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IVREA. Quale futuro per l’ex nido Olivetti? Cafarelli l’agnostico, non lo sa!

IVREA. Quale futuro per l’ex nido Olivetti? Cafarelli l’agnostico, non lo sa!

VIA JERVIS

Tutti felici come delle pasque (eppure siamo a Natale) per il contributo regionale di 780 mila euro da utilizzare per la risistemazione dell’ex asilo. I dubbi nascono però sul suo futuro. E se l’Amministrazione comunale continua a pensare di utilizzarlo ancora come asilo c’è chi preferirebbe fosse allestito proprio qui, in un ex edificio olivettiano, il visito center dell’Unesco. “Sono contento anche io per questi soldi - ha rimarcato l’altra sera in consiglio Andrea Benedino del Pd -  ma contesto l’impostazione. L’asilo è la posizione ideale per allestire una mostra multimediale ma se mi si dice che lo si vuole utilizzare ancora come asilo, evidenzio qualche contraddizione. Invito a un supplemento di ragionamento...” S’ aggiunge la polemica - che è un po’ di tutta l’opposizione -  sugli scarsi stanziamenti previsti in bilancio proprio per promuovere la città dell’Unesco e il turismo in generale.  Benedino elenca il Maam (in condizioni pessime) che necessiterebbe di un forte restyling. S’aggiunge la “Via Francigena” con l’appunto che dopo tutto il lavoro portato avanti dalla precedente amministrazione per sedere nel cda dell’Associazione delle vie Francigene, il sindaco Sertoli (stupidamente) s’è fatto scippare la sedia da Santhià... “Io credo si tratti di un errore imperdonabile. - ha stigmatizzato l’ex assessore alla cultura  - La via Francigena potrebbe presto diventare patrimonio dell’Umanità. Nel tratto tra Vercelli e Carema ci sono ben 27 beni che potrebbero farne parte e tra questi pure il nostro centro storico....” Gli fa eco il capogruppo Maurizio Perinetti. “Noi abbiamo bisogno di essere un po’ più robusti nel ricercare un’azione sull’Unesco - ha commentato - Siamo in ritardo ed è un ritardo colpevole. E’ passato un anno e mezzo dal riconoscimento e ancora non sappiamo chi deve gestire e chi deve partecipare...”. E poi, sempre Perinetti, sul Visitor center. “Sarà anche prestigioso ma abbiate pazienza, dobbiamo dare un senso forte. Ci va un bel percorso museale. All’ex asilo c’è quello spazio che alla segreteria del pino non si trova...”. Arrabbiato, deluso, costernato pure il grillino Massimo Fresc. Perchè? Perchè ha scoperto che c’è già un’idea sull’Ente che dovrà gestire il patrimonio Unesco e pure una bozza di statuto nella mani di alcuni funzionari regionali. “Il consiglio non è stato coinvolto - ha stigmatizzato - Queste premesse non sono affatto buone. Andiamoci cauti su una ennesima Fondazione che potrebbe dare luogo a tutte le contraddizioni già evidenziatesi con la Guelpa. Spero di sbagliarmi...”. Ha messo le mani avanti l’assessore Michele Cafarelli. “Il visitor center nasce lì, vicino al salone 2000 e al museo tecnologicamente perchè così si è scritto nel piano di gestione. Sull’ex asilo mantengo un atteggiamento agnostico. Per principio non dico che lì deve rimanere per forza l’asilo.  Spenderemo due milioni e 200 mila euro per la parte architettonica. Non abbiamo idea di quanto ci vorrà per la parte strutturale ...”. Michele l’agnostico “Capitan Fracassa” alias Alessandro Giglio Vigna, il “fantasmino da Crescentino” per  Giuliano Balzola. E poi gli “Arrabbiati”, il “tonno”, il “trasformista”, la “senatora”, lo “spilungone”, l’ancella della senatora eccetera, eccetera. Ci mancava una definizione per l’assessore Michele Cafarelli e ce l’ha servita lui stesso su un piatto d’argento, durante l’ultimo consiglio comunale.  “Sono agnostico...” ha sottolineato, quasi a farsi un complimento. Bene!  “Michele l’agnostico”, allora. Si dice di uno che sospende il giudizio rispetto a un problema, poiché non ne ha, o non ne ne può avere, sufficiente conoscenza. In senso stretto è l’astensione dal giudizio su Dio, i santi e la Madonna ma può anche riguardare l’etica, la politica o la società.
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