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Cronaca

“Giù le mani da Don Mario”: il paese si schiera col parroco indagato tra droga e animali

Bosconero si divide tra accuse e difesa totale: fedeli in piazza, hashtag virale e comunità sotto shock

Le immagini a Dentro La Notizia

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Un’intera comunità che si stringe attorno al proprio parroco, tra incredulità, rabbia e difesa senza condizioni. A Bosconero, piccolo centro del Canavese, una cinquantina di parrocchiani si è presentata davanti alle telecamere di Mediaset nel pomeriggio di lunedì 6 aprile 2026, a Dentro la notizia, per difendere Don Mario Viano, il sacerdote 39enne finito sotto indagine dopo un controllo dei carabinieri forestali.

In realtà, spiegano dal paese, i presenti erano molti di più. A dimostrarlo anche la diffusione virale dell’hashtag #iostocondonmario, rimbalzato sui social in questi giorni. Una mobilitazione spontanea nata dopo il blitz nella canonica, dove sarebbero stati trovati 200 grammi di marijuana, almeno 12 gatti di razza pregiata e circa 100 pappagallini, in condizioni igienico-sanitarie giudicate non ottimali.

Le indagini, coordinate dalla procura di Ivrea, sono in corso. Nel frattempo la diocesi ha disposto l’allontanamento temporaneo del parroco dalle comunità di Bosconero e San Benigno, una decisione che ha alimentato ancora di più lo smarrimento dei fedeli. Da settimane, infatti, del sacerdote si sono perse le tracce: non si tratta di una fuga, ma di un allontanamento suggerito proprio dalla diocesi in attesa degli sviluppi.

In paese il clima è surreale. Dal racconto dei residenti emerge un sentimento diffuso di incredulità: «Disponibile, molto accogliente. Sono sconvolto da questa vicenda». E ancora: «Stiamo tutti male. Ha portato molte cose buone».

C’è chi lo definisce senza esitazioni «una persona indispensabile per il nostro paese» e chi ribadisce: «Una brava persona, una splendida persona, sempre a disposizione della comunità».

Le accuse, però, sono pesanti. Gli investigatori non escludono nessuna ipotesi, nemmeno quella di un possibile traffico illegale di animali, tra razze pregiate come Maine Coon e Ragdoll, che possono avere un valore elevato. Ma tra i parrocchiani prevale una convinzione opposta: «C'è qualcuno che le vuole male. Che sta provando a incastrarlo?».

E la risposta è netta: «Sì, per me sì».

Durante la diretta televisiva, le voci dei fedeli si sono susseguite senza esitazioni. «Don Mario ha questa grande passione… per tutti gli animali, assolutamente», racconta una donna. «E li trattava bene, li accudiva? Assolutamente sì».

C’è chi ricorda persino la sua presenza in paese con i gatti in spalla e le celebrazioni religiose aperte agli animali: «Quando faceva le processioni si portava i gatti… faceva la messa lì dentro, c’erano pure i gatti lì dentro».

Sulle accuse di commercio illegale, i fedeli respingono tutto: «Non vendeva niente a nessuno. Queste qua sono fanforie che dicono».

E anche sui numeri degli animali qualcuno esprime dubbi: «I 100 pappagallini io non l’ho mai visto, non so se sono veritiere queste voci».

Il sospetto, per molti, è che dietro ci sia dell’invidia: «L'invidia è una brutta bestia… vogliono farle del male al nostro parroco».

Un sentimento che si lega alla figura di un sacerdote considerato vicino alla gente: «Don Mario qua ci ha portato di nuovo la credibilità della Chiesa in questo paese».

Non mancano però posizioni più caute, che invitano ad attendere gli esiti delle indagini: «Lasciamo che le autorità competenti siano loro ad indagare, valutare ed eventualmente condannare. Noi non condanniamo nessuno».

E un passaggio diventa centrale nel dibattito: «È indagato, ma indagato non vuol dire che lui sia colpevole».

Intanto, la comunità si organizza: raccolte firme, fiaccolate e iniziative pubbliche sono già in preparazione. Il messaggio è chiaro e condiviso: «Sappia che noi siamo tutti con lui».

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