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Pont Canavese
29 Marzo 2024 - 19:46
Paolo Coppo è stato sindaco di Pont Canavese
A Pont Canavese, mentre l’ex-sindaco Coppo veleggia spedito verso il probabile ritorno sulla poltrona di primo cittadino, i possibili sfidanti restano in alto mare, remando controvento.
Non vi è nulla di definito, né per quanto riguarda il numero delle liste né per la loro composizione.
Le voci che circolano parlano sempre del tentativo di mettere insieme il gruppo che fa capo all’ex-assessore Giovanni Costanzo e quello di Raffaele Costa, a sua volta assessore in tempi più lontani. Tentativi e pressioni che arriverebbero anche dall’esterno, non tanto da parte dei partiti – che sono i grandi assenti in questa competizione – ma di qualche loro singolo esponente dotato di una certa autorevolezza.

Il Comune di Pont Canavese
Costa, pur mantenendosi lontano dal fornire dettagli, conferma la sua volontà di dar vita ad una lista unitaria che punti “a risollevare il paese” partendo però da un presupposto che già aveva espresso qualche settimana fa: “Dev’esserci un gruppo che sceglie chi candidare a sindaco e non un aspirante sindaco attorno a cui si crea il gruppo”.
Un gruppo – a quel che si può intuire - che non avrebbe una connotazione politica definita (anche se Costa è un militante del partito fondato da Alemanno) quanto piuttosto un obiettivo specifico: mettere insieme gli avversari di Coppo, con tutti i rischi e le complicazioni che si possono immaginare.
Da Costanzo non arrivano notizie ma si sa che non demorde.
Altre voci confermano l’intenzione dell’ex-sindaco Bruno Riva, succeduto a Coppo nel 2020 ed abbandonato lo scorso anno da buona parte dei suoi consiglieri, di cercare una rivincita all’interno di una lista di cui farebbero parte innanzitutto i suoi fedelissimi.
Con tre o quattro liste, la vittoria di Coppo sarebbe sicuramente eclatante. Se ce ne fossero soltanto due – pensano i fautori di un listone trasversale – la partita potrebbe anche restare aperta. Sempre a patto che i nomi dei candidati fossero convincenti ed autorevoli, cosa tutt’altro che facile di questi tempi, visto che i militanti mancano e i cittadini comuni desiderosi di impegnarsi sono pochi.
Del resto sarebbe difficile immaginare frotte di aspiranti consiglieri – a Pont come dovunque - quando mancano i riferimenti ideologici, i partiti sono scomparsi, i programmi contano molto meno della voglia di protagonismo. Sono scomparse anche le piccole liste identitarie, destinate a raccogliere un numero limitato di voti ma a far sentire rappresentata quella parte dei cittadini che ancora ha delle convinzioni, almeno per quanto riguarda la sinistra ed il centro-sinistra: lì c’è un vuoto assoluto.
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