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NUOTO. Francesca Pasquino vive il successo con il sorriso

Il sorriso e gli occhi di Francesca Pasquino brillano di una luce intensa, splendida: l’atleta classe 2002 della Nuotatori Canavesani si è ritagliata un ruolo di primo piano tra i grandi del nuoto nazionale.  Tutto questo grazie alle due storiche medaglie di bronzo conquistate ai recenti Campionati Italiani Assoluti Invernali di Riccione nei 50 e nei 100 metri dorso, nuotando accanto a campionesse del calibro di Carlotta Zofkova e Margherita Panziera; avversarie di rango, più quotate ed esperte, che non hanno però messo in soggezione Francesca, come lei stessa ci spiega di ritorno ad Ivrea prima della partenza per il Messico, per uno stage di allenamento, ovviamente: “E’ stato un 2019 pieno di emozioni. Ho conquistato risultati molto importanti, stabilendo tempi che hanno un valore. Sinceramente non me li aspettavo, soprattutto in questo periodo della stagione non tra i migliori, con un carico più pesante, e di fronte ad avversarie che si sa sin dai blocchi di partenza che andranno forte in acqua, ma è successo e accogliamo questi risultati a braccia aperte”. Emozioni forti, che solo gli sportivi comprendono appieno: “Il giorno prima delle gare sono sempre impaurita, un mix di adrenalina e paura mi assale e non so mai come sto in acqua, ma una volta arrivata in piscina mi tranquillizzo e l’ansia pre-gara svanisce: in questi anni ho imparato a gestirla”.

La diciassettenne non fa niente per nascondere la sua timidezza e anche per questa ragione viene spontaneo volerle bene ed affezionarsi a lei, ma ciò che più impressiona è la sua determinazione. Il nuoto è uno sport di fatica, in cui le parole d’ordine sono costanza, sacrifici e dedizione. Una continua sfida contro se stessi, più che con gli avversari, che per Pasquino ancora oggi è una sorta di gioco, un divertimento prima di tutto: “Quando ero piccola facevo danza, ma non mi piaceva per niente.  Ho incominciato così a far nuoto nei corsi, a 5 anni d’età, poi Gianni (Anselmetti, ndr) mi ha chiesto se volevo cimentarmi con l’agonismo e dopo aver parlato con mia mamma a 8 anni ho iniziato. Ogni giorno, dal lunedì al sabato, dedico due ore agli allenamenti in vasca, mentre il martedì e il venerdì faccio anche due ore di palestra”. Un impegno non da poco, che Francesca come tutte le sue coetanee deve conciliare con la scuola: “Frequento la quarta superiore al liceo Carlo Botta di Ivrea e quest’anno ho trovato difficoltà nel conciliare nuoto e scuola, soprattutto perché è aumentato l’impegno, ma la scuola e i professori mi stanno aiutando e sta andando bene”.

Mancano pochi giorni al nuovo anno e Francesca ha già chiari gli obiettivi del 2020: “Devo allenarmi, andare bene a scuola e poi concentrarmi soprattutto su una gara importante a Ginevra e sui Campionati Italiani di categoria di salvamento. Nuoto e salvamento sono due discipline simili, ma non uguali, e mi piacciono entrambe, anche se in quest’ultimo periodo prediligo il nuoto, che è più importante: nel salvamento ci sono più probabilità di sbagliare per via delle maggiori parti tecniche, mentre il nuoto è più monotono, bisogna sempre fare avanti e indietro”.

Una menzione speciale va spesa per sua sorella minore Valentina, classe 2004 tesserata sempre per la Nuotatori Canavesani, e per il loro rapporto, a casa e in piscina: “Andiamo d’accordo ed è bello condividere con lei le due ore di allenamento, andare in palestra insieme: viviamo il tutto molto serenamente! Al di fuori della piscina non ho molto tempo per i miei hobby; mi piace però stare con la mia famiglia e con i miei amici, guardare serie tv”.

