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Rivarolo sceglie la memoria: tre giornate contro le mafie tra testimonianze, teatro e libri

Dal ricordo di Gianluca Congiusta allo spettacolo su Scampia, fino alla Bibliografia della legalità: il Comune rilancia l’impegno civile con un programma condiviso con scuole e associazioni

Rivarolo sceglie la memoria

Rivarolo sceglie la memoria: tre giornate contro le mafie tra testimonianze, teatro e libri

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La memoria non è una celebrazione formale. È una presa di posizione. Rivarolo Canavese lo ribadisce con un calendario fitto di appuntamenti in occasione della XXXI Giornata regionale della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime delle mafie, promossa nell’ambito della legge regionale 14/2007 e cofinanziata dalla Regione Piemonte. Un percorso che unisce testimonianza, teatro, scuola e lettura per trasformare il ricordo in responsabilità concreta.

«Grazie all’impegno di Libera, il 21 marzo, primo giorno di primavera, è la data simbolo della lotta alla criminalità organizzata e alla corruzione», sottolinea il vicesindaco Marina Vittone. Un richiamo che non resta astratto. Il programma rivarolese punta su storie vere e volti precisi, perché sono le storie a incidere più dei numeri.

Il primo appuntamento è fissato per mercoledì 4 marzo alle 18 nella Sala consiliare di via Ivrea 60. Al centro dell’incontro la vicenda di Gianluca Congiusta, imprenditore di Siderno, ucciso dalla ’ndrangheta il 24 maggio 2005 a soli 32 anni. A raccontarla sarà la sorella Roberta Congiusta, da anni impegnata in un percorso pubblico di testimonianza e richiesta di verità.

Gianluca aveva aperto un’attività nel settore della telefonia nella Locride. Il successo aveva attirato l’attenzione della criminalità organizzata. Estorsioni, minacce, pressioni. Poi l’agguato: due colpi di fucile mentre rientrava a casa. Il giorno dopo Siderno abbassò le saracinesche con un manifesto che diceva: «Chiuso perché qualcuno ha rubato la vita a Gianluca». Una frase che ancora oggi pesa come una sentenza morale.

La vicenda giudiziaria non ha consegnato un colpevole definitivo. Dopo condanne, annullamenti e rinvii, nel 2018 la Cassazione ha assolto in via definitiva il presunto mandante «per non aver commesso il fatto». Una storia che parla non solo di violenza mafiosa, ma anche di zone d’ombra nella giustizia. L’incontro, organizzato in collaborazione con ACMOS, offrirà l’occasione per riflettere sul significato della parola “impegno” quando la verità processuale non coincide con quella percepita dalle comunità.

Il secondo momento forte è in programma sabato 14 marzo alle 21 al Salone comunale di via Montenero. In scena lo spettacolo “Il Maestro. Una storia di judo e di vita”, scritto e interpretato da Eleonora Frida Mino, liberamente ispirato al libro “O’ Maé. Storia di judo e camorra” di Luigi Garlando. Ingresso libero.

La scena si sposta a Scampia, nella palestra di Gianni Maddaloni, padre del campione olimpico Pino Maddaloni. Non un semplice centro sportivo, ma un presidio di legalità in un territorio segnato dalla camorra. Attraverso la storia di Ginevra, maestra di judo, e di Filippo, quindicenne cresciuto tra modelli criminali e “soldi facili”, lo spettacolo racconta la possibilità di scegliere. Da una parte il clan, dall’altra il tatami. Da una parte il fascino del potere, dall’altra la disciplina dello sport.

Il messaggio è diretto: il destino non è una condanna inevitabile. Può essere cambiato. Lo sport diventa così strumento di riscatto, alternativa concreta al “sistema”. Una narrazione adatta anche ai più giovani – età consigliata dai 9 anni – che parla di camorra senza retorica, mettendo al centro la forza dell’educazione.

Il 21 marzo, data simbolica della Giornata, l’attenzione si sposterà alla Biblioteca comunale “Domenico Besso Marcheis”, dove verranno presentati alcuni titoli della Bibliografia della legalità, progetto di Ibby Italia. I libri diventano strumenti di consapevolezza, chiavi per comprendere fenomeni complessi e per educare alla cittadinanza responsabile fin dall’infanzia.

Accanto agli eventi pubblici, sono previsti incontri nelle scuole cittadine curati da ACMOS, con l’obiettivo di portare la cultura della legalità tra i banchi. Un lavoro silenzioso ma decisivo, perché è lì che si costruisce la coscienza civica.

Il programma è condiviso con il Presidio Libera “Luigi Ioculano” di Cuorgné, il gruppo Scout AGESCI Rivarolo 1 e l’ANPI sezione “Tina Anselmi” Favria-Oglianico-Rivarolo. Una rete di realtà associative che dimostra come il contrasto alle mafie non sia solo materia per magistrati e forze dell’ordine, ma responsabilità collettiva.

Rivarolo sceglie dunque di non limitarsi alla commemorazione. Sceglie di raccontare storie di dolore e di riscatto, di intrecciare memoria e futuro. Perché la lotta alla criminalità organizzata non si combatte solo nei tribunali. Si gioca nelle scuole, nei teatri, nelle biblioteche, nei luoghi in cui si formano coscienze.

Per informazioni e adesioni alle iniziative è possibile contattare il Settore Affari Generali o la Biblioteca comunale al numero 0124 454680 o all’indirizzo biblioteca@rivarolocanavese.it. Un invito aperto a tutta la cittadinanza. Perché la memoria, se resta individuale, è ricordo. Se diventa condivisa, è impegno.

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