Marchello – ci accontenteremmo di interventi minimali: ripristinare i guard-raill ed il manto stradale, ri-tracciare le strisce bianche di delimitazione, che tanto servono in caso di nebbia”.

Quanto alla SP 460 – servirebbe allargare le strettoie di Grsusiner, in territorio di Noasca – hanno detto i consiglieri – “fermo restando che, in questi momenti difficili, per noi non rappresentano una priorità”.

Le criticità

della strada

La situazione più difficile, per la viabilità nel territorio dell’Unione Montana Valli Orco e Soana,  riguarda la strada che conduce da Pont a Valprato. I problemi maggiori si concentrano nei primi chilometri, subito dopo il suo imbocco alla periferia di Pont. Ciò che ha fatto infuriare i sindaci (in particolare quelli di Ronco Crosasso e di Valprato Bozzato) è che una soluzione la si era individuata, si erano spesi i soldi per renderla realizzabile e poi si è arenato tutto.

Il progetto di allargamento prevedeva l’abbattimento di tutta una fila di case allineate sul lato a monte della carreggiata e queste case la Provincia le aveva acquistate. Bozzato ha ricordato che “nel 2008 era stato stanziato un milione di euro per il primo dei tre lotti previsti (ovvero quello riguardante il tratto inizale) poi nel 2012 è arrivato Monti ed ha fermato tutto. Tre settimane fa lo abbiamo ricordato ad Avetta: <Voi pensate alla ciclovia ma ci sono opere ben più urgenti! Sarebbe assurdo non procedere dopo aver speso tanto denaro per comprarle>”.

Crosasso, forte della sue ventennale esperienza di sindaco, prima a Valprato e poi a Ronco, ha ricordato come, negli Anni Ottanta e nei primi Anni 90, si fosse ipotizzata una circonvallazione che avrebbe tagliato fuori Pont completamente: “Per il paese, già escluso dai flussi automobilistici della Valle Orco dopo la costruzione della nuova 460, avrebbe significato l’isolamento e – dico la verità –  penso che bisogna capire anche le ragione degli altri: avevamo quindi rinunciato all’idea ma in cambio dell’allargamento del tracciato esistente. Ci dicono che bisogna puntare sul turismo ma non sarà certo con  la ciclovia di Ceresole che arriveranno migliaia di turisti!”.

Ha poi puntato il dito contro Saitta: “Quando venne con l’assessore Ossola ad inaugurare la Variante di Fornolosa, ci dissero che avevano speso meno del previsto e chiedemmo che quel denaro venisse dirottato sulla Valle Soana: il Progetto Esecutivo è approvato, c’è solo da appaltare”.

In chi osserva dall’esterno, il progetto in questione può suscitare e suscita delle perplessità per il suo impatto sul contesto circostante ma non è certo per questo motivo che i lavori non iniziano…

Presentato ed

approvato il logo

Durante l’ultima seduta dell’Unione Montana Valli Orco e Soana, il presidente Marco Bonatto Marchello ha portato all’approvazione del consiglio il logo dell’ente. Reca al centro la sagoma stilizzata del Gran Paradiso, all’interno di un cerchio inscritto in un alto, più grande, recante nomi e simboli dei sette comuni di questa unione.

In basso la scritta “Terre Alte Parco Gran Paradiso” con la “A” che termina in due punte bianche a simboleggiare le cime innevate. Ne ha illustrato le caratteristiche il presidente: “Abbiamo messo al centro il Parco Nazionale del Gran Paradiso in quanto i tre quarti del suo versante piemontese insistono sulle nostre Terre Alte ed è un segno di identità del territorio. La “A” di Alte termina con due punte bianche a simboleggiare le cime innevate”.

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Blogger: Caterina Ceresa

Caterina Ceresa
Autore e collaboratore de La Voce del Canavese nell'alto Canavese

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