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Cronaca

Agguato tra coetanee a Torino: 18enne attirata con un messaggio e picchiata in strada

Calci, pugni e rapina in via Santa Giulia: indagini su un gruppo di giovani, tra cui minorenni

Agguato tra coetanee

Agguato tra coetanee a Torino: 18enne attirata con un messaggio e picchiata in strada

Prima il messaggio, poi la violenza. Una sequenza che, secondo la denuncia, sarebbe stata pianificata per attirare la vittima in trappola. È accaduto nella notte del 7 marzo, in via Santa Giulia, dove una ragazza di 18 anni è stata aggredita e derubata da un gruppo di coetanee. Un episodio che ha riportato l’attenzione su forme di violenza giovanile sempre più organizzate e difficili da intercettare in anticipo.

Secondo quanto ricostruito, la giovane ha ricevuto un messaggio WhatsApp da un’amica che le chiedeva di vedersi per parlare. Un invito apparentemente innocuo, che non lasciava presagire nulla di anomalo. Ma una volta arrivata sul posto, la situazione è degenerata: insieme alla ragazza che l’aveva contattata si sarebbero presentate anche altre tre giovani e un ragazzino, tutti volti già noti alla vittima.

A quel punto il gruppo avrebbe iniziato l’aggressione. Prima le parole, poi i calci e pugni, fino a immobilizzarla e sottrarle gli effetti personali: la borsetta, una collana e gli orecchini. La violenza si sarebbe consumata in pochi minuti, intorno all’una di notte, lasciando la giovane ferita e sotto shock in mezzo alla strada.

Dopo l’aggressione, la 18enne si è recata in ospedale, dove i medici le hanno riscontrato lesioni giudicate guaribili in 10 giorni. Ma oltre alle ferite fisiche, resta il trauma per un episodio che si inserisce in un contesto già segnato da tensioni pregresse tra le ragazze coinvolte.

Le giovani, infatti, si erano conosciute in una comunità per ragazzi con fragilità, dove avevano condiviso un periodo di convivenza non privo di difficoltà. Secondo il racconto della vittima, i rapporti erano stati complicati sin dall’inizio, con attriti che però non avevano mai fatto pensare a una possibile escalation violenta.

Dopo l’uscita dalla comunità, la situazione sarebbe peggiorata. La ragazza avrebbe iniziato a ricevere messaggi minacciosi, con frasi esplicite che oggi assumono un peso diverso: “Se ti vedo ti faccio andare in ospedale”, “Hai sbagliato completamente persona”. Parole che sembrano anticipare quanto poi accaduto quella notte.

La denuncia è stata presentata con l’assistenza dell’avvocato Armando Rossi, che ha chiesto ai magistrati l’adozione di misure urgenti per proteggere la propria assistita ed evitare il rischio di nuovi episodi.

Le indagini sono ora in corso per chiarire ruoli e responsabilità, anche alla luce della presenza di minorenni tra i presunti aggressori. Gli inquirenti dovranno ricostruire con precisione la dinamica e verificare eventuali elementi di premeditazione.

Resta il quadro di una violenza che nasce all’interno di relazioni fragili e conflittuali, e che trova sfogo fuori, nelle strade della città. Un fenomeno che interroga non solo la sicurezza urbana, ma anche i percorsi educativi e di supporto destinati ai giovani più vulnerabili.

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