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Ivrea
02 Gennaio 2023 - 15:17
Le sorelle Thielke
La Giunta comunale di Ivrea ha approvato la graduatoria del bando a sostegno delle attività commerciali, industriali e artigianali a seguito dell’emergenza epidemiologica da COVID19. La somma, prevista nell'ultima variazione di bilancio, corrispondeva a 200.000,00 euro. Ne sono stati assegnati poco più di 66 mila.
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Per garantire al massimo equità ed omogeneità di finanziamento erano state escluse le attività beneficiarie del contributo 2021 ed era stato fissato lo stesso valore di punto in modo tale da ottenere, a parità di punteggio conseguito, lo stesso valore di finanziamento.
Il bando è rimasto on line, sul sito del Comune per 30 giorni dal 3 novembre al 3 dicembre.

Chi la dura la vince. L’Amministrazione comunale è stata fondamentalmente costretta a trovare dei soldi per accontentare tutti quei commercianti rimasti a bocca asciutta lo scorso anno. Soldi recuperati nei capitoli della Tari, degli accertamenti Imu e della tassa rifiuti, grazie anche all’allargamento della base imponibile e a chi non ha approfittato delle “riduzioni” previste.
Tutto è bene quel che finisce bene, si chiude così un braccio di ferro che andava avanti ormai da mesi e che questa primavera era sfociato in una petizione, coordinata da Annalisa Thielke titolare de “Il Baguccio - Caffè e Bistrot” di corso Vercelli a cui avevano aderito più di 70 commercianti.
Chiedevano a gran voce al sindaco Stefano Sertoli che il Comune destinasse una nuova tranche di aiuti pubblici a favore di quelle attività che più di tutte avevano patito i danni dovuti alla pandemia. E c'erano bar, ristoranti, parrucchieri e centri estetici. E poi palestre e discoteche, alcuni negozi di abbigliamento e di accessori sportivi.
Tutti ma proprio tutti incavolati neri e con il dito puntato su quel “vergognoso” bando pubblico dal valore di ben 200 mila euro (mai si erano visti in città tanti soldi destinati al commercio!) pubblicato all’albo pretorio dal 7 al 21 dicembre dello scorso anno. Soldi che vennero poi divisi tra sole 97 attività commerciali! A bocca asciutta tutti gli altri.
Tanti! Troppi, considerando che di attività con sede in Ivrea ne esistono oltre 500, senza contare i liberi professionisti e anche loro avrebbero potuto richiedere gli aiuti. Il problema è che nessuno aveva saputo di quei 200 mila euro.
Non se ne erano accorti i consiglieri comunali – ed infatti a livello istituzionale non s’era fatto il minimo accenno di un dibattito – figuriamoci i commercianti, impegnati, come di solito si è impegnati, nell’unico periodo dell’anno in cui si lavora come dei matti, il periodo migliore per recuperare i mancati incassi dei mesi precedenti, con un’estate che, dal punto di vista dei ricavi, non era stata affatto generosa.

Alle polemiche scatenate da Annalisa Thielke su questo giornale seguì una mozione approvata in consiglio comunale.
Insomma si ritornò a parlare della famosa deliberazione di giunta n. 334 del 30 novembre 2021 pubblicata ad inizio dicembre, con scadenza, per la presentazione delle domande, al 21 dicembre.
“I prossimi mesi – sottolineava – non saranno per nulla facili. Per le attività commerciali e artigianali si profilano infatti ancora aumenti dei costi per gas ed energia elettrica oltre ad ulteriori rincari sulle materie prime. Il nuovo bando per i contributi anti-Covid, seppure tardivo, permetterà a molti di noi di saldare gli arretrati accumulati a causa della pandemia e anche di alleviare i problemi a cui dovremo far fronte. Gli aiuti del comune, infatti, consentiranno, probabilmente, anche di limitare un rincaro dei prezzi inevitabile, andando quindi a beneficio del consumatore e della cittadinanza in generale…”.
“Nel precedente bando – aggiungeva Thielke – si chiedeva di comparare i fatturati degli anni 2018 e 2019 per calcolare la perdita, senza specificare come avrebbero dovuto comportarsi quei commercianti che avevano aperto nel 2018, o ad inizio 2019 (e quindi, in ogni caso, prima della pandemia) e che avevano subito gli effetti delle restrizioni come tutte le altre attività. In terzo luogo il bando, con la formula a punteggio, assolutamente discriminatorio, elargiva somme tra i mille, duemila e tremila euro basandosi su dichiarazioni del richiedente e su criteri difficilmente verificabili (come gli sconti sugli affitti) ventilando una blanda possibilità di controlli a campione per verificare la veridicità. Non ce l’ha se serve per estrarre poche attività all’interno di una categoria piu vasta (es 10 bar su 100 o 5 centri estetici su 30), cosa che di fatto è avvenuta con quel bando, generando di conseguenza commercianti di serie A e di serie B...”.
Manco a dirlo di questi ultimi appunti l'Amministrazione comunale non ne ha tenuto conto e "ironia" del bando, "Il baguccio" di Annalisa Thielke non è di nuovo tra i beneficiari.
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