Francesca ha valori forti e doverosi, per lei, sono i ringraziamenti per gli ottimi risultati ottenuti in campo nazionale ed internazionale sino ad oggi nel nuoto e nel salvamento, oltre che uno sguardo ai nuovi prestigiosi traguardi da raggiungere: “Voglio ringraziare la mia famiglia e tutti i miei parenti, la scuola, i miei amici e il mio allenatore. Sogno di indossare nuovamente la maglia della Nazionale ai Mondiali di salvamento che si svolgeranno a settembre e di fare bene agli Assoluti di nuoto, cercando di conquistare nuove medaglie e abbassare ancora i miei tempi”. Proprio il legame con Gianni Anselmetti, allenatore e presidente della Nuotatori Canavesani, merita un discorso a parte: “E’ il mio secondo papà: mi controlla, mi dice di andare a dormire presto, di mangiare bene. Il nostro è un bellissimo rapporto”.

Accanto a Pasquino, il suo mentore, severo ma dal cuore grande, ha i piedi saldamente ancorati a terra ed è assolutamente orgoglioso della sua allieva: “Nei 50, 100 e 200 metri dorso Francesca è tra le migliori in Italia e i suoi risultati sono sotto gli occhi di tutti. Francesca nuota proprio bene, non lo dico soltanto io; ha una nuotata efficace, pulita. E’ proprio bella da vedere in acqua”. Parole più belle, un allenatore, difficilmente può spenderle per una sua atleta, ma Gianni Anselmetti non guarda solo al presente e torna con piacere agli inizi: “Francesca la conosco da quando aveva 5 anni e probabilmente le ho fatto io i primi corsi. Visto l’acquaticità che aveva le ho proposto di proseguire la sua attività nel campo dell’agonismo; lei ha avuto una crescita molto regolare e tranquilla. E’ un’atleta che non ha mai subito quantità di allenamenti elevatissime perché non è una professionista, va a scuola e ha necessità di studiare. La cosa positiva è che lei ad oggi fa solo (tra virgolette, ndr) sei allenamenti la settimana più un paio di ore di palestra, mentre gli atleti di alto livello fanno anche i doppi e arrivano a più di dieci allenamenti alla settimana. Proprio per questo, Francesca è un’atleta ancora non sfruttata al massimo”.

Per arrivare al vertice, la salita è dura e tra le difficoltà incontrate, la situazione degli impianti natatori nell’eporediese non aiuta di certo: “Noi ci alleniamo principalmente ad Ivrea, poi alcuni giorni andiamo a Torino per scendere in acqua in vasca lunga. Facciamo fatica e abbiamo difficoltà perché la nostra piscina nei periodi di vacanze della scuola è chiusa e così dobbiamo spostarci o a Biella, o a Torino o a Chivasso, però diciamo che riusciamo a districarci bene”.

Dal 2013 nominato tecnico responsabile della Nazionale Italiana Giovanile di salvamento, esperienza fantastica e che gli permette di confrontarsi con altre realtà internazionali di primo piano, Anselmetti chiude questa piacevole intervista con un auspicio: “I risultati di Riccione non me li sarei mai aspettati, questa doveva essere una  semplice gara di passaggio, e speriamo siano una base di partenza per il futuro. Il nostro sogno è quello di tutti, fare le Olimpiadi, ma non è l’obiettivo ad oggi, che è invece crescere ancora a livello Assoluto, salire un po’ nelle classifiche nazionali ‘all time’ e ottenere risultati che possano permetterle di vestire la maglia della Nazionale Italiana nel nuoto”.

Bracciata dopo bracciata, c’è da scommetterci che altri risultati prestigiosi non tarderanno ad arrivare. Perché la storia di Francesca è ancora tutta da scrivere, ma quanto fatto sino ad oggi sarà come un giovane cipresso legato ad un palo: quest’ultimo resterà saldamente conficcato nella storia della Nuotatori Canavesani e del nuoto italiano e il cipresso sempre giovane nella memoria di chi le vuole bene, la segue e la supporta quotidianamente.

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Blogger: Glauco Malino

Glauco Malino
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