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Cronaca
12 Marzo 2026 - 21:43
Torino, raid antagonista nella sede Asl di via San Secondo
Blitz di un gruppo di antagonisti nella sede dell’Asl Città di Torino di via San Secondo. L’azione è avvenuta nella mattinata di giovedì 12 marzo ed è stata rivendicata nell’ambito della protesta contro i Cpr, i Centri di permanenza per il rimpatrio.
Secondo quanto ricostruito, alcuni attivisti sono entrati negli uffici e hanno imbrattato i muri con vernice nera, lasciando scritte come “Asl tortura” e lanciando volantini con la scritta “Asl complice”.
Durante l’azione sono stati presi di mira in particolare gli uffici della direzione generale, con locali messi a soqquadro e alcuni danneggiamenti.
Non si tratta del primo episodio. Già lo scorso novembre una decina di attivisti aveva fatto irruzione negli stessi uffici, imbrattando le pareti ed esponendo uno striscione dalle finestre sempre contro il Cpr torinese.
Il direttore generale dell’Asl Città di Torino, Carlo Picco, ha definito l’episodio «un’aggressione intimidatoria gravissima».
«Hanno messo a soqquadro gli uffici della direzione generale, provocato danni e assunto un atteggiamento intimidatorio e aggressivo», ha spiegato Picco, sottolineando come l’Asl sia un’istituzione che garantisce assistenza sanitaria ai cittadini.
Sul posto si è recato anche il prefetto di Torino Donato Cafagna, che ha espresso solidarietà all’azienda sanitaria.
«Sono in corso le attività della polizia giudiziaria. Gli autori erano a volto scoperto e ci auguriamo che possano essere identificati», ha dichiarato il prefetto.
Il blitz ha suscitato numerose reazioni istituzionali. Il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio e l’assessore regionale alla Sanità Federico Riboldi hanno condannato l’accaduto parlando di «gesto grave e inaccettabile».
«Colpire un’azienda sanitaria significa colpire un’istituzione pubblica e il lavoro quotidiano di professionisti che operano al servizio dei cittadini», hanno affermato.
Anche il sindaco di Torino Stefano Lo Russo ha espresso solidarietà al personale dell’Asl.
«La protesta non può mai trasformarsi in atti vandalici che danneggiano lavoratrici, lavoratori e collettività», ha detto il primo cittadino, ribadendo però la contrarietà della città ai Cpr e la necessità di affrontare con attenzione le condizioni delle persone trattenute nei centri.
Per l’assessore comunale alle Politiche sociali Jacopo Rosatelli, episodi simili finiscono per danneggiare la stessa causa dei diritti dei migranti.
Dura anche la presa di posizione dell’assessore regionale Maurizio Marrone, che ha parlato di «spedizione punitiva degli antagonisti», esprimendo solidarietà al personale sanitario.
Il vicepresidente del gruppo regionale Fratelli d’Italia Roberto Ravello ha invece definito l’episodio «un’aggressione deliberata contro le istituzioni», sottolineando il ruolo dei Cpr come presidio di legalità nella gestione dell’immigrazione.
Le indagini sono ora affidate alle forze dell’ordine, che stanno lavorando per identificare i responsabili del blitz avvenuto negli uffici sanitari torinesi.

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