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"Eravamo quattro amici al bar, che volevano cambiare il mondo..."

In commissione affari sociali, l'amministrazione comunale snocciola numeri e iniziative per assistere i nuovi poveri. Scintille tra Doria e Scinica. Falbo punge sul Ciss, ma che brutta la battuta di Tiziana Siragusa sul Consorzio: "Forse sarebbe meglio uscirne..."

Chivasso

Claudia Buo e Tiziana Siragusa, rispettivamente consigliere comunale e assessore alle Politiche Sociali

"Eravamo quattro amici al bar, che volevano cambiare il mondo...".

Mancava solo la canzone di Gino Paoli a far da sfondo alla commissione affari sociali di questa sera a Chivasso...

Ve la ricordate? Come no, dai!

Un osservatorio sulle povertà. E una serie di tavoli con sindacati, associazioni di categoria, parrocchie, per provare ad intercettare chi ha bisogno di un aiuto concreto.

Uomini e donne separati, single e senza lavoro: sono i nuovi poveri post pandemia, aumentati significativamente anche a Chivasso.

E queste sono alcune delle notizie emerse questa sera in commissione affari sociali, riunitasi a Palazzo Santa Chiara. 

Di nuovi poveri e di emergenza sociale s’è discusso per oltre un’ora in sala consiliare, in previsione del Consiglio comunale di domani sera dove finalmente - dopo due rinvii - verrà affrontata la mozione sull’emergenza sociale a Chivasso proposta dall’opposizione, prima firmataria Claudia Buo di Liberamente.

Claudia Buo, consigliere comunale di opposizione

La commissione, per la verità, non ha aggiunto null’altro. 

Se non snocciolato qualche dato sulle povertà post pandemia.

La Caritas assiste oggi 350 persone con alimenti e vestiario sorprattutto, l’associazione Aiuto alla Vita 27 nuclei famigliari, la parrocchia del Duomo ogni mese riceve almeno 25 persone in difficoltà quella della Madonna del Rosario, con la sua rete, aiuta 113 famiglie”, ha letto qualche dato l’assessore alle Politiche Sociali Tiziana Siragusa, annunciando il progetto di una banca dati condivisa tra enti ed associazioni che si occupano di assistenza per razionalizzare il sistema. 

S’è parlato anche di un emporio comune, gestito dalle associazioni di volontariato, ma l’idea è destinata a rimanere sulla carta. “Bisognerebbe andare a Settimo Torinese, dove già ce n’è uno, capire come funziona e poi valutare se ci sono le forze per realizzarlo anche qui”, s’è detto.

Chi s’aspettava di veder volare gli stracci tra la consigliera d’opposizione Claudia Buo e l’assessore Siragusa, dopo gli scontri nell’ultimo Consiglio comunale sulle variazioni al bilancio per i contributi all’affitto, sarà rimasto deluso.

L’aria da tavola rotonda tra amici, quasi da “quattro amici al bar”, s’è scaldata solo per gli scambi di battute tra Giovanni Scinica e Matteo Doria a proposito delle mascherine distribuite dal Comune nella prima ondata della pandemia Covid.

Giovanni Sinica, consigliere comunale

“Anche nella pandemia ci siamo sempre dati da fare, io e un altro assessore abbiamo chiamato le associazioni in Comune per andare a distribuirle alla città”, ha detto Scinica, preso dall’enfasi.

Stai dicendo il falso - l’ha richiamato Doria -, Chivasso è l’unica città che non ha consegnato mascherine ai suoi concittadini: l’ha fatto, ma erano quelle che le ha messo a disposizione la Regione Piemonte!”.

E basta, stai sempre lì a polemizzare su tutto”, ha ribattuto Scinica.

Oppure ancora per lo scambio di battute tra il consigliere comunale Enzo Falbo e la stessa Siragusa a proposito dell’efficienza del Ciss, non altissima negli ultimi anni secondo l’assessore di Claudio Castello.

Se il Comune di Chivasso non è in grado di gestire il Ciss detenendone il 33% di quote, chi lo deve fare…?”, ha ribattuto Falbo, per poi sentirsi rispondere, da Scinica e da Siragusa insieme: “Forse il comune di Chivasso dovrebbe staccarsi dal Consorzio….”. 

Ma era una battuta “da bar”, vero?

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