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Cavagnolo

La musica scorre nelle vene di padre in... figli

Dante Garimanno ha saputo trasmettere questa passione ai figli, Jacopo e Mattia. Che ora ne hanno fatto un mestiere...

Cavagnolo

Da sinistra Emanuele Bodo, Jacopo e Mattia Garimanno

Può una passione essere tramandata solo attraverso il DNA anziché l'insegnamento diretto? Ce lo siamo chiesto non appena abbiamo messo piede all'interno dei locali della scuola di musica di Cavagnolo. La scuola trova spazio nel complesso più ampio del negozio di strumenti musicali con sale registrazione comprese. Ad accoglierci i due fratelli Garimanno, Mattia il maggiore e Jacopo, con il padre Dante. Mattia e Jacopo sono i figli di quella passione per la musica che il padre è riuscito a coltivare per tutta la vita e a trasmettere ai ragazzi, senza l'intenzione di raggiungere questo scopo. 

Facciamo ordine, partendo da dove tutto ebbe inizio decenni fa.

Dante è un musicista, per la precisione un batterista, e lungo la sua carriera ha collaborato anche con nomi importanti del panorama musicale italiano. Tra la metà degli anni ottanta e la metà degli anni novanta, era il batterista di un gruppo che suonava una musica in voga in quegli anni, cioè la garage punk.

Avevo circa 12, forse 13 anni,” racconta Dante, emozionato ad affrontare questo inaspettato viaggio nel passato, “dove abitavo vi era una stalla semi abbandonata. Là dentro ho allestito la mia prima batteria. Una cosa avveniristica, come eravamo noi bambini di quegli anni. Un tubo di ferro fissato a una ringhiera, una coppa della ruota di una Fiat 600, due pezzi di legno per bacchette. Passavo le ore a pestare su quegli aggeggi, sprecavo energie e mi divertivo come un matto”.

Certo, Dante ha ragione quando dice che le generazioni passate avevano una capacità che oggi è andata perduta, cioè quella di inventarsi il gioco, il passatempo, in poche parole possedevano l’inventiva che li permetteva di sognare un qualcosa e di metterlo in pratica. Oggi abbiamo già tutto preconfezionato, e questo non stimola affatto la luce che alberga nelle nostre menti, ma stuzzica la noia della quale facilmente cadiamo preda.

La vita da musicista è una vita fatta di serate trascorse a suonare nei locali, alberghi, viaggi, settimane lontano da casa, pranzi e cene in ristorante, insomma, un bel sacrificarsi davvero. Dante trascorre 10 anni nella sua band The Sick Rose, dal titolo di una poesia di William Blake, girando in un lungo e in largo l'Italia e l'Europa.

Perché Dante Garimanno con la sua band, ne ha fatta di strada, nel vero senso della parola. Con il suo gruppo ha fatto tournée in molti paesi europei come Francia, Germania, Olanda e Austria, e ovviamente in molte città italiane, restando lontano da casa per lunghi periodi.

Un'esistenza che ti porta a tralasciare per strada diverse cose, una tra tutte, la famiglia; il progetto di farla, una famiglia e di vederla crescere, una famiglia. "Stando sempre in giro lontano da casa" con una punta di amarezza Dante racconta la normale constatazione della reale esistenza di un musicista, "si accantonato i sentimenti, e di conseguenza anche progetti per farsi una famiglia, una di quelle cose che alla lunga, pesa troppo al cuore, come un carico che con il passare del tempo, non si riesce più a trasportare. E andando in giro a fare concerti, o sei leggero o devi smettere".

Dante così decide di metterla su una famiglia. Lascia la musica e si mette a lavorare, nascono e crescono i due figli, e per una decina d’anni la musica viene messa in stand-by.

Dante non è il classico padre che spera che i figli seguano le sue orme, tutt'altro, tenendo a mente i suoi tanti sacrifici, non vorrebbe proprio che i suoi figli decidano di fare i musicisti. Così, a parte qualche piccolo tentativo maldestro e poco convincente verso Mattia, il più grande, lascia i due figli liberi di decidere il proprio futuro. 

Come spesso accade nella vita, le cose che capitano sono proprio ciò che non si era messo in conto. E così il piccolo Mattia si avvicina allo stesso strumento del padre Dante, la batteria.

