Intorno alle 18 di domenica il sindaco Stefano Sertoli, berretto frigio in testa, s’è preso coraggio, ha riunito gli aranceri e ha dato la “notizia” che ormai stava circolando da più di un paio d’ore sui telefonini del popolo in battaglia, non foss’altro che il Governatore della Regione Alberto Cirio s’era già sbilanciato su tutti i media: “Carnevali sospesi causa Coronavirus”. Ma anche scuole chiuse, biblioteche chiuse, teatri chiusi. Tutto chiuso.
“E’ da sabato, intorno alle 17 che siamo in contatto con tutte le autorità proposte (Prefettura, Regione, Protezione civile e Asl) - ha sottolineato Sertoli in conferenza stampa- Mi avevano anche chiamato in Prefettura e poi l’incontro è saltato. Per l’uscita della Mugnaia ci avevano dato il via libera, salvo possibili contrordini che fossero arrivati da Roma, contrordini che non sono arrivati motivo per cui la serata si è svolta regolarmente. Solo intorno a domenica a mezzogiorno sono cominciate a circolare notizie informali secondo cui si sarebbero potute annullare tutte le manifestazioni...”.
Da qui l’ordinanza e la fine del Carnevale di Ivrea, con un’unica giornata di battaglia.
Un anno bisesto in tutto i sensi.
Piangevano tutti domenica scorsa in Municipio e la vezzosa mugnaia, giunta a fine manifestazione, più di altri. Perchè non c’è dubbio che sia lei ad aver pagato più di tutti un tributo altissimo. E non è bastato lo scarlo improvvisato dagli Ufficiali. E non basteranno le parole.
“Chi in questi due giorni ha incrociato anche solo per pochi istanti il suo sorriso e i suoi occhi carichi di amore verso la città ha potuto cogliere la straordinaria forza e il coraggio di Paola - ha poi scritto la Fondazione - L’energia trasmessa durante l’uscita di sabato sera, la passione coinvolgente della sua prima uscita a piedi, ma soprattutto l’estrema dignità e la forza con cui nella giornata di domenica ha sfilato per la città, quando già circolavano voci su una chiusura anticipata della manifestazione, hanno permesso a tutto il popolo eporediese di ammirare le virtù di una donna che ha dimostrato di personificare in modo impeccabile la nostra Violetta...”.
Nella Storia
E’ la terza volta che il Carnevale viene sospeso. La prima, nel 1824, per la more del Re Vittorio Emanuele I.
La seconda, esattamente 60 anni fa, quando nel bel mezzo della festa, arrivò la notizia della morte di Adriano Olivetti e la città si vestì a lutto. In lacrime anche la Mugnaia Romana Bonfiglioli Bartolini, il Generale Ermanno Ozino e il sostituto Mario Piatti.
Il Carnevale infine non si è celebrato durante la prima (1916/1918) e la seconda guerra mondiale (1941/1956), in occasione della Guerra d’Africa (1936), per la crisi economica del 1920 e nel 1918 causa un evento cinematografico a Torino.
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