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Cronaca
04 Aprile 2026 - 08:15
Don Mario Viano, parroco di Bosconero e Abate di San Benigno Canavese
Da settimane don Mario Viano non c’è più. Niente messe, niente celebrazioni, nessuna presenza pubblica tra Bosconero e San Benigno Canavese. Ufficialmente è malato. Ma nello stesso tempo, su di lui, è aperta un’indagine della Procura di Ivrea.
Il fascicolo è nelle mani della procuratrice Gabriella Viglione. Gli accertamenti sono affidati ai carabinieri forestali. Le ipotesi di reato non sono state rese pubbliche, ma — secondo quanto emerge da fonti investigative — il sacerdote risulterebbe indagato e sarebbero in corso verifiche anche su sostanze stupefacenti rinvenute in canonica.
Durante una perquisizione, infatti, sarebbero stati trovati circa 200 grammi di marijuana. Un quantitativo che ha portato gli inquirenti ad approfondire per chiarire uso e provenienza della sostanza. Su questo punto, però, non esistono conferme ufficiali della Procura, che mantiene il massimo riserbo.
L’indagine, in realtà, non nasce a Bosconero. Parte da Ozegna, da una segnalazione legata alla presenza di animali in una cascina. Da lì i controlli si sarebbero allargati, fino a portare i militari anche nella canonica del parroco.
È in questo passaggio che emergerebbe un altro filone. Nei locali parrocchiali sarebbero stati trovati una ventina di gatti, molti di razza — Maine Coon e Ragdoll — animali dal valore elevato. Gli inquirenti starebbero verificando se vi fossero irregolarità nella gestione o nella eventuale cessione, ma al momento si tratta solo di ipotesi da accertare.
Durante le verifiche sarebbero stati rinvenuti anche altri animali esotici, tra cui serpenti. Elementi che contribuiscono a delineare un quadro articolato, su cui gli investigatori stanno lavorando senza rilasciare dichiarazioni.
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Don Mario Viano e la Chiesa di Bosconero
Sul piano ecclesiastico, la linea resta quella del silenzio. La diocesi di Ivrea, da cui dipendono le parrocchie, non commenta. Di fatto, però, don Viano è stato allontanato temporaneamente e le celebrazioni, a ridosso della Pasqua, sono state affidate ad altri sacerdoti e a un diacono.
Intanto il territorio prova a dare un senso a quello che sta accadendo. A Bosconero e San Benigno convivono due livelli: quello ufficiale, fatto di poche certezze, e quello delle percezioni.
«Era un prete pieno di energia, con mille idee», racconta una parrocchiana. «Ha fatto vivere la comunità». Altri lo descrivono come «fuori dal comune», ironico, appassionato di animali, capace di presentarsi in processione con un gatto sulla spalla o di allevare galline e distribuirne le uova.
Il contrasto è evidente. Da una parte l’immagine di un parroco presente, radicato nella comunità, fuori dagli schemi. Dall’altra un’indagine che, partita da una segnalazione su animali, ha aperto verifiche più ampie, fino ad arrivare alla droga trovata in canonica.
Accanto agli elementi emersi durante le perquisizioni, continuano a circolare anche altre voci — dal possibile ritrovamento di denaro a frequentazioni ritenute anomale — che allo stato non trovano alcun riscontro ufficiale e non risultano confermate dagli atti dell’indagine.
Il punto, per ora, resta uno solo: l’inchiesta è aperta e in pieno sviluppo. Tutto il resto — responsabilità, eventuali reati, collegamenti — è ancora materia della Procura.
E mentre le indagini vanno avanti, tra Bosconero e San Benigno resta una domanda semplice, che nessuno riesce a evitare: dove è finito don Mario.
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