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Ivrea

Festa a sorpresa per i 90 anni di Ottavia Mermoz. Tanti auguri!

Suo nipote è arrivato dall'America. Presso la vinosteria Solativo

Ottavia Mermoz

Ottavia Mermzo entra da Solativo. Emozionante

E' arrivata. Ha aperto la porta e s'è ritrovata con tutta la sua vita (le sue tante vite) davanti agli occhi. I figli, i nipoti, i figli dei nipoti. Le amiche e le colleghe di lavoro di Pescara, dell'Università di Biella e di Torino e, infine, ma non in ultima la sua migliore amica Rita Munari. Un'incredibile festa a sorpresa, organizzata dai figli, per i suoi primi 90.

Lei, è Ottavia Mermoz, abita in centro città, primo piano, a due passi da piazza Ottinetti. Una vita (la sua) vissuta intensamente e tutta da raccontare. Sposata con Giuseppe Strobbia (mancato nel 1989) fratello di Stefano (mancato nel 2020) e zia dell’ex assessora Giovanna. Figli e nipoti di Giovanni, pasticcere in via Palestro almeno sino al 1981. Senza alcun dubbio uno dei cognomi più “eporediesi” che ci sia.  Mermoz ha due figli, una abita a Torino, l’altro a Roma. Tre nipoti e un pronipote nato in America, nel kentucky. Nonna e bisnonna. 

E' successo questa mattina (sabato ndr) presso "Solativo" Vinosteria "Ferrando".

"Un'emozione infinita - ha poi commentato commossa Ottavia - E' arrivato anche mio nipote dall'America. Sono emozionata... Tra le altre cose ho detto che io sono figlia unica e non ho nessuno. A Ivrea prendendomi un marito mi sono anche presa una famiglia…".

“Mio nipote - ci aveva raccontato in un'intervista di qualche settimana fa - ha lavorato a Durham nel North Carolina come ricercatore, adesso insegna all’Università di Cincinnati. Tutte le domeniche mattina facciamo una call e ce la raccontiamo. Ci riuniamo in alcune occasioni, d’estate o a Natale e tanto mi basta...”.

Non era sufficiente per chi le vuole un mondo di bene... come solo si può volere ad una donna così...

Un abbraccio che significa tante cose: amore, feeling, sentimento. Sotto è con l'amica Rita Munari

Assistente sociale, docente universitaria a Biella e a Torino, assessore comunale (dal 1998 al 2003) ai tempi di Fiorenzo Grijuela, con delega alla cultura, al turismo e al commercio e, oggi, vicepresidente dell’Associazione “Casa delle donne” recentemente trasferitasi dal Valcalcino al Meeting Point, Ottavia Mermoz è davvero un patrimonio inestimabile di "storie da raccontare" e ce le aveva raccontate tutte.

Uno dei momenti più emozionanti. Ottavia entra da Solativo... A molti sono spuntate le lacrime agli occhi.

Figlia di un altro tempo, fatto di ideali e passione e tanto, tanto, tantissimo lavoro. Per capirlo basta una ricerca su Google.  Viene fuori il suo profilo professionale, le sue ricerche sul volontariato e sul terzo settore. Tanta roba! Torinese di nascita, dopo gli studi, viene chiamata dall’Olivetti di Adriano ad occuparsi di “assistenza sociale”. E’ qui che conosce Giuseppe Strobbia.

Non ci pensa troppo: si innamora e lo sposa.

“E’ stato l’ultimo segretario dell’Istituto italiano dei centri comunitari...” ci disse. Per la cronaca questo organismo fu una delle principali strutture volute dal Movimento politico Comunità di Adriano Olivetti per organizzare e studiare problematiche urbanistiche e sociali specialmente nel sud Italia, a cominciare da La Martella a Matera.

Ottavia Mermoz durante un'intervista con La VOCE

Tutto crolla con la morte dell’imprenditore illuminato. All’Olivetti quel che si faceva prima, non si fa più. Nel novembre del 1960 Giuseppe e Ottavia decidono di trasferirsi a Pescara. Di punto in bianco una nuova vita. Nuove amicizie. Un nuovo impiego. Senza guardarsi indietro, per lavorare alla Unrra Casas, poi diventata Ises.

Infine in  Regione Abruzzo al servizio materno infantile.  Dopo 36 anni in Abruzzo, Ottavia decide di partecipare a un bando dell’Università di Torino per un corso di laurea sui “principi e fondamenti del servizio sociale”. Lo vince e torna a Ivrea. Insegna 5 anni a Novara e poi a Biella. La richiamano nel 2014 per una sostituzione. E poi?

“Poi basta! Poi è cominciato il volontariato. Sono stata eletta nel  primo cda di Fondazione di Comunità e oggi penso solo alla Casa delle donne...”.

Tanti auguri Ottavia da tutta la redazione de La Voce e altri 90 di questi anni....

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