Dopo 58 giorni in terapia intensiva, Elsa ce l’ha fatta. La studentessa di 15 anni di Biella, rimasta gravemente ferita nel rogo del 31 dicembre a Crans-Montana, è ufficialmente fuori pericolo. Ricoverata al Centro grandi ustionati del Cto di Torino, è stata trasferita all’ospedale infantile Regina Margherita, dove proseguirà il suo percorso di recupero.
Un passaggio carico di emozione: quando ha saputo del trasferimento, la ragazza non è riuscita a trattenere le lacrime. In questi mesi, medici e sanitari erano diventati per lei una seconda famiglia.
Arrivata a Torino il 26 febbraio da Zurigo in elicottero, Elsa presentava ustioni sul 55% del corpo. Ora dovrà affrontare alcune settimane di demedicalizzazione prima del ritorno a casa.

A spiegare la portata del percorso è il direttore del Centro grandi ustionati, Massimo Navissano: «Da quando è arrivata abbiamo dovuto affrontare delle complicanze veramente drammatiche e ne siamo usciti grazie al lavoro di tutti e questa è la forza di un centro come il nostro». E aggiunge: «Siamo contenti di poter dire che la fase acuta, la fase a rischio della vita è superata, e adesso inizia la fase degli esiti. Abbiamo deciso di trasferire Elsa in una struttura pediatrica prima del rientro a casa come passaggio intermedio, perché sia più dolce e meno drammatico il passare da una terapia intensiva e sub-intensiva alla casa».
Accanto a lei, sempre, i genitori Lorenzo e Isabella, visibilmente commossi. Il padre racconta: «È stato un percorso molto difficile: non lo avremmo potuto superare senza l'aiuto di medici, infermieri e oss che ci hanno accompagnati passo per passo nelle nostre paure. Abbiamo lavorato come un team, ora per noi è come lasciare una famiglia. Andiamo verso un'altra destinazione ma siamo stati rassicurati su come verrà seguita Elsa».
Nonostante tutto, la ragazza non ha mai smesso di guardare avanti. Da marzo ha ripreso a seguire le lezioni a distanza per non perdere l’anno scolastico. La madre racconta la sua forza: «Ora sta bene: ovviamente ha momenti di fragilità ma ha le risorse di una ragazza di 15 anni, ha voglia di riprendere la sua vita, di vedere i suoi amici».
Soddisfazione anche da parte delle istituzioni. L’assessore alla Sanità del Piemonte Federico Riboldi si è detto «molto felice dei progressi che ha fatto la ragazza e di come l'equipe ha gestito il caso», ricordando che «ci sono stati momenti molto critici». Il direttore generale della Città della Salute di Torino, Livio Tranchida, ha parlato di «tappa importante di un percorso che va avanti, e che andrà avanti anche grazie a un'altra eccellenza piemontese». Anche il direttore sanitario Lorenzo Angelone ha sottolineato: «ero fiducioso con la mamma di Elsa ne abbiamo parlato diverse volte, e effettivamente adesso i risultati si sono ottenuti».
Dopo settimane sospese tra paura e speranza, per Elsa inizia ora una nuova fase. Più lenta, più delicata, ma finalmente lontana dal pericolo.