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04 Maggio 2022 - 18:18
In foto, Patrizia Accotto
MONTALTO DORA. Comunità in lutto per la scomparsa della maestra Patrizia Accotto. A soli 68 anni, è spirata la settimana scorsa al termine di una lunga malattia. E’ stato il sindaco Renzo Galletto a dare la notizia sapendo quanto fosse opportuno rendere omaggio ad una persona che è stata un molteplice punto di riferimento per il paese di Montalto. Nell’ambito della scuola, dove aveva insegnato per tanti e tanti anni contribuendo a rendere la locale scuola primaria un plesso d’eccellenza. Nell’ambito dell’associazionismo locale, in seguito, una volta arrivata la pensione. Infine, anche in ambito amministrativo. Era stata consigliere comunale di minoranza negli anni Novanta, su quel banco condiviso - circostanza insolita -, nella medesima legislatura, insieme al fratello Antonio, rinomato geologo. Braccio a braccio, la loro nomina aveva espresso chiaramente quanto la famiglia fosse radicata e benvoluta.
“Proveniente da una famiglia storica - sottolinea il sindaco Renzo Galletto -, Patrizia è stata per noi parte di quel nucleo storico di insegnanti della scuola elementare che per anni ha costituito un fiore all’occhiello e che hanno permesso un mantenere un rapporto solido e proficuo tra il comune e il mondo scolastico. Penso alla partecipazione a celebrazioni come il 150 esimo anniversario dell’Unità d’Italia o al 25 aprile. Patrizia era una persona che vedeva nella formazione dei ragazzi non solo un lavoro intellettuale ma anche civico. La sua particolare dote era di essere un’insegnante molto umana e professionale, bencvoluta dalle famiglie degli alunni e capace. Ha avuto anche la capacità di ricavarsi un ruolo da volontaria dopo la pensione”.
Patrizia Accotto si è adoperata come informatrice turistica volontaria e come volontaria nella biblioteca comunale. Si è occupata di far conoscere il territorio costituendo un collante del tessuto sociale e culturale locale.
Persona di buon carattere, ha sempre mantenuto un atteggiamento di educazione e di disponibilità nei confronti degli altri. Era anche una persona concreta, che non cercava visibilità né di farsi notare ma per la quale era fondamentale “fare”. Badava al sodo con molto umiltà e passione.
“Ciò mi ha consentito, negli anni, di mantenere sempre un rapporto collaborativo con lei” aggiunge il sindaco Galletto.
Lascia una figlia.
Tanti concittadini hanno partecipato al funerale ed espresso parole di stima nei suoi confronti. Diverse annate di coscritti si sono strette intorno al dolore dei famigliari.
“Nessun bambino è perduto se ha un’insegnante che crede in lui” l’hanno ricordata, in particolare, i ragazzi del 1993.
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