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Cronaca
24 Aprile 2026 - 16:06
Rissa tra ragazzini under 14, padre invade il campo e colpisce un minore: Daspo confermato (foto di repertorio)
Una partita di calcio giovanile trasformata in una scena di violenza tra adulti. E una decisione che ora diventa definitiva. Il Tar del Piemonte ha confermato il Daspo di due anni nei confronti del padre di un giovane calciatore protagonista di una rissa avvenuta il 31 agosto 2025 a Collegno, al termine di una partita under 14 tra Carmagnola Queencar e Volpiano Pianese.
Secondo quanto ricostruito, tutto è iniziato con uno scontro in campo tra due ragazzi. Il figlio dell’uomo, giocatore del Carmagnola, era finito a terra durante una colluttazione con un avversario, subendo calci e pugni. A quel punto il padre, dagli spalti, ha scavalcato la recinzione ed è entrato in campo.
Ma invece di soccorrere il figlio, si è diretto verso il giovane avversario, che nel frattempo si stava allontanando, colpendolo alla testa e alla schiena. Da lì, in pochi secondi, la situazione è degenerata ulteriormente: è intervenuto anche il padre del ragazzo del Volpiano e tra i due adulti è scoppiata una rissa durata una quindicina di secondi, fino all’intervento dei presenti.
La Questura di Torino aveva disposto per il primo uomo un Daspo di due anni, misura ora confermata dal tribunale amministrativo. Il ricorso presentato dalla difesa, che aveva invocato la causa di non punibilità del “legittimo soccorso”, è stato respinto.
Determinante, nella decisione dei giudici, il video dell’accaduto. Le immagini mostrano che la colluttazione tra i due ragazzi era già terminata, anche se da pochi istanti, e che l’uomo non si è avvicinato al figlio per verificarne le condizioni, ma si è diretto direttamente contro l’altro minorenne.
«Va ribadito che si è scagliato con violenza evidente contro un giocatore appartenente alla categoria Under 14, ossia un ragazzo di età compresa fra i 13 e i 14 anni», si legge nella sentenza del Tar.
Anche per l’altro adulto coinvolto, dirigente del Volpiano, era stato disposto un Daspo di un anno, mentre la giustizia sportiva aveva già inflitto una squalifica, conclusa nelle scorse settimane.
Una vicenda che riaccende i riflettori sul tema della violenza nello sport giovanile, dove episodi di questo tipo rischiano di compromettere il valore educativo dell’attività sportiva e il clima intorno alle partite dei più piccoli.

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