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Cronaca
10 Marzo 2026 - 14:05
Minacce al sindaco di Collegno, lettera anonima con insulti e riferimenti ai cantieri della metro
Una lettera scritta a mano, senza firma, con toni pesanti e minacce esplicite. È quanto arrivato nei giorni scorsi all’ufficio protocollo del Comune di Collegno, indirizzato al sindaco Matteo Cavallone. Nel testo compaiono insulti nei confronti dell’amministrazione comunale e frasi intimidatorie rivolte direttamente al primo cittadino e alla sua famiglia.
La missiva, recapitata la scorsa settimana, è stata poi consegnata ai Carabinieri, che hanno avviato le indagini per cercare di individuare l’autore o gli autori del messaggio. Non sarà semplice ricostruire la provenienza della lettera: il documento, prima di arrivare nelle mani delle forze dell’ordine, è passato attraverso diversi uffici e questo potrebbe rendere più difficile isolare eventuali impronte o altri elementi utili all’identificazione.
Nel testo chi scrive si presenta come parte di un gruppo di residenti che vivrebbe nei pressi dei cantieri cittadini e che lamenterebbe disagi legati ai lavori notturni. In particolare vengono citati gli interventi collegati alla Linea 1 della metropolitana di Torino e alle attività nell’area dell’ex deposito GTT. Le proteste riguarderebbero soprattutto il rumore e le difficoltà legate ai lavori nelle ore serali.

Il sindaco Cavallone
C’è però un elemento che rende meno chiaro il contesto delle lamentele. I lavori della metropolitana, infatti, sono attualmente fermi a causa delle difficoltà economiche della società appaltatrice. Un dettaglio che apre interrogativi sul riferimento preciso ai disagi indicati nella lettera.
All’interno della missiva si fa inoltre riferimento a un presunto esposto presentato al Comune per segnalare i rumori notturni, che secondo l’autore non avrebbe ricevuto risposta. Dagli uffici comunali, tuttavia, non risulta alcuna segnalazione ufficiale su questo tema. Il sindaco ha spiegato che sono state effettuate verifiche negli archivi amministrativi, controllando anche le comunicazioni precedenti, senza trovare traccia di reclami formali registrati.
Nonostante il tono intimidatorio del messaggio, Cavallone ha scelto di mantenere un atteggiamento prudente. Il primo cittadino ha comunque deciso di rendere pubblica la vicenda, spiegando di averlo fatto soprattutto per rispetto verso la comunità e per l’amarezza suscitata dal contenuto della lettera.
In occasione della Giornata internazionale della donna, il sindaco ha pubblicato sui social una fotografia con la moglie e le figlie. Nell’immagine i volti delle bambine sono stati coperti con rami di mimosa, un gesto simbolico legato alla ricorrenza ma anche alla volontà di tutelare la privacy della famiglia dopo le minacce ricevute.
L’episodio riporta l’attenzione su un tema che riguarda molte realtà urbane interessate da cantieri e trasformazioni infrastrutturali: il rapporto tra disagi temporanei e dialogo tra cittadini e istituzioni. Il diritto alla protesta e alla segnalazione dei problemi è parte del confronto democratico, ma il passaggio alle minacce personali rappresenta un confine che non dovrebbe mai essere superato.
Nel frattempo, i Carabinieri proseguono gli accertamenti per risalire all’origine della lettera anonima e capire se dietro quelle righe ci sia realmente un gruppo di residenti oppure l’iniziativa isolata di una singola persona.
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