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Cronaca

Tragedia nell’area di servizio Viverone Nord: trasportatore 45enne trovato senza vita nel tir

Sabato 14 marzo 2026, Viverone Nord: 45enne dei Paesi Baltici trovato senza vita nel tir. Indagini, ipotesi cause naturali.

Notte di paura sulla 460: auto fuori strada a Rivarolo Canavese

Soccorsi (foto di repertorio)

Un’ora di pranzo come tante, il via vai dei mezzi in sosta, poi l’allarme che spezza la quiete dell’area di servizio Viverone Nord. Un autotrasportatore di 45 anni, originario dei Paesi Baltici, è stato trovato senza vita all’interno della cabina del suo tir, parcheggiato lungo il raccordo autostradale Ivrea–Santhià, direzione Canavese. La macchina dei soccorsi si è mossa in pochi minuti, ma per l’uomo non c’era più nulla da fare.

L’allerta è scattata poco dopo mezzogiorno di sabato 14 marzo 2026 nell’area di sosta Viverone Nord, a Settimo Rottaro. Il personale del 118 è intervenuto immediatamente, constatando il decesso dell’autotrasportatore all’interno dell’abitacolo del mezzo pesante. Sul posto sono arrivati anche i vigili del fuoco di Ivrea e gli agenti della polizia stradale di Torino–Settimo, che hanno messo in sicurezza l’area ed eseguito i primi rilievi.

Dai primi elementi raccolti, la morte sarebbe avvenuta quasi certamente per cause naturali. Non sono emersi segni evidenti di violenza né indizi che facciano pensare a un intervento esterno. Saranno gli accertamenti delle forze dell’ordine a definire con precisione la dinamica e il momento del decesso, nel rispetto della riservatezza dovuta alla vittima.

Viverone Nord è una delle aree di sosta lungo il raccordo Ivrea–Santhià, asse di collegamento frequentato da mezzi pesanti diretti e provenienti dal Canavese. Spazi anonimi solo in apparenza, dove la routine della strada si intreccia con le vite di chi macina chilometri ogni giorno: è qui che la tragedia si è consumata, in un pomeriggio di ordinario lavoro.

Questo episodio riporta l’attenzione sulla condizione di chi vive la strada per professione: turni lunghi, soste brettolate tra un carico e l’altro, ore in cabina che sono casa e ufficio insieme. Senza forzare letture che non appartengono ai fatti, resta il tema—sempre attuale—di una prevenzione attenta alla salute di chi guida mezzi pesanti e di una rete di sostegno che renda più sicure le soste e il lavoro quotidiano. È un richiamo alla cura e alla vigilanza, per tutti.

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