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GROSCAVALLO. Parodi con “Ciapapuer” porta la grande storia su YouTube

GROSCAVALLO. Parodi con “Ciapapuer” porta la grande storia su YouTube

Andrea Parodi, giornalista e scrittore, ricercatore storico, consigliere comunale

Con uno smartphone, tanta buona volontà e un po’ di sana inventiva, Andrea Parodi spolvera gli oggetti e i soggetti della storia torinese, piemontese, nazionale. Protagonisti, comprimari, fatti, aneddoti: li racconta togliendo quella patina di muffa, di noia, che si accumula sull’antico qualificandolo come vecchio.

A gennaio il giornalista 42enne de La Stampa, consigliere comunale di minoranza a Groscavallo, ricercatore storico e scrittore (premio “Paladino delle Memorie” per “Gli eroi di Unterluss”), ha lanciato su YouTube il suo vlog “Ciapapuer”. Un video blog per narrare le vicende storiche con gli strumenti dell’oggi e del domani.

L’idea di partire con il vlog arriva a fine 2019 dopo l’incontro con un famoso youtuber, Stefano Tiozzo. «Per me un anfitrione, produce contenuti di grande qualità - racconta Parodi -. I suoi reportage di viaggio nel Nord Europa, in Giappone, in Canada, un po’ in tutto il mondo... beh, sono meravigliosi!».

Parodi lo intervista sulle pagine della Stampa, poi presenta il suo libro, “L’anima viaggia un passo alla volta”. Nei giorni successivi Tiozzo, che vive in Russia, si ritrova bloccato in Italia per il primo lockdown. Siamo a marzo 2020. 

Capendo di dover continuare a tenere un rapporto diretto con i suoi fan, che sono centinaia di migliaia, s’inventa le dirette su Twitch. «Partecipo ad una live e propongo una conferenza su come Torino ha risposto alle precedenti pandemie, dal colera nel 1835 alla peste nel 1630 - prosegue Parodi -.  Facciamo vedere immagini, foto, raccontiamo aneddoti... E il pubblico impazzisce!».

Visto il successo, Tiozzo chiede al giornalista di realizzare insieme, tra maggio e giugno, un video sul capoluogo piemontese. Viene pubblicato a settembre: “10 motivi per visitare Torino”.  Oggi quel video ha raccolto oltre 126mila visualizzazioni. «Passeggiando per Torino lo riconoscevano tutti, una cosa incredibile  - sorride Parodi -. Visto il successo del video, Tiozzo mi ha suggerito di cominciare a girare. Il problema è che non ero capace. Per fare un video non basta pensarlo, scriverlo, avere i contenuti. Bisogna montare...».

Pian piano il giornalista si convince e comincia ad informarsi sui programmi da utilizzare per girare e montare. Sperimenta, insomma.   «Ho fatto un piccolo investimento abbonandomi al programma di video editing Movavi, nel quale erano compresi una serie di tutorial.  Durante il secondo lockdown, a novembre, mi sono messo davanti alla smart tv e mi sono visto tutti i tutorial in inglese, più quelli presenti su YouTube in italiano».  Ma come registrare? «Da questo punto di vista è stato determinante un altro youtuber, Emanuele Malloru, che vendeva un corso per girare video con lo smartphone. Mi sono reso conto che per fare un prodotto di qualità la telecamera del cellulare è più che sufficiente». 

Il cavalletto è già in suo possesso. Acquista la pinza per il cellulare, il microfonino con la clip e trova un modo per risolvere il problema della luce. «Quando è un po’ buio, mi punto addosso la lampada che ho sul comodino...». Poi preme sul “rec” e comincia a girare, quindi monta con Movavi.

Manca una cosa: il nome del canale. «Avevo già aperto un account su YouTube come “Andrea Parodi” ma i miei sono nomi e cognomi particolarmente diffusi, quindi era un po’ difficile trovarmi sul web. Parodi è il 19esimo cognome in Italia e Andrea chiaramente non è Ermenegildo - ironizza -. In più Andrea Parodi era il nome del cantante dei Tazenda, un altro youtuber si chiama Stefano Parodi e c’è... Benedetta Parodi!».

Insomma Andrea Parodi non si trova facilmente e non è proprio un buon punto di partenza. Allora chiamare il canale? «Ci sono due parole del piemontese che mi sono sempre piaciute, ratavuloira e ciapapuer. La prima era poco indicata in questo periodo, visto che pare che il Covid sia partito dal pipistrello. Allora mi sono mosso verso la seconda. È stato illuminante il confronto con una mia amica che mi ha detto che considerava la storia una materia noiosa e polverosa, una cosa da vecchi, e che i miei video erano riusciti a togliere un po’ questo alone di polvere e noia. Inoltre seguivo lo youtuber “The Pillow”, in italiano “il cuscino”, che aveva scelto il suo nome perché era la prima parola che aveva imparato viaggiando all’estero, chiedendo un cuscino in più in albero. Insomma ho cominciato a pensare ad un nome poco diffuso, un po’ ironico, nonostante parli di una materia molto seria come la storia. Essendo che non potevo chiamarmi “aspirapolvere” - ride - ho pensato con autoironia a “ciapapuer”. Si tratta del classico oggetto che prende polvere, che non serve a niente, che dovresti buttare ma lo conservi perché fa parte della tua vita, della tua storia. Un po’ come le vicende che racconto, che sono episodi del passato ma fanno parte della nostra vita».

Il 17 gennaio il canale YouTube apre ufficialmente con nome “Ciapapuer”. «Gli over 50 mi hanno preso un po’ in giro, gli under 50 mi hanno detto che era un’idea geniale. C’è stato un approccio generazionale, diciamo. Probabilmente questa parola per gli anziani ha più una valenza negativa, mentre i più giovani di scherzano sopra».

Parodi comincia a pubblicare un video dopo l’altro e il canale comincia a crescere. Oggi i filmati sono una trentina, gli iscritti sono quasi 600. Il più visto è quello realizzato in occasione del Giorno della Memoria, con oltre 2mila visualizzazioni. «Avessi dovuto prendere tutte quelle persone e metterle in un teatro per una conferenza, avrei avuto bisogno di tre serate, anzi di più...». Altri video molto seguiti sono stati quelli sulla visita della Regina d’Inghilterra a Torino, sulla genesi dell’inno nazionale, sulla Mole Antonelliana, su Caravaggio e Pasolini. Quest’ultimo, girato proprio a Groscavallo, ha ottenuto 1.300 visualizzazioni.

«Questa estate sono intenzionato a girarne alcuni nelle Valli di Lanzo - anticipa Parodi -. A dire il vero ho già realizzato un timelapse tra Pialpetta e Albone e un video sul Santuario di Santa Cristina. Qui a Groscavallo ho girato anche il video in occasione del Dantedì, concluso con la preghiera alla vergine al Santuario di Forno Alpi Graie. Ecco, mi piacerebbe farne uno proprio sul Santuario». 

Nei giorni scorsi il giornalista-youtuber ha comprato anche una action camera. Il prossimo acquisto sarà il doppio ombrello per la luce.  «La mia è una dotazione molto “cheap”, credo che un’attività di questo tipo sia molto più fattibile e abbordabile di quanto si possa pensare -  conclude Parodi -. La cosa bella è che riesco a portare Groscavallo e le Valli nei miei video, è un modo per fare promozione per un territorio che ha un potenziale enorme. Non c’è bisogno tu sia Spielberg per fare un video, basta avere contenuti di qualità e saperli raccontare!».

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