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Ombre su Torino

L’agguato al brigadiere Ciotta: il mattino di sangue del 12 marzo 1977 a Santa Rita

Tre colpi sparati a bruciapelo davanti alla moglie affacciata al balcone. L’azione dura trenta secondi: dietro l’omicidio le Brigate Combattenti, nucleo che diventerà Prima Linea

L’agguato al brigadiere Ciotta: il mattino di sangue del 12 marzo 1977 a Santa Rita

L’agguato al brigadiere Ciotta: il mattino di sangue del 12 marzo 1977 a Santa Rita

12 Marzo 1977.

Via Gorizia 67, quartiere Santa Rita, Torino.
Sono le 8 del mattino e il brigadiere Giuseppe Ciotta sta andando a lavoro quando il calcio di una pistola sfonda il vetro della sua 500 e 3 pallottole lo inchiodano al sedile.

I testimoni riferiscono che a sparare è un giovane sui 25 anni, di corporatura normale e altezza media, dalla barba appena marcata e che agisce a volto scoperto. A coprire l’azione, che dura non più di 30 secondi, 3 persone che fuggiranno col killer su una 128 che verrà abbandonata poco lontano, in Via Gradisca. Una delle persone che assiste all’agguato è la moglie del poliziotto: lo stava salutando dal balcone.

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La telefonata di rivendicazione recita così:
<<Buongiorno, senta l'esecuzione del carabiniere dei servizi di sicurezza di questa mattina è stata fatta dalle Brigate Combattenti, vi preghiamo di non fare confusione con Brigate Rosse o analoghi>>.
<<Ma non è dell'SDS è semplicemente dell'ufficio politico, non aveva compiti di servizio di sicurezza>>.
<<A noi risultava diversamente, comunque è sempre un nemico della classe>>.

Le Brigate Combattenti diventeranno Prima Linea, di cui uno dei fondatori sarà Enrico Galmozzi, l’autore dell’omicidio, che verrà condannato a 27 anni, scontandone solo 13.

Nelle indagini successive si scoprirà che, in realtà, il brigadiere Ciotta era un uomo dell'antiterrorismo che, da mesi, era diventato un addetto alla sorveglianza esterna di facoltà universitarie e istituti scolastici.


Uno che divide i ragazzi coinvolti nelle scazzottate.

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