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Ivrea
02 Giugno 2023 - 16:43
Partirà nelle prossime settimane la grande giostra delle nomine pubbliche. La partita non è ancora entrata nel vivo, ma si preannuncia succosa sotto il profilo della spartizione del potere. Sul tavolo del neo eletto sindaco Matteo Chiantore ci sono infatti le cosiddette “partecipate” del Comune. Le poltrone, insomma. Bistrattate, derise, perculate, ma pur sempre poltrone e va da sè che il centrosinistra, e più nello specifico il Pd, voglia tornare ad occuparle.
Sotto la lente d’ingrandimento tornerà ad esserci Ivrea Parcheggi, costituita nel 1993 su iniziativa del Comune di Ivrea, per la gestione dei parcheggi è controllata dal Comune di Ivrea che detiene ben l’85% del capitale sociale (il 15% è in mano all’ACI).
Nel consiglio di amministrazione nominato dal centrodestra troviamo Fausto Uberto Bona alla presidenza e poi Calogero Terranova e Tania Marino.

Dei tre, solo Terranova è da considerarsi persona gradita all’attuale amministrazione comunale (o almeno lo era fino a prima dello scandalo delle cartelle Tari non pagate) e quindi, almeno sulla carta, Chiantore e l’assessore delegato alle partecipate Massimo Fresc dovrebbero farli “fuori” tutti e tre. Un’esigenza quella di “farli fuori” che potrebbe “interrompersi” solo se si dovesse anteporre a questa esigenza quella di una chiusura della società come più paventato dai cinquestelle e da Viviamo Ivrea.
Terranova, detto “prezzemolino” ce lo ritroviamo (toh guarda!) pure alla presidenza di SCS, Società Canavesana Servizi (ma non governava il centrodestra?). Al suo fianco Stefano Tuberga in qualità di vice presidente e Barbara Guglielmino in qualità di consigliera, quest’ultima in quota Lega.
Per la cronaca Società Canavesana Servizi gestisce l’igiene urbana in 57 Comuni (quasi 107 mila cittadini) impiega 125 persone e raccoglie annualmente più di 50.000 tonnellate di rifiuti, 32.000 dei quali con le varie raccolte differenziate.
Altro giro, altra poltrona che scotta. E’ quella del Consorzio dei Servizi Sociali IN.RE.TE. Il presidente è Ellade Peller sindaco di Nomaglio. Sulla poltrona ci ha fatto un buco considerando che sta qui seduta dal lontano 2003, ininterrottamente.
Nel 2019 il centrodestra se l’era inventate tutte per farla fuori con il lasciapassare di alcuni sindaci di centrosinistra ma senza successo, dichiarando infine la sconfitta quando Peller sì presentò in assemblea con un parere del professor Cavallo Perin, in cui si sottolineava la conformità dell’incarico in qualità di sindaca, poi di delegata e poi di nuovo da sindaca.
Nel comitato di presidenza di InRete sono poi Livia Noro, Gabriella Lafaille, Ernesto Barlese, Luigi Sergio Ricca, Venerina Tezzon, Giulio Claudi, Carla Malassò e infine almeno tre sostituzioni o riconferme in capo al comune di Ivrea. Quella di Enrica Barbara Manucci, dell’ex assessora Giorgia Povolo e dell’ex consigliere di minoranza Massimo Fresc.
Più complicato, considerando le peripezie degli anni andati, il rinnovo dei membri del cda della Fondazione Guelpa dove oggi siedono il presidente Bartolomeo Corsini, la vicepresidente Daniela Broglio e i consiglieri Giacomo Bottino, Sabrina Gonzatto e Giancarlo Guarini. Di tutti loro solo Broglio può considerarsi sinergica all’attuale Amministrazione comunale. Considerando l’erosione del capitale e la decisione di utilizzare quello che rimane quale anticipo per la costruzione di una nuova biblioteca, si potrebbe anche pensare che la giunta non se ne curerà, ma la politica è scienza esatta, non fantascienza e non abbiamo alcuni dubbio che si procederà, nei tempi previsti (cinque anni dalla loro nomina) ad un siluramento. Salvo l’invito ad “alzare i tacchi” nel caso non si dovesse entrare in sintonia.
Tra i cda scaduti lo stesso giorno in cui Sertoli è decaduto e per i quali Chiantore potrà davvero e fin da subito fare il bello e il cattivo tempo c’è il cda della Fondazione dello storico Carnevale attualmente presieduto da Piero Gillardi Vugliano e da quattro consiglieri: Marina Zannini (vice Presidente), Paolo Cafasso, Elisabetta Signetto e Guido Santi.
Per il posto di Gillardi, tra i nomi che vanno per la maggiore c’è quello dell’ex capogruppo del Pd Maurizio Perinetti una nomina che però avrà bisogno di un approfondimento sulle incompatibilità previste dalla legge Madia per chi ha svolto negli ultimi due anni un incarico politico. Stante la gratuità della posizione non dovrebbero esserci problemi, ma tant’è. Tra i papapabili anche quell’Elvio Gambone, già vicino al centrodestra ma che il centrodestra non s’è praticamente mai filato.
E non è ancora finita qui. Tra le poltrone a cui pensare (chiamiamola seggiolina) se ne aggiunge una in “Fondazione di Comunità” nata nel 2015 con finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale. Il Consiglio di Amministrazione, nominato circa un anno fa, durerà in carica fino all’approvazione del bilancio al 31 dicembre 2024.
Il Presidente, e legale rappresentante, è Augusto Vino (nominato da AEG), la Vice Presidente e Raffaella Enrico, nominata dal Comune di Ivrea, su suggerimento Lega. Si aggiungono i consiglieri Sergio D’Arrigo (nomina Consiglio Notarile di Biella Ivrea), Ambra Michela nominata da Confindustria, Marzia Giulia Niccoli, Giuliana Vivo e Antonella Enrietto nominate dall’Assemblea dei sostenitori.
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