Agli inizi degli anni 2000 Dante apre a Cavagnolo un negozio di strumenti musicali. Nella testa di Dante cresceva però l’idea di un progetto, quello di aprire una scuola di musica, e dare la possibilità ai ragazzi che avevano la passione della musica, di imparare a suonare uno strumento musicale, cosa che lui non ebbe.

Ironia della sorte, la scuola di musica, con tanto di sale di registrazione, si concretizza con i suoi due figli Mattia e Jacopo. Insieme a Emanuele Bodo fondano l’Associazione Gabo, scuola di musica cmp - centro musica per il Piemonte.

Non era proprio ciò che avrei voluto per loro, davvero lo dico. Credo che la mia passione i miei figli l'abbiano recepita in qualche modo, senza che io li spingessi e si siano ritrovati a lavorare con e per la musica.”

Jacopo e Mattia Garimanno in studio di registrazione

Ci confida Dante, un po' sorridente e un po' critico. Dante è un uomo sorridente, lo si capisce dai suoi occhi che la sua vita è stata piena di soddisfazioni e di dolore, di rinunce e cambi di direzione, di progetti ultimati e alcuni abbandonati. È così, chi sorride lo sa bene che la vita va affrontata con fiducia, e il sorriso di Dante spiega proprio la sua fiducia che non è mai venuta meno. Il sorriso di un uomo apre uno squarcio negli occhi di chi lo guarda, un po' come la luce dell'aurora squarcia il buio della notte, illuminando il cielo.

Così Mattia, insieme a un suo amico di liceo con il quale suonava da ragazzo, circa 15 anni fa apre la scuola di musica. 

"In questa location abbiamo trovato lo spazio adeguato per fare più cose, come sale registrazione, negozio di strumenti musicali e la scuola di musica, che era il nostro progetto base".

La voce di Mattia ha un ritmo calmo, pacato, come chi ha davvero realizzato un piccolo sogno e se lo vuole tenere stretto, senza esuberanze né salti di gioia. Ma gli occhi degli uomini parlano, e quelli di Mattia si illuminano, ogni volta che girando, abbracciano i locali del negozio, come una madre che guarda fiera i suoi figli. 

Oggi la scuola di musica dei Garimanno ha anche una sede distaccata a Caluso, capace di inglobare i tanti ragazzi di quel territorio con la passione per la musica e un particolare strumento musicale. Perché oltre il conservatorio, scuola tecnica dedicata a chi della musica ne vorrà fare il suo lavoro, in Italia non c'è una scuola riconosciuta per insegnare musica, ma le varie scuole di musica danno la possibilità a chi la passione ce l'ha senza la velleità di dover diventare un musicista a tutti gli effetti, rimanendo a un livello amatoriale.

Alla scuola di musica dei Garimanno si insegna anche pianoforte

La scuola di musica dei Garimanno è rivolta a persone di tutte le età, dai 12 anni ai 70.

"Ovviamente" ci spiega Mattia, "i corsi dedicati ai ragazzi che vogliono prendere un po' più sul serio la musica, sono corsi accademici, suddivisi in più livelli. Abbiamo anche una parte propedeutica di avvicinamento alla musica, strutturata per i bambini della scuola primaria. Ci rimane un bellissimo progetto ancora da attuare, cioè la musicoterapia, per le grandi difficoltà che ci sono nel reperire operatori e insegnanti. Ma noi non molliamo, e stiamo cercando di realizzare anche questa bella idea".

Nella scuola si seguono corsi di batteria, chitarra, pianoforte, basso, canto, musica d'insieme, veri e propri momenti di aggregazione, propedeutica musicale, violino, solfeggio, coro gospel. 

Lo studio di registrazione è specializzato in rock progressivo italiano, e all'interno hanno registrato tra gli altri, band come gli Area, gli Arte e Mestièri, Le Orme. 

Spostandoci lungo il corridoio, da una porta semiaperta si intravede una ragazza intenta a suonare il pianoforte con al suo fianco il maestro che osserva le mani muoversi sui tasti, e assorto ad ascoltare il suono che da quei tasti ne scaturisce.

La musica è un linguaggio universale, capace di farsi capire a tutte le latitudini.

È ciò che lega tutti gli uomini ai loro sogni, il mezzo attraverso il quale l'uomo tenta di sconfiggere la caducità della propria vita, provando a divenire eterno e immortale.

 

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