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Cronaca
23 Aprile 2026 - 17:14
Maxi traffico di droga nel Nord-Ovest: 21 misure cautelari, ramificazioni anche nel Vercellese (immagine di repertorio)
Una rete strutturata, capace di muoversi tra più regioni e con basi operative anche nel Vercellese. È questo il quadro emerso dall’operazione “Back door” condotta dai Carabinieri di Novara, che ha portato all’esecuzione di 21 misure cautelari nell’ambito di un’indagine sul traffico di droga nel Nord-Ovest.
Dalle prime ore del mattino, i militari hanno operato tra le province di Novara, Varese, Imperia e Vercelli, colpendo un’organizzazione accusata, a vario titolo, di detenzione e traffico illecito di sostanze stupefacenti – cocaina, hashish e marijuana – oltre che di estorsione e falsità in atti destinati all’autorità giudiziaria.
L’indagine, coordinata dalla Procura di Novara e sviluppata dal nucleo investigativo del comando provinciale dell’Arma tra gennaio e luglio 2025, ha ricostruito un sistema articolato, con il cuore dell’attività nel Novarese ma con diramazioni ben radicate anche in altri territori.
Tra questi emerge anche il Vercellese, inserito nella rete come area di espansione e supporto alle attività di traffico e distribuzione. Un territorio che, secondo quanto ricostruito, rientrava nel raggio d’azione del gruppo insieme ad altre zone strategiche del Nord-Ovest, tra cui il Saronnese, Milano e la Liguria.
Il provvedimento cautelare, emesso dal gip del tribunale di Novara, prevede quattro custodie in carcere, quattro arresti domiciliari e tredici misure tra obbligo di dimora e obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.
Al vertice dell’organizzazione ci sarebbe un cinquantenne novarese, ritenuto dagli investigatori il principale organizzatore dell’acquisto di ingenti quantitativi di droga, forniti anche da soggetti di alto livello e di origine straniera. Da qui, le sostanze venivano distribuite sul territorio attraverso una rete consolidata.
L’inchiesta ha fatto emergere anche un sistema di pressioni e intimidazioni legate ai debiti accumulati per forniture non pagate. Uno dei principali fornitori avrebbe infatti esercitato minacce di morte e violente ritorsioni, arrivando a colpire anche i familiari dei debitori, nel tentativo di recuperare le somme.
Un elemento che evidenzia il livello di pericolosità del gruppo e la capacità di controllo esercitata sul territorio, anche attraverso la violenza.
L’operazione “Back door” si inserisce nel più ampio lavoro di contrasto al narcotraffico, confermando la presenza di reti organizzate che operano su scala interregionale e che trovano punti di appoggio anche nel Vercellese.

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