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26 Novembre 2020 - 18:24
SAN BENIGNO. La decisione, finalmente, è arrivata. La Città Metropolitana di Torino ha detto “no” al progetto per la realizzazione di un impianto per la produzione di biometano a San Benigno Canavese, presentato dalla società “Canavese Green Energy” la scorsa primavera. L’impianto, nelle intenzioni della società, avrebbe dovuto trattare 60mila tonnellate all’anno di Forsu, la frazione organica dei rifiuti urbani, insomma l’“umido”, e 20mila tonnellate annue di “verde”, producendo biometano e compost.
Nella sua comunicazione dei “motivi ostativi” all’accoglimento del progetto, Città Metropolitana ha recepito le osservazioni presentate dal Comune di San Benigno Canavese, che si era detto fortemente contrario.
Il motivo principale del diniego dell’ex provincia riguarda la classificazione dell’impianto. In consiglio comunale l’assessore Viviana Camoletto l’aveva etichettato come “industria insalubre di 1° classe2”. «Questa classificazione – aveva spiegato – fa sì che si verifichi un contrasto con l’articolo 58 delle Norme Tecniche di Attuazione del Piano Regolatore, che ha previsto di tenere questo tipo di impianti a distanza sia dalla viabilità sia da altri impianti produttivi».
Di qui la decisione di Città Metropolitana. «La conformità urbanistica dell’opera è ritenuta presupposto gerarchicamente sovraordinato rispetto ai titoli autorizzativi da acquisirsi per la realizzazione e l’esercizio della stessa - è scritto nel documento dei “motivi ostativi” -. Si rileva la mancanza di una condizione preliminare e vincolante al fine della conclusione positiva della procedura».
Città Metropolitana ha comunque assegnato alla “Canavese Green Energy” il termine di dieci giorni per consentirgli di presentare per iscritto proprie osservazioni. «Decorso infruttuoso il termine assegnato - conclude il documento - si procederà senza ulteriore preavviso alla predisposizione del provvedimento finale di chiusura della procedura ed all’archiviazione di tutte le pratiche ad essa correlate».
Tira un sospiro di sollievo l’Amministrazione del sindaco Giorgio Culasso, il quale aveva anticipato che, in caso di parere affermativo di Città Metropolitana, avrebbe fatto ricorso davanti al Tar. Non sarà necessario, a meno che la situazione non si capovolga con le osservazioni della società proponente. Tirano un sospiro di sollievo anche i referenti del comitato “Mai sulla nostra testa”, che contro il progetto ha raccolto 2774 firme consegnate ai sindaci Culasso e Emanuele De Zuanne, di Volpiano. «Non siamo ancora alla fine - dichiarano dal comitato - ma la strada per i proponenti del progetto si fa difficoltosa».
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