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SETTIMO. La mozione di sfiducia contro Rivoira è “inammissibile”

SETTIMO. La mozione di sfiducia contro Rivoira è “inammissibile”

Luca Rivoira

La “mozione di sfiducia” contro l’assessore al bilancio, Luca Rivoira, non si discuterà. L’altolà è arrivato lunedì pomeriggio, durante la capigruppo: la mozione è inammissibile, questo il responso della segretaria comunale.  Un documento pensato dalle consigliere Rosa Catenaccio (Insieme per Settimo) e Elena Ruzza (Sinistra Civica) per mettere, nero su bianco, tutte le presunte mancanze dell’esponente della giunta della sindaca, Elena Piastra.  Ed è proprio il segretario di Insieme per Settimo, Antonino Pultrone, a puntare il dito contro la maggioranz dopo la comunicazione arrivata lunedì. “Ci stupisce - attaccano Pultrone e Catenaccio - che non si possa neanche discutere anche perchè, in altri comuni, i consiglieri hanno fatto “mozioni di sfiducia”, la cosa curiosa è che qui non se ne puo’ neanche parlare in consiglio. È logico, certo, che i consiglieri non possono sfiduciare gli assessori ma almeno potevano essere discusse le ragioni di questo documento”. Ma non è tutto, le due civiche sono pronte a fare ricorso a Luciana Lamorgese per far valere le loro ragioni  “Abbiamo chiesto - continua Pultrone - che la segretaria ci dia il parere scritto e poi chiederemo al Ministro dell’Interno e al Prefetto se il parere della segretaria è legittimo oppure no, anche perché ha già sbagliato una volta. Forse la discussione è stata “impedita” per non mettere a disagio il  l’assessore Rivoira”. Durissima, sul tema, la replica della Sindaca, Elena Piastra. “Dicono - commenta - di voler discutere in consiglio il “comportamento” dell’assessore Rivoira, come nella commissione centrale di controllo di comunista memoria... la fiducia agli assessori è data dal Sindaco, tutta questa vicenda è solo l’ennesima strumentalizzazione in assenza di argomenti di cui discutere”. Il documento della discordia, scritto da Ruzza e Catenaccio, metteva in fila tutti gli errori, a detta loro, dell’assessore Rivoira. Si parte dalla “conferma in tutte le variazioni al bilancio dell’obiettivo di riduzione del debito del Comune” in totale controtendenza, scrivono le die capogruppo, con gli indirizzi che si stanno vedendo a livello nazionale ed europeo. Punto focale della mozione, poi, era, senz’altro, la tassa rifiuti. “La Tari del 2020 - scrivono Ruzza e Catenaccio - poteva essere un’occasione per ridurre l’impatto economico sulle famiglie penalizzate da una tassa che risulta essere più alta rispetto a quella applicata dal Comune di Torino ed in altri Consorzi di bacino rifiuti, essendosi l’Amministrazione di Settimo fattasi carico in questi anni delle condizioni critiche di Seta e del Consorzio di Bacino 16”. Invece, continuano, c’è stata la“decisione politica, su impulso dell’assessore Rivoira, di effettuare un riequilibrio tra le tariffe applicate tra domestiche e non domestiche favorendo queste ultime, con l’effetto di un aumento della Tari per circa il 30% delle famiglie”. Per non parlare, infine, delle code, in città, proprio per colpa dei bollettini Tari mandati ai primi di dicembre. “Gli effetti di tale disorganizzazione - attaccano ancora - hanno comportato che presso gli sportelli degli uffici postali e delle banche, già di per se in difficoltà per il pagamento di pensioni e di attività tipiche del mese di dicembre, code e assembramenti incompatibili con l’emergenza COVID 19”. L’ultima critica, infine, riguarda il bilancio partecipativo. “Gli esiti del progetto, - commentando - nonostante l’enfatizzazione risultano essere deludenti, la partecipazione popolare alla scelta del progetto risulta esser stata di 764 persone, e i costi sostenuti dall’Amministrazione per garantire il voto on line risultano essere di euro 9.150 pari a circa 12 euro per ogni voto espresso”.  Per tutte queste ragioni, la richiesta di parte della minoranza è chiara: “Il contributo amministrativo dell’Assessore Rivoira non solo risulta essere inadeguato al particolare momento di difficoltà sociale che la cittadinanza sta attraversando a seguito della pandemia, ma rischia di essere, a causa di un atteggiamento dirigistico ed economicistico, negativamente condizionatorio nei confronti dell’attività della sindaca e della Giunta”. Per questo, Ruzza e Catenaccio, chiedono alla Sindaca di revocare le deleghe al Bilancio all’assessore Rivoira, piuttosto, scrivono, se proprio deve restare in giunta: “torni ad occuparsi di sport e politiche giovanili”. La mozione, però, come detto, non sarà discussa nel consiglio di giovedì.
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