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Cronaca

Spaccio nei boschi a due passi dalla città: arrestato un 31enne a Biella

Postazione stabile nascosta nella boscaglia di Strada della Nera: continuo viavai di clienti. Trovati 70 grammi di cocaina

Spaccio nei boschi a due passi dalla città

Spaccio nei boschi a due passi dalla città: arrestato un 31enne a Biella

Una postazione di spaccio nascosta tra gli alberi, ma a pochi passi dalle abitazioni.

È quanto hanno scoperto i Carabinieri a Biella, al termine di un’attività di osservazione condotta nei primi giorni di aprile nella zona boschiva di Strada della Nera, un’area frequentata abitualmente anche da residenti.

L’indagine è partita da alcune segnalazioni e si è sviluppata attraverso una serie di appostamenti. I militari hanno monitorato la zona per giorni, fino a individuare un punto preciso all’interno della boscaglia dove era stata allestita una vera e propria base operativa.

Non si trattava di un’attività occasionale.

Secondo quanto ricostruito, la postazione era stabile e ben organizzata. I Carabinieri hanno documentato un continuo viavai di acquirenti, che raggiungevano l’area sia in auto sia in bicicletta. Gli incontri avvenivano rapidamente: consegna di piccoli involucri e scambio di denaro, poi l’allontanamento.

Il momento decisivo è arrivato il 14 aprile, quando i militari sono intervenuti circondando la zona. Dopo aver osservato ulteriori cessioni di sostanza stupefacente, hanno bloccato il sospettato.

Si tratta di un 31enne, pregiudicato e senza fissa dimora, trovato in possesso di circa 70 grammi di cocaina.

L’uomo è stato arrestato.

Nel corso dell’udienza, il pubblico ministero aveva richiesto la custodia cautelare in carcere, ma la difesa ha ottenuto una misura meno restrittiva: per il 31enne è stato disposto il divieto di dimora nel Biellese.

L’operazione riporta l’attenzione su un fenomeno già noto nel territorio.

Lo spaccio nei boschi non è nuovo nella provincia di Biella. A fine ottobre 2025, i Carabinieri avevano smantellato una piazza di spaccio strutturata, con diverse basi operative nelle aree boschive.

In quel caso, però, le attività erano concentrate in zone più isolate e periferiche.

L’elemento che emerge dall’ultimo intervento è diverso: la presenza dello spaccio a ridosso del centro abitato, in un’area facilmente accessibile e frequentata.

Un dato che modifica la percezione del fenomeno e che indica un possibile cambiamento nelle modalità operative, con una maggiore prossimità ai contesti urbani.

Le indagini proseguono per chiarire eventuali collegamenti e verificare la presenza di altre basi attive sul territorio.

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