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Cronaca
10 Marzo 2026 - 10:03
Ospedale di Settimo
Ricoverato in ospedale dopo essersi lanciato dal balcone di un’abitazione a Torino, nascondeva nella sua stanza un vero e proprio “magazzino” di droghe sintetiche dal valore di quasi centomila euro. Per questo un cittadino somalo di 31 anni, senza fissa dimora e già noto alle forze dell’ordine, è stato arrestato dai carabinieri con l’accusa di detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio.
L’uomo si trovava da alcuni giorni ricoverato all’ospedale civico di Settimo Torinese quando il personale sanitario ha iniziato a sospettare qualcosa. Il 31enne, infatti, veniva visto spesso aggirarsi nei corridoi in evidente stato confusionale, barcollando e mostrando comportamenti compatibili con l’assunzione di droga. Da qui la segnalazione ai carabinieri.

I militari dell’Arma, intervenuti nella struttura, hanno deciso di controllare la stanza e l’armadietto a disposizione del paziente. Ed è proprio lì che è saltata fuori la sorpresa: all’interno sono stati trovati circa 150 grammi di anfetamine, un sacchetto con quasi tremila “francobolli” di Lsd da 200 microgrammi ciascuno — disposti su sei fogli di carta assorbente — e un involucro termosaldato con alcuni grammi di cocaina.
Secondo gli investigatori il valore complessivo dello stupefacente sequestrato sfiora i 100 mila euro.
Il 31enne era arrivato in ospedale dopo un episodio avvenuto a Torino: sotto l’effetto di allucinogeni si era lanciato dal balcone di un’abitazione, precipitando per circa cinque metri nel vuoto. Nonostante la caduta era sopravvissuto ed era stato trasportato nella struttura sanitaria di Settimo per le cure del caso.
Durante l’intervento dei carabinieri l’uomo ha ammesso di aver assunto cocaina. Successivamente è stato trasferito all’ospedale San Giovanni Bosco, dove per lui è scattato l’arresto.
Le indagini, coordinate dalla procura di Ivrea, proseguono per chiarire l’origine della droga e ricostruire il possibile giro di spaccio. Gli inquirenti sospettano che lo stupefacente fosse destinato alla vendita al dettaglio e non escludono che, nei giorni di ricovero, il 31enne possa aver incontrato acquirenti nei pressi dell’ospedale, dove veniva spesso notato aggirarsi all’esterno della struttura.
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