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31 Ottobre 2022 - 23:11
ospedale civico di Settimo Torinese
Ospedale civico di Settimo. Ogni tanto salta fuori, ma a non tutti è chiaro che cosa stia succedendo. Chi ne sa di più è sicuramente l’ex sindaco Aldo Corgiat, ex direttore amministrativo della struttura. Abbiamo letto la tua rubrica della settimana scorsa a proposito del fallimento dell’Ospedale civico di Settimo Torinese. Ci puoi dire qualche cosa in più? Si, certo! Nonostante il tentativo delle diverse Amministrazioni pubbliche impegnate in questo disastro annunciato di nascondere la verità sulla gestione fallimentare di quello che fino al 2019 era un fiore all’occhiello per Settimo, alla fine i dati vengono a galla. Cioè? Nonostante che l’Assemblea dei Soci, in sfregio a ogni principio di trasparenza che dovrebbe ispirare l’operato di una amministrazione pubblica, abbia deciso di non approvare (e quindi nascondere il risultato di gestione) del bilancio 2021, in questi mesi sono state asseverate in tribunale tre perizie relative ai valori di cessione e liquidazione della società pubblica e dell’attività sanitaria. Nonostante gli stessi soci abbiano deciso di non rendere pubbliche, sui propri siti, le perizie e si siano guardati bene di fare dichiarazioni a proposito, non sono riusciti ad oscurare la delibera assunta dal Direttore generale dell’ASL TO 4 di approvazione della perizia del valore del terreno (di proprietà dell’ASL) su cui è stato realizzato l’ospedale. E quindi? Senza altre considerazioni sulla scorrettezza di tali comportamenti salto subito ai risultati. L’ASL TO4 deve ricavare dalla cessione di SAAPA circa 8 milioni di Euro per beni di sua proprietà (terreno e spazi della cosiddetta ala gialla). I debiti netti di SAAPA, da ripianare con la vendita dell’immobile e dell’attività risultano essere nel 2020 di circa 30 milioni (di cui 27 circa verso le banche iper garantiti da fideiussione emessa dalla Regione Piemonte e da ipoteche varie). Le perdite accumulate in questi due anni di gestione dissennata fatta di consulenze e precarietà sono stimabili in altri 3 milioni di Euro (dati desunti dalla lettera dell’Assessore regionale alla Sanità ai direttori delle ASL). Le perizie giurate ci dicono che se va bene la base d’asta per la cessione dell’immobile e della attività può collocarsi attorno ai 23 – 24 milioni di Euro. In altre parole per chiudere l’Ospedale le amministrazioni pubbliche dovrebbero ottenere dalla vendita circa 41 milioni di Euro (ma forse non basteranno se continuano a dare nuovi incarichi di consulenza) e in realtà la perizia giurata da professionisti incaricati dagli stessi Soci ci dicono che il valore ricavabile è di circa 24 milioni. Tecnicamente se non ci sarà un’offerta con un rialzo dell’80% (e se ci fosse spero che qualcuno ne verifichi le ragioni) l’Ospedale Civico è fallito con tutte le drammatiche conseguenze che in più occasioni ho segnalato e prima fra tutte la perdita di servizi sanitari fondamentali per i cittadini di Settimo e il territorrio. Cosa dovrebbero fare i Soci secondo te. Se gli amministratori comunali e regionali fossero persone serie, dovrebbero tornare sui propri passi e chiedersi perché fino al 2019 l’Ospedale funzionava ed era pure in utile. Ma temo che continueranno sulla strada intrapresa e che sarà un vero disastro. La Sindaca di Settimo ha sempre detto che lei non era d’accordo. E’ la sua specialità dare sempre la colpa ad altri. In realtà lei è certamente, dopo l’amministratore unico, tra i principali attori responsabili del fallimento. Se le cose sono quelle che dici tu chi pagherà ? Bella domanda. Dal punto di vista dei servizi purtroppo pagheranno come sempre i cittadini che si troveranno una sanità pubblica sempre più debole e mal gestita, nonostante gli sforzi individuali degli operatori sanitari. Ad esempio faccio rilevare che dopo aver autorizzato la vendita dell’immobile né la Sindaca, né il Direttore dell’ASL non ci hanno ancora detto dove concretamente hanno intenzione di collocare i servizi sanitari pubblici (non quelli ospedalieri) svolti presso quella struttura: gli ambulatori medici, i servizi di prevenzione, il consultorio, la guardia medica, la neuropsichiatria infantile, la medicina legale, ecc. Questa incuria e mancanza totale di responsabilità la trovo semplicemente pazzesca e indice di un sostanziale disinteresse ai bisogni delle persone più deboli. No ma intendevo chi tirerà fuori, se ho capito bene, i 17 milioni che mancano per liquidare SAAPA ? Non sono un esperto di diritto societario ma penso che dovranno essere i soci (a meno che la Regione e l’assessore Icardi possano legittimamente rifondere alle banche i 27 milioni di mutuo che hanno garantito). E quindi nuovamente “pantalone”. Spero sinceramente di no. Credo che sia possibile la rivalsa sugli amministratori e sui soci qualora si ravvisino comportamenti di loro responsabilità che abbiano aggravato la situazione economico finanziaria della società. E in questi casi mi pare che possano esserci a partire dall’inerzia con la quale è stata affrontata la situazione e al percorso che ha prodotto il fallimento di una realtà che aveva i bilanci in ordine fino al 2019. Chi dovrà accertarle queste responsabilità ? In questo momento penso che gli organi di controllo dei diversi Enti dovrebbero farsi parte attiva per evitare ulteriori aggravi della situazione. Poi, per gli aspetti di eventuale responsabilità amministrativa e di danno erariale dovrà essere la Magistratura. Nei mesi scorsi ho firmato insieme a Sergio Bisacca un esposto formale che chiede sia agli uni che agli altri le, a mio avviso necessarie, verifiche di competenza.
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