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Torino
27 Settembre 2023 - 09:52
Stefano Corgnati
Nel marzo del 2024 scadrà il mandato di Guido Saracco quale rettore del Politecnico di Torino. Vengono quindi ufficializzate, in questi mesi, le candidature per sostituirlo alla guida dell’ateneo per i prossimi sei anni.
Uno dei primi a farsi avanti, già nel marzo scorso, è stato il livornese Stefano Corgnati, classe 1973, che al Politecnico insegna Fisica tecnica ambientale e che da qualche mese ha terminato il secondo mandato da sindaco di Livorno Ferraris (dove ora presiede il Consiglio comunale). Corgnati da un decennio è uno dei vicerettori del Politecnico - ha iniziato con il rettore Marco Gilli ed è stato confermato da Saracco - ed ora sta cercando appoggi per salire di grado (e raddoppiare l’indennità di carica: da 18 mila a 36 mila euro annui). Già ad inizio anno aveva dichiarato: «Ho iniziato a muovermi con attenzione per trovare convergenze intorno al progetto di candidarmi rettore, e mi pare che ci siano le condizioni per proseguire nei prossimi mesi»; a marzo ha confermato: «Ufficializzo la mia disponibilità perché credo sia giusto avere tempo per un percorso di dialogo con la comunità. Si parte in anticipo per ascoltare, e credo che questa sia la fase più emozionante e anche più libera di ascolto, per me soprattutto abituato a vivere con la gente».
I concorrenti di Corgnati sono, per il momento, due. Uno è Juan Carlos De Martin, classe 1966, ordinario di ingegneria informatica al Dipartimento di Automatica e Informatica, curatore scientifico di Biennale Tecnologia e co-direttore del centro Nexa su Internet e Società; per cinque anni è stato vicerettore con delega alla cultura e comunicazione. L’altro aspirante rettore è Paolo Fino, ordinario di Scienza e tecnologia dei materiali; ha un anno in più di Corgnati, è direttore del Dipartimento di Scienza applicata e Tecnologia (lo stesso a cui appartiene Saracco) ed è referente del rettore per i rapporti con la sede periferica di Mondovì.
Il favorito, al momento, sembra essere Corgnati: perché sta preparando la candidatura da più tempo e perché è il nome in continuità con Saracco, di cui è il braccio destro. Resta da vedere se l’epilogo sarà lo stesso o se la comunità politecnica opterà, come avvenne con l’elezione di Saracco, per una scelta di discontinuità.
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