Chi la dura la vince. In vista del consiglio comunale in programma per il prossimo 13 ottobre e che avrà all’ordine del giorno una consistente variazione di bilancio si apprende che, senza toccare l’avanzo, l’Amministrazione comunale è riuscita a trovare 200 mila euro da distribuire, attraverso un bando, a quei commercianti rimasti a bocca asciutta lo scorso anno.
Soldi recuperati nei capitoli della Tari, degli accertamenti Imu e della tassa rifiuti, grazie anche all’allargamento della base imponibile e a chi non approfittato delle “riduzioni” previste.
“Convocheremo tutti i possibili aventi diritto - conferma la vicesindaca Elisabetta Piccoli -L’avviso verrà pubblicato all’albo pretorio tra fine ottobre e inizio novembre in modo da procedere con l’assegnazione già a dicembre...”.
Tutto è bene quel che finisce bene, si chiude così un braccio di ferro che andava avanti ormai da mesi e che questa primavera era sfociato in una petizione, coordinata da Annalisa Thielke titolare de “Il Baguccio - Caffè e Bistrot” di corso Vercelli a cui avevano aderito più di 70 commercianti.
Chiedevano a gran voce al sindaco Stefano Sertoli che il Comune destinasse una nuova tranche di aiuti pubblici a favore di quelle attività che più di tutte avevano patito i danni dovuti alla pandemia.
E ci sono bar, ristoranti, parrucchieri e centri estetici. E poi palestre e discoteche, alcuni negozi di abbigliamento e di accessori sportivi. Tutti ma proprio tutti incavolati neri e con il dito puntato suquel “vergognoso” bando pubblico dal valore di ben 200 mila euro (mai si erano visti in città tanti soldi destinati al commercio!) pubblicato all’albo pretorio dal 7 al 21 dicembre dello scorso anno. Soldi che vennero poi divisi tra sole 97 attività commerciali! A bocca asciutta tutti gli altri. Tanti! Troppi, considerando che di attività con sede in Ivrea ne esistono oltre 500, senza contare i liberi professionisti e anche loro avrebbero potuto richiedere gli aiuti.
Il problema è che nessuno aveva saputo di quei 200 mila euro. Non se ne erano accorti i consiglieri comunali – ed infatti a livello istituzionale non s’era fatto il minimo accenno di un dibattito – figuriamoci i commercianti, impegnati, come di solito si è impegnati, nell’unico periodo dell’anno in cui si lavora come dei matti, il periodo migliore per recuperare i mancati incassi dei mesi precedenti, con un’estate che, dal punto di vista dei ricavi, non era stata affatto generosa.
Alle polemiche scatenate daAnnalisa Thielke su questo giornale seguì unamozione approvata in consiglio comunale.
Insomma si ritorna a parlare della famosa deliberazione di giunta n. 334 del 30 novembre 2021 pubblicata ad inizio dicembre, con scadenza, per la presentazione delle domande, al 21 dicembre. Pochi giorni per una platea di potenziali beneficiari decisamente ampia e in un periodo, quello delle feste, in cui i commercianti sono concentrati a vendere e a “tirar su” i propri bilanci.“I prossimi mesi – sottolinea– non saranno per nulla facili. Per le attività commerciali e artigianali si profilano infatti ancora aumenti dei costi per gas ed energia elettrica oltre ad ulteriori rincari sulle materie prime. Il nuovo bando per i contributi anti-Covid, seppure tardivo, permetterà a molti di noi di saldare gli arretrati accumulati a causa della pandemia e anche di alleviare i problemi a cui dovremo far fronte. Gli aiuti del comune, infatti, consentiranno, probabilmente, anche di limitare un rincaro dei prezzi inevitabile, andando quindi a beneficio del consumatore e della cittadinanza in generale…”.“Nel precedente bando – aggiunge Thielke – si chiedeva di comparare i fatturati degli anni 2018 e 2019 per calcolare la perdita, senza specificare come avrebbero dovuto comportarsi quei commercianti che avevano aperto nel 2018, o ad inizio 2019 (e quindi, in ogni caso, prima della pandemia) e che avevano subito gli effetti delle restrizioni come tutte le altre attività. In terzo luogo il bando, con la formula a punteggio, assolutamente discriminatorio, elargiva somme tra i mille, duemila e tremila eurobasandosi su dichiarazioni del richiedente e su criteri difficilmente verificabili (come gli sconti sugli affitti) ventilando una blanda possibilità di controlli a campione per verificare la veridicità. Non ce l’ha se serve per estrarre poche attività all’interno di una categoria piu vasta (es 10 bar su 100 o 5 centri estetici su 30), cosa che di fatto è avvenuta con quel bando, generando di conseguenza commercianti di serie A e di serie B...”.
Commentiscrivi/Scopri i commenti
Condividi le tue opinioni su Giornale La Voce
Resta aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter
...
Dentro la notiziaLa newsletter del giornale La Voce
LA VOCE DEL CANAVESE Reg. Tribunale di Torino n. 57 del 22/05/2007. Direttore responsabile: Liborio La Mattina. Proprietà LA VOCE SOCIETA’ COOPERATIVA. P.IVA 09594480015. Redazione: via Torino, 47 – 10034 – Chivasso (To). Tel. 0115367550 Cell. 3474431187
La società percepisce i contributi di cui al decreto legislativo 15 maggio 2017, n. 70 e della Legge Regione Piemonte n. 18 del 25/06/2008. Indicazione resa ai sensi della lettera f) del comma 2 dell’articolo 5 del medesimo decreto legislativo
Testi e foto qui pubblicati sono proprietà de LA VOCE DEL CANAVESE tutti i diritti sono riservati. L’utilizzo dei testi e delle foto on line è, senza autorizzazione scritta, vietato (legge 633/1941).
LA VOCE DEL CANAVESE ha aderito tramite la File (Federazione Italiana Liberi Editori) allo IAP – Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria, accettando il Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale.