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Chivasso

“Pecco era un alunno solare, non era mai sopra le righe”

Francesco Bagnaia nei ricordi della maestra Raffaella Bellone dell'elementare "Mazzucchelli"

Chivasso

Pecco in classe, nel cerchio rosso

A sfogliare oggi le foto di scuola si capiva già quello che era il suo carattere. Francesco Bagnaia era già un ragazzino determinato. Ma che sapeva stare un passo indietro. La sua maestra della scuola primaria Mazzucchelli, Raffaella Bellone, racconta gli aneddoti di quando il pilota frequentava la seconda elementare. “Un giorno in classe mi disse: Sai maestra, il mio sogno sarebbe quello di entrare a far parte della squadra di Valentino Rossi”. Una frase che oggi mi ritornata in mente. E io gli risposi: “Beh, te lo auguro”.

Francesco Pecco Bagnaia nel cerchio rosso, a scuola

Ora, eccolo qua. Un predestinato, insomma. Una frase che fa capire come l’alfiere della Ducati manifestasse già in età scolastica la sua determinazione che gli ha permesso di arrivare sul tetto del mondo.

Ma veniva a scuola con le mini moto?

No, questo mai. Però si intuiva già quella che era la sua passione”. Ma che alunno era Pecco Bagnaia? “Era vivace, ma nel senso positivo del termine. Era un ragazzino molto simpatico, solare e socievole. Aveva un buon rapporto con la scuola. Era un ragazzo mai sopra le righe. Ricordo che correva già con le mini moto, ma non ne faceva un vanto e quella che era una passione non ha certo influito nel rendimento”.

E la maestra confessa: “Vuole che le dica la verità, quella era una bella classe dal punto di vista dell’intelligenza e della capacità di apprendimento”. La maestra Bellone ricorda come Pecco Bagnaia avesse un buon livello scolastico. Era la sua insegnante di italiano, ma ricorda come fosse decisamente più bravo in matematica e più portato per le materie scientifiche. E il motociclismo è proprio uno sport che si basa sul calcolo. Quando sei in pista devi anche saper ragionare in base al comportamento dei tuoi avversari. E se oggi il campione del mondo riesce a stare più in equilibrio di altri su una moto, probabilmente lo deve molto a questa sua facilità nell’apprendere meglio i calcoli. Alla maestra piace poi raccontare della recita in terza elementare al PalaLancia di Chivasso: “Avevamo interpretato la storia del Re Leone. Ricordo che nessuno volle impersonarlo. Allora lui alzò la mano e mi disse: maestra lo faccio io. Non le dico la paura che avevo potesse farsi male. Perché nella scena finale il Re Leone viene sollevato in aria. All’epoca correva già a livello agonistico come le mini moto”.

Per la maestra Bellone il desiderio di Pecco di voler correre per Valentino Rossi, oggi, è una sorta di slogan positivo per i giovani perché: “Basta credere nei propri sogni e magari un giorno si realizzeranno. Ma sempre nel rispetto del prossimo come ha sempre fatto Francesco”.

Per impegni personali, domenica, la maestra non era in piazza a Chivasso a tifare. Ma siamo certi che si sia fatta raccontare la gara del suo allievo.

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