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Cronaca

Don Mario Viano si dimette dopo la perquisizione: indagine in corso per droga e animali

Il parroco di Bosconero lascia subito dopo il controllo dei forestali: indagine aperta tra animali e droga, garantita la continuità pastorale

Bosconero

Bosconero, parroco si dimette dopo la perquisizione: indagine in corso

La spiegazione ufficiale, attesa per giorni, è arrivata e mette ordine in una vicenda che aveva lasciato spazio a interrogativi e ricostruzioni parziali. Don Mario Viano, parroco di Bosconero e San Benigno Canavese, si è dimesso immediatamente dopo la perquisizione effettuata dai carabinieri forestali nella canonica lo scorso 12 marzo. A comunicarlo è stata la diocesi di Ivrea, attraverso il settimanale “Il Risveglio Popolare”, chiarendo in modo netto i passaggi successivi a quel controllo che ha dato origine a un’indagine della Procura eporediese.

«In seguito a una perquisizione dei Carabinieri Forestali nella canonica di Bosconero del 12 marzo scorso – si legge nella nota – il parroco don Mario Viano ha immediatamente rassegnato le dimissioni nelle mani del vescovo di Ivrea monsignor Daniele Salera, il quale le ha accettate». Una decisione che segna un punto di svolta sul piano ecclesiastico, arrivata in tempi rapidissimi rispetto ai fatti, e che spiega anche l’improvvisa assenza del sacerdote dalle comunità locali a partire dalla metà di marzo.

Don Viano, 39 anni, ordinato nel 2017 e figura nota anche per il ruolo di abate dell’abbazia di Fruttuaria a San Benigno, è attualmente indagato dalla Procura di Ivrea. Gli accertamenti sono affidati ai carabinieri forestali e riguardano quanto emerso durante la perquisizione: la presenza di numerosi animali all’interno della canonica e il ritrovamento di circa 200 grammi di marijuana. Elementi che hanno aperto un’indagine complessa, su cui al momento vige il massimo riserbo.

La diocesi ha scelto una linea di assoluta prudenza. «Da quel momento è scattato per don Viano, di comune accordo con la diocesi, un periodo di ritiro e silenzio», si legge ancora nella comunicazione ufficiale. Una decisione condivisa, motivata dalla necessità di rispettare le indagini preliminari, tuttora coperte dal segreto investigativo previsto dalla legge. Nessuna dichiarazione nel merito dei fatti contestati, nessuna anticipazione su eventuali responsabilità: tutto viene rimandato agli esiti dell’inchiesta coordinata dalla Procura.

La vicenda, tuttavia, non riguarda solo il piano giudiziario. Le dimissioni del parroco hanno avuto effetti immediati sull’organizzazione delle due comunità coinvolte, Bosconero e San Benigno, rimaste improvvisamente senza la loro guida spirituale. Per questo la diocesi ha agito rapidamente anche sul fronte pastorale, nominando un sostituto e garantendo la continuità delle attività religiose.

«La parrocchia di Bosconero, così come l’abbazia di Fruttuaria, non sono state private dell’abituale cura pastorale», precisa la nota. Il vescovo Salera ha infatti affidato l’incarico di amministratore parrocchiale a don Gianmario Cuffia, cancelliere vescovile e prevosto di Foglizzo. A supportarlo, un gruppo di sacerdoti della diocesi e la comunità salesiana di San Benigno, chiamati a coprire le esigenze liturgiche e pastorali del territorio.

Un passaggio fondamentale, soprattutto in un periodo particolarmente delicato come quello della Settimana Santa e della Pasqua, appena trascorso. «Tutte le celebrazioni sono state assicurate, così come la pastorale ordinaria», sottolinea la diocesi, evidenziando lo sforzo organizzativo messo in campo per evitare interruzioni nella vita religiosa delle due comunità.

Sul piano investigativo, intanto, il lavoro degli inquirenti prosegue. L’indagine, secondo quanto emerso nelle settimane precedenti, sarebbe partita da una segnalazione relativa alla presenza di animali in un’altra località del Canavese, per poi estendersi fino alla canonica di Bosconero. Qui i militari avrebbero trovato diversi esemplari, tra cui gatti di razza e altri animali, alcuni dei quali considerati non comuni.

Un elemento che ha portato ad aprire un primo filone di verifiche sulla gestione e detenzione degli animali, mentre il ritrovamento della marijuana ha dato origine a un secondo fronte di indagine, volto a chiarire uso e provenienza della sostanza. Su entrambi i punti, tuttavia, non esistono al momento conferme ufficiali, e ogni ipotesi resta subordinata agli accertamenti in corso.

La vicenda ha inevitabilmente scosso il territorio. A Bosconero e San Benigno, dove don Viano era considerato un parroco dinamico e vicino alla comunità, si intrecciano stupore, cautela e attesa. Da un lato l’immagine di un sacerdote attivo, capace di coinvolgere i fedeli e di animare la vita parrocchiale; dall’altro un’indagine che ha aperto interrogativi profondi e ancora senza risposta.

Il chiarimento arrivato dalla diocesi contribuisce a definire almeno il quadro istituzionale: le dimissioni, il ritiro, la sostituzione nella guida delle parrocchie. Resta però aperto il nodo centrale, quello giudiziario, che sarà sciolto solo al termine delle indagini.

In questa fase, il silenzio scelto dalla diocesi e condiviso con il sacerdote rappresenta una linea precisa: evitare sovrapposizioni tra giudizio mediatico e accertamento giudiziario. Una posizione che riflette la delicatezza del caso e la necessità di attendere elementi certi prima di qualsiasi valutazione.

Intanto, nelle parrocchie, la vita continua. Le messe vengono celebrate, le attività proseguono, le comunità si riorganizzano attorno alla nuova guida temporanea. Ma resta una frattura, almeno emotiva, che solo il tempo e gli sviluppi dell’inchiesta potranno ricomporre.

Per ora, l’unica certezza è che don Mario Viano non è più parroco e che la sua assenza, iniziata a metà marzo, ha una spiegazione precisa. Tutto il resto – responsabilità, eventuali reati, conseguenze – è ancora materia della Procura di Ivrea.

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