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SAN BENIGNO. Biometano, il Comitato “Mai sulla nostra testa” ha chiesto un’audizione alla V Commissione Regionale

SAN BENIGNO. Biometano,  il Comitato “Mai  sulla nostra testa” ha chiesto  un’audizione alla  V Commissione Regionale

Il comitato “Mai sulla nostra testa” contro il progetto per la realizzazione di un impianto di biometano

Nei giorni scorsi, in attesa del parere definitivo di Città Metropolitana sul progetto per la realizzazione di un impianto di biometano a San Benigno, gli esponenti del Comitato “Mai sulla nostra testa” hanno deciso di prendere carta e penna e scrivere alla V Commissione Regionale - Tutela dell’ambiente e impatto ambientale, risorse idriche, inquinamento, scarichi industriali e smaltimento rifiuti, sistemazione idrogeologica, protezione civile, parchi ed aree protette - per chiedere un’audizione. 

«Il “Comitato Mai Sulla Nostra Testa” chiede che una sua piccola delegazione possa essere da voi ricevuta al fine di potervi esporre le preoccupazioni e le ansie manifestate da vostri elettori soprattutto dei Comuni di San Benigno Canavese e di Volpiano che esso  rappresenta - hanno scritto i referenti del Comitato -. Siamo infatti  coinvolti in un progetto che chiede di poter installare sul loro territorio un medio impianto per la produzione di metano da Forsu con tutte le ben note problematiche da ciò derivanti. La collocazione è prevista su terreno a destinazione industriale però a brevissima distanza da luoghi residenziali, ennesimo episodio all’interno di una situazione di proliferazione non programmata di impianti di tal genere.

La questione  dell’energia è strategica, quella del trattamento rifiuti è indispensabile. Gli impianti ad essi collegati vanno però ad impattare pesantemente sui territori con forti conseguenze negative per la qualità della vita e la salute degli abitanti nonché su agricoltura e paesaggio, elementi fondamentali del nostro Paese e della nostra Regione».

Il Comitato conosce la prassi per il rilascio delle autorizzazioni: sa che è di competenza della Città Metropolitana e non della Regione.  «Ma abbiamo saputo che di recente la Regione ha messo  in programma un ordine del giorno in merito a linee guida  per la creazione di impianti di recupero - ha proseguito il Comitato -.  Dallo Statuto della regione Piemonte si evince anche  che la Regione ha a cuore la salute dei suoi abitanti e la tutela del suo territorio. Le persone che il Comitato rappresenta hanno chiesto di esporre a voi direttamente le loro profonde preoccupazioni, consapevoli che solo il contatto diretto può rinsaldare la relazione tra Amministratori ed Amministrati, dando a questi ultimi la reale sensazione di poter esporre le proprie ragioni a chi li rappresenta ed amministra. Una Regione che ascolta attraverso una interlocuzione diretta può rinsaldare il valore della rappresentanza e abbattere quelle barriere che oramai troppo sovente allontanano  i cittadini dalla Politica e dalle Amministrazioni, con grave danno per  valori quali  il Senso Civico e le Istituzioni».

Già il Comitato di Caluso/Chivasso  “Io mi rifiuto” ha avuto l’ascolto della Regione in merito ad una problematica “gemella” «Anche per questo - hanno concluso - confidiamo nell’accettazione di questa richiesta».

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