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IVREA. Basta una pacca sulla spalle e la via Francigena va giù

IVREA. Basta una pacca sulla spalle e la via Francigena va giù

Via Francigena

E va bene la prospettiva di vocazione turistica e va bene organizzare mostre, eventi, attività ma se si spende  più negli allestimenti che nella pubblicizzazione il rischio è di fare un buco nell’acqua o di rivolgersi ad un pubblico che non va oltre le rosse torri. La critica, neppure troppo velata alla giunta e all’assessore Costanza Casali è arrivata nel corso dell’ultimo consiglio, puntuta come solo lui saprebbe fare, dall’oramai ex consigliere comunale del Pd Andrea Benedino. “Ci avete raccontato di alcuni manifesti di Ivrea a Torino. Io non li ho visti e continuo a non vederli...”. E poi, sempre lui, sull’eccitazione del sindaco che traspariva in un comunicato stampa avente ad oggetto il ritorno di Ivrea nell’Ufficio di Presidenza dell’Associazione Europea delle Vie Francigene, l’organismo che coordina la valorizzazione dell’itinerario e che conta 206 soci, tra Comuni, Regioni e Province... “Vi ricordo - li ha presi in giro Benedino - che siamo entrati dopo essere usciti..”. E in verità – perché nulla succede per caso – i rapporti con l’Associazione si erano chiusi nel 2019, in contemporanea con l’arrivo della nuova Amministrazione targata centrodestra, semplicemnte per disinteresse. Disarmante, per non dire peggio, la risposta del sindaco Stefano Sertoli. “Siamo entrati perchè è stato fatto un lavoro costante, un lavoro di lobby e di presenza - ha spiegato Sertoli - Road to Rome si è fermata a Ivrea e li abbiamo ricevuti. Abbiamo fatto dei percorsi insieme. L’altro giorno è passata l’ex sindaco di Alice che sta procedendo con una sua iniziativa e l’abbiamo ricevuta. Quando passo davanti al presidio eporediese mi fermo e se c’è qualche pellegrino dò il benvenuto della città.. Non è una colpa non  essere presenti a tutti i convegni. Capisco che dobbiamo fare un po’ di teatrino. Siamo ai saluti. Ma non esageriamo...”.  Insomma ecco un altro dei comandamenti del buon amministratore comunale, dal primo libro di Stefano Sertoli: “Salutare i pellegrini con un selfie e una pacca sulle spalle”. Da aggiungersi ai tanti altri. Tipo: “correre con la tuta della protezione civile quando in lontananza si sente la sirena dei vigili del fuoco...”. Oppure: “Munirsi di pala quando nevica e spalare un po’ qua e un po’ là”.  O ancora:  “Evitare i convegni, sono una perdita di tempo”.  E quindi: “Assecondare sempre l’opposizione e qualche volta la propria maggioranza....”. Non in ultima: “Sperare nella buona sorte e puntare tutto sulla simpatia...”.  Senza dimentica di: “Imbustare le mascherine Covid e se è il caso consegnarle una per una ai cittadini...”, ma ques’ultima è stata però davvero tutta un’altra storia... Amen